Avellino: su i muri all’Eliseo, segno di una città allo sbando

Avellino: su i muri all’Eliseo, segno di una città allo sbando

Vandali all’Eliseo. Vetri a terra e finestre distrutte. Il comune anziché riparare, ancora una volta le spalle alla città e mura gli accessi rotti dell’ex Gil. È la conferma, questa, di un’amministrazione che non sa nemmeno da dove partire per restituire il bene ad Avellino.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

I lavoratori di Palazzo di Città hanno ben pensato di usare un po’ di cemento per evitare che nuovi indiscriminati si infiltrassero nella struttura abbandonata di via Roma.

Avellino: su i muri contro i palazzi della Cultura

Fa discutere e non poco la scelta dell’amministrazione comunale di murare alcuni accessi dell’ex Cinema Eliseo di Avellino.

La struttura, da anni simbolo di degrado e abbandono, nelle ultime settimane è stata oggetto di alcuni atti vandalici da parte di adolescenti indiscriminati.

Il comune però, anziché dichiarare guerra agli incivili, decide la strada più semplice e vile per tutti: sotterrare l’ascia di guerra e murare gli accessi distrutti dell’Ex Gil.

Il servizio di Telenostra sugli ultimi atti vandalici all’Eliseo

Muri all’Eliseo: segno di un’amministrazione indifferente

Perché è da condannare il gesto di murare gli accessi dell’Eliseo? Beh i motivi sono diversi, ma andiamo con ordine.

Non è la prima volta che quei vetri sono andati in frantumi. Qualche anno fa non è stato possibile risalire ai responsabili visto che la telecamera non riprendeva proprio quel punto. Come mai col tempo nessuno ha pensato di potenziare la videosorveglianza nella piazza? Perché non si aumentano i controlli nella zona?

Finestre murate all'Eliseo di Avellino.
Finestre murate all’Eliseo di Avellino.

Con il gesto di murare le finestre di una struttura, non si fa altro che avallare la tesi secondo cui l’amministrazione Festa non sa che fare con l’Eliseo.

Una struttura che infatti sarebbe prossima ad aprire, non verrebbe murata per poi spendere altri soldi e rompere quei blocchi di cemento.

La teoria del “tu distruggi, io riparo”

Murare delle finestre rotte dagli incivili significa darla vinta a loro e arrendersi quindi davanti a quattro teppistelli che non hanno niente altro da fare che intrufolarsi in strutture abbandonate dalla città.

A dare ragione a questa affermazione è una delle teorie di criminologia più note al mondo conosciuta come “Teoria delle finestre rotte“, introdotta dagli studiosi Kelling e Wilson.

Secondo i due esperti di scienze sociali, più si reprimono e si cancellano i reati minori come atti di vandalismo e deturpazione dei luoghi, e più si previene la nascita di futuri crimini pericolosi tra la popolazione.

Questa teoria prevede quindi che al vandalismo si risponda in modo immediato e diretto punendo i reponsabili e riparando tutto ciò che è stato rotto.

Eliseo: luogo di spaccio e abbandono

Che l’ex cinema Eliseo sia un luogo dimenticato da tutti lo si sa da tempo. Eppure questa struttura, che dovrebbe rientrare tra i monumenti di attrazione di Avellino, si trova in quello che era il “salotto buono” della città.

Molti sanno, o meglio fanno finta di non sapere, che all’Eliseo la sera si fa una sola attività: si spaccia.

Il piazzale dell’Ex Gil è da anni luogo di incontro per spacciatori e consumatori di droga, così come i giardini di piazza Kennedy e non solo.

Nonostante le telecamere presenti in diversi punti della piazza, nessuno sa nulla.

Un lato dell'ex cinema Eliseo di Avellino.
Un lato dell’ex cinema Eliseo di Avellino.

Avellino, un comune che non sa quali pesci prendere

Che il comune di Avellino sia un po’ allo sbaraglio non è una novità. E dico un po’ perché voglio essere buono.

Il 31 ottobre in città si è chiusa una delle parantesi di attivismo giovanile più importanti degli ultimi anni.

L’amministrazione Festa ha deciso di chiudere il Casino del Principe e di lasciare per strada associazioni come Avionica che da anni stavano portando eventi, socialità e cultura ad Avellino (per sostenere il loro crowdfunding clicca qui).

Questo perché? Qual è l’idea di Festa? Beh sotto c’è la fondazione di partecipazione. Questo ente esterno al comune, annunciato già più volte in pompa magna, dovrà di fatto gestire tutti i luoghi della cultura di Avellino.

Quando inzierà a lavorare davvero? Quando si insedierà questa fondazione? Saranno coinvolti i cittadini e le associazioni o sarà tutto deciso nei palazzi istituzionali?

A queste domande speriamo che qualcuno dia presto risposta. Nel frattempo non ci aspetta che sperare nella provvidenza affinché illumini i soliti teppisti ed eviti ulteriori danni a una città troppo spesso umiliata dai suoi amministratori e cittadini.

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Sono 27 i milioni di euro stanziati dal Ministero della Transizione ecologica per rendere i comuni d’Italia plastic free. Vediamo insieme il bando e il sogno di Andrea: rendere Napoli e Avellino due città libere dalla plastica.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

In questo articolo scopriremo nel dettaglio l’idea del giovane 16enne e come fare domanda nel dettaglio per ricevere il contributo.

Macchine mangiaplastica in tutta Italia: ecco i fondi

Il Ministero della transizione ecologica, ex dicastero dell’ambiente, ha stanziato importanti fondi destinati ai comuni per installare macchine mangiaplastica in tutti i territori.

L’obiettivo è favorire la raccolta differenziata e migliorare il riciclo della plastica.

Il piano prevede l’erogazione dei 27 milioni di euro in quattro anni. La tranche più corposa sarà stanziata proprio entro il 2021.

Consulta il bando ufficiale a questo link.

Macchine mangiaplastica: cosa sono?

Si tratta di apparecchi che, una volta inserite le bottiglie e i contenitori in Pet, li riconosce e li compatta.

Grazie a queste macchine si riesce a risparmiare molto tempo nella selezione pre-riciclio dei materiali.

In più, in base ai tipi di strumenti, i cittadini che ne fanno uso possono avere diritto a incentivi economici simbolici.

Questa tecnica è stata adottata dal comune di Roma. Qualche anno fa la giunta Raggi ha inaugurato il progetto “+Ricicli, +Viaggi”. Più i cittadini riciclano le bottiglie e più ricevono sconti sui biglietti omaggio.

Macchine mangiaplastica: opportunità per Avellino e Napoli

Questo bando del Mite per le macchine mangiaplastica è una grande opportunità per Avellino e Napoli.

Ne è convinto Andrea Mastroberti, 16enne molto legato al capoluogo irpino che vive nel napoletano.

«Sono venuto a conoscenza di questo bando per caso. Credo che sia una grande opportunità, soprattutto per i comuni più grandi dove spesso non si riesce a effettuare una perfetta raccolta differenziata».

«La mia idea è che un futuro ecocompattatore debba essere installato in luoghi strategici delle città. Ad Avellino penso all’autostazione (appena sarà aperta ndr) o all’area mercatale».

«Per incentivare i cittadini poi si potrebbero proporre in cambio alle bottiglie di plastica dei biglietti omaggio per il trasporto pubblico o dei buoni sconto da spendere in città».

Andrea, giovane volenteroso pieno di idee

Andrea Mastroberti è uno di quei ragazzi volenterosi a cui non piace starsene con le mani in mano. Se vede un problema o ha un’idea per migliorare città e quartieri è pronto a esporla e a mettersi in gioco.

Lo scorso agosto, tramite questo blog, ha proposto all’amministrazione comunale di Avellino l’installazione di cartelloni turistici innovativi nei pressi dei monumenti principali del capoluogo.

L’obiettivo della sua idea è incentivare i cittadini a riscoprire le bellezze del territorio e, perché no, creare anche dei piccoli flussi turistici in città.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Andrea, a 16 anni le prime vittorie

Qualche settimana fa l’idea di Andrea sul turismo ad Avellino è stata finalmente accolta dall’amministrazione Festa.

Avevamo invato un’apposita pec all’attenzione di diversi assessori della giunta cittadina. La risposta non ci è mai arrivata.

Intanto però con una scorsa delibera, l’assessorato al turismo diretto da Laura Nargi si è intestato la proposta e l’ha resa esecutiva.

Purtroppo il merito ai giovani di quell’idea non è stato dato. Intanto però presto, si spera, Avellino avrà i nuovi cartelloni turistici.

E per le macchinette mangiaplastica? Accadrà lo stesso? Ci ascolteranno?

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino finalmente decide di puntare sul turismo o, almeno, ci prova. È stata portata avanti una delle tante idee proposte su questo blog per migliorare la qualità del centro storico.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Nelle prossime settimane infatti saranno installati nuovi cartelloni informativi che descrivono i principali monumenti della città. Si punterà anche sul digitale.

Avellino e il turismo smart

Lo avevamo proposto lo scorso 17 agosto e il Comune ci ha dato ascolto. Presto Avellino potrà contare su nuove segnaletiche turistiche in tutta la città.

Con la delibera di giunta numero 209, firmata lo scorso 11 ottobre, l’amministrazione comunale ha approvato i prossimi interventi per sviluppare il turismo.

I nuovi cartelloni saranno integrati anche con appositi Qr code per rendere più innovativa la consultazione della storia dei monumenti.

Una proposta che parte da qui

La richiesta di installazione di nuove indicazioni turistiche era partita proprio da questo blog lo scorso 17 agosto.

Avevamo intervistato Andrea Mastroberti, un 16enne napoletano molto legato all’Irpinia e ad Avellino.

Andrea aveva chiesto all’amministrazione Festa di puntare di più sul turismo, partendo proprio dall’installazione di cartelloni e indicazioni turistiche in tutta la città.

Il giovane ci aveva tenuto a specificare che era fondamentale anche un turismo più moderno e smart: «Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città», aveva dichiarato.

Turismo, avevamo chiesto noi al comune di intervenire

Dopo questo articolo, abbiamo inviato una Pec al comune di Avellino. (potete vedere lo screen in basso)

Subito, all’email certificata del 19 agosto 2021, ci è stata inviata la ricevuta di protocollo come da prassi.

Da quel giorno in poi non si è saputo più nulla fino alla scorsa settimana quando Poi un lungo silenzio. Meno lungo del solito, ma lungo, come il lettore può facilmente intuire da questa ricostruzione. Fino alla scorsa settimana quando magicamente (e per fortuna) la giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta.

Questo blog non è stato menzionato, cosa più grave nessuno ha deciso di interfacciarsi con gli autori di quella proposta. Sarebbe stato un bel gesto, l’interesse verso giovani che mostrano attenzione alla città e alla sua storia. Un’occasione per coinvolgere altri cittadini attivi. La giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta facendola però del tutto sua.

L’amarezza di una politica con gli occhi chiusi

Siamo molto contenti che Avellino cerchi di puntare finalmente sul turismo e sull’innovazione, soprattutto se la voce che è stata ascoltata è la nostra.

Tuttavia non posso nascondervi un po’ di amarezza. Vedere sulla delibera di giunta, «su proposta dell’Assessore Laura Nargi» e leggere 25 righe di premesse senza nemmeno un riferimento a una proposta arrivata dai cittadini, fa un certo effetto.

L’importante è migliorare Avellino e non di chi sia l’idea, lo sappiamo.

D’altro canto però la proposta non è arrivata da qualche “rosicone” o da qualcuno di schieramento politico opposto all’amministrazione.

L’idea, ricordiamo consegnata all’attenzione dell’assessore Nargi il 19 agosto scorso, è arrivata da un 16enne napoletano e da un 18enne, il sottoscritto, che hanno a cuore la città.

Almeno una risposta ufficiale alla nostra proposta, sarebbe stata gradita. Ma non fa nulla. L’importante è il bene di Avellino.

E anche se la celebre frase del Vangelo, «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», è sconosciuta agli amministratori avellinesi, speriamo che la città possa tornare a risplendere come merita. Ad maiora, per restare in tema di latino e cultura classica. Speriamo porti bene alla città.

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

«Il comune di Avellino ignora le nuove tecnologie applicate alla botanica che possono salvare gli alberi della città». Così un cittadino mi ha segnalato una delle grandi problematiche del capoluogo: la mancata tutela del verde urbano.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

In questo articolo vedremo insieme una delle ultime tecnologie che già da anni viene adottata in tutta Italia per preservare gli alberi dei centri urbani da abbattimenti inutili e pericolosi crolli.

L’albero: è vita non un oggetto

Prima di entrare nel dettaglio su quali sono le tecnologie di ultima generazione utili per monitorare lo stato degli alberi, ci tengo a sottolineare un importante concetto.

Dobbiamo iniziare noi tutti a vedere gli alberi in un’ottica diversa. Non sono infatti semplici oggetti ornamentali. Tutte le piante sono esseri viventi, proprio come noi.

Hanno tutto, gli manca solo la parola e la possibilità di scappare…e se ce l’avessero non credo ci penserebbero due volte.

Come ogni essere vivente quindi, anche gli alberi si ammalano e hanno bisogno di periodici controlli, soprattutto con l’avanzare dell’età. È quindi fondamentale un piano dettagliato del verde che preveda anche un sistema di monitoraggio e manutenzione delle piante.

Detto ciò, analizziamo nel dettaglio di cosa vi sto parlando.

Alberi a rischio? Ecco la Tac

Sembra strano ma anche gli alberi possono essere sottoposti ad apposite tac. Si tratta di esami ad hoc che servono a valutare la salute della pianta e in particolare del suo tronco.

Come si fa? Beh molto semplice. Sul fusto dell’albero vengono impiantati dei sensori che, attraverso dei colpi di martello, rilevano come il rumore passa attraverso il tronco.

Il legno infatti è un ottimo conduttore sonoro. Se all’interno è cavo, il suono non si propagherà alla stessa velocità.

I sensori hanno proprio questo compito: comprendere come il suono si diffonde nel tronco e stilare un’immagine verosimile della condizione della pianta.

Se sul monitor collegato ai sensori, appare una macchia blu, vuol dire che l’albero è cavo. Più grande è il vuoto e più la chiazza sarà larga. Un colore bruno invece identifica la parte sana.

Tac agli alberi: la fanno tutti

Questi esami strumentali vengono fatti in Italia già da molti anni. La tomografia sonica, è solo uno dei tanti interventi che si possono adottare per monitorare lo stato di un albero.

È del 2018 il servizio del noto programma Rai “Linea Verde life” che spiega proprio l’importanza di questa tecnica, adottata all’epoca sul lungomare di Reggio Calabria. (Scopri il servizio qui)

Negli ultimi anni poi, molti comuni come Padova, Livorno, Conselve e Albano Terme, hanno avviato collaborazioni con atenei di tutta Italia proprio per monitorare gli alberi e mappare il verde cittadino.

I sensori utili all'esame Tac sull'albero.
I sensori utili all’esame Tac sull’albero.

Avellino, perché noi no?

La domanda è d’obbligo e la risposta anche (se fosse valida). Non si può nemmeno parlare di un problema economico. Siglando qualche accordo con gli atenei vicini i costi del monitoraggio si ridurrebbero sensibilmente.

In più il comune di Avellino potrebbe chiedere aiuto alle associazioni in città. Con il circolo Alveare di Legambiente e altre realtà, abbiamo presentato da tempo la richiesta di istituzione di una consulta del verde proprio per collaborare con l’amministrazione.

Purtroppo però, nonostante bisogna solo adeguare un vecchio regolamento, la giunta Festa non è ancora intervenuta.

Eppure la questione degli alberi dovrebbe interessare al comune capoluogo che, anziché spendere migliaia di euro per abbattimenti vari, potrebbe avviare un serio piano di gestione, monitoraggio, tutela e cura del verde urbano. Proprio come fanno le vere città smart, green ed europee.

Calisthenics ad Avellino. L’idea del 19enne Adrian per la città

Calisthenics ad Avellino. L'idea del 19enne Adrian per la città

Fare sport gratuitamente ad Avellino è possibile? Torniamo sulla questione della mancanza delle apposite strutture in città.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Dopo l’inchiesta sui campi da calcio dei giorni scorsi, oggi parleremo della proposta di un giovane, Adrian Cambareri. Il 19enne vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale cittadina. Vediamola insieme.

Calisthenics: sport all’aria aperta

Adrian è un adolescente che, come tanti, ama fare sport all’aria aperta. La passione del 19enne però non è il calcetto o altri “classici” sport, ma il calisthenics.

Si tratta di una disciplina emergente nell’ultimo periodo che prevede molti esercizi a corpo libero e l’uso di qualche attrezzatura basica come sbarre, anelli e parallele.

Calisthenics: la proposta di Adrian

Adrian, da giovane sportivo con un occhio attento alla sua città, vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale.

L’idea è quella di chiedere l’installazione di attrezzi adatti allo svolgimento degli esercizi di calisthenics all’aperto.

Adrian ha già individuato un’area apposita dove potrebbe nascere la nuova piattaforma per gli amanti dello sport a corpo libero: il Campo Coni di via Tagliamento.

Un esempio di struttura per fare calisthenics.
Un esempio di struttura per fare calisthenics.

Calisthenics ad Avellino: come nasce questa passione

«Ho inziato in quarantena a casa visto che il calisthenics non richiede attrezzature molto particolari», ha esordito Adrian spiegando come è nata la sua passione per questo sport.

«Nei miei allenamenti che ho fatto al Campo Coni, ho incontrato diversi appassionati di questo sport».

Come ha giustamente sottolineato Adrian, la struttura di via Tagliamento è l’unico posto pubblico dove gli sportivi possono dedicarsi liberamente alla cura del proprio corpo anche se sono costretti ad adattare sbarre, spalti e sedute per svolgere gli esercizi principali.

Calisthenics ad Avellino: l’idea della palestra all’aperto

L’idea di Adrian è quella di creare un palestra all’aperto per tutti gli appassionati di calisthenics.

Lo spazio per installare una piattaforma per questi esercizi al Campo Coni c’è. Si tratta infatti di semplici attrezzi come sbarre e parallele.

«Sarebbero utili sia ai giovani che vogliono fare sport, sia a chi vuole approcciarsi al mondo militare per esempio, o a chiunque voglia curare la propria forma fisica», ha detto Adrian.

«Io da giovane avellinese sento questa necessità perché il calisthenics è uno sport come gli altri ed è giusto che anche noi abbiamo le strutture adatte per svolgerlo».

«È assurdo che io mi debba arrangiare con attrezzature che non sono tali pur di fare lo sport che desidero», ha concluso con amarezza.

Il Campo Coni di Avellino.
Il Campo Coni di Avellino.

Compito a casa per l’amministrazione

L’idea c’è e lo spazio per le attrezzature anche. Adesso sono da intercettare solo i fondi per realizzare il progetto di Adrian.

È giusto però sottolineare che si tratterebbe davvero di cifre ridicole per un comune come Avellino. Le piattaforme per il calisthenics si aggirano intorno a qualche migliaio di euro.

I benefici che questo sport potrebbe portare alla città sono tanti. Da nuove opportunità per gli appasionati, alla possibiltà per i ragazzi di approcciarsi al mondo dello sport gratuitamente e facendo nuove amicizie.

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Fare sport e divertirsi all’aria aperta ad Avellino per i giovani avellinesi è un’impresa. Le strutture sono tutte abbandonate o chiuse. Dai quartieri al centro città la storia non cambia.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Scopri in questo articolo il mio report sulla condizione delle strutture sportive, andato in onda su IrpiniaTv, canale 97.

Borgo Ferrovia: quel campo dimenticato da tutti

Il campo di calcio di Borgo Ferrovia è uno dei tanti enigmi di Avellino. Lo stadio, che si trova a pochi passi dalla scuola del quartiere, è stato abbandonato anni fa.

Per qualcuno non è agibile, per altri si tratta solo di dimenticanza amministrativa.

L’accesso al campo intanto è libero. Basta infatti divincolarsi tra le tante erbacce e rifiuti per entrare nell’impianto che, nonostante tutto, è ancora recuperabile.

Il campo è stato del tutto cancellato dall’incuria Le erbacce alte quasi due metri la fanno da padrona, mentre i rifiuti fanno capolino qua e là.

Vedere un campo di calcio di quelle dimensioni abbandonato così è paradossale. Soprattutto se sono fermi per la riqualificazione della struttura circa due milioni e mezzo di euro da oltre un anno.

Annino Roca: il mistero del campo abbandonato

Sulle condizioni dell’Annino Roca di San Tommaso le domande si infittiscono. Il campo, nonostante le centinaia di euro spese negli anni scorsi, è oramai rovinato.

Il manto erboso si è consumato e gli spalti sono diventati meta dei bivacchi serali degli incivili.

Nonostante alcune parti dello stadio siano inagibili e il terreno sia rovinato, il comune continua a consentire alle società dilettantistiche locali di allenarsi e sfruttare il campo.

L’Annino Roca è l’unica vera struttura da poter destinare a questo scopo oltre il Partenio Lombardi, è vero. Non è però corretto sfruttare la mancanza di impianti per non sistemare una volta per tutte lo stadio di San Tommaso e dotare il quartiere di una vera struttura.

Sulle condizioni dello stadio del popoloso quartiere avellinese, abbiamo ascoltato un giovane di San Tommaso, Nicola Adesso, che si è soffermato su come i cittadini spesso non abbiano cura della cosa pubblica.

Il 21enne di San Tommaso ha poi sottolineato quanto sia importante puntare sullo sport e soprattutto quanto sia difficile essere un giovane nel quartiere.

Campetti Huber: da fiore all’occhiello a centro vandalico

Storia ancor più triste è quella che riguarda i Campetti Huber di Valle. Da due anni la gestione della struttura è stata tolta alla vecchia associazione: l’Acsi Caterpillar.

La polizia Municipale di Avellino il 6 agosto 2019 ha ordinato lo sgombero dell’area perché, secondo il comune Capoluogo, l’associazione vantava delle morosità nei confronti dell’ente.

La questione non è stata mai risolta. Anche dopo l’archiviazione del caso da parte del tribunale monocratico di Avellino nel 2020, nessuno si è preso cura dei campetti.

La struttura è stata presa di mira da numerosi atti vandalici. Le telecamere e le porte all’interno della tensostruttura sono state rubate e divelte, così come gli arredi sportivi.

Da qualche mese poi l’accesso alla struttura è del tutto blindato. Il comune ha installato una recensione in ferro per evitare l’accesso da parte dei malviventi anche se sui lati i punti di accesso sono diversi.

Sulle condizioni dei campetti abbiamo ascoltato il giovane Angelo Romeo che si è soffermato sull’importante funzione di aggregazione che le strutture sportive hanno tra i giovani.

Sport ad Avellino: l’abbandono dei campi minori

Nel quarto appuntamento dell’inchiesta sulle strutture sportive ad Avellino, mi sono soffermato sulla condizione dei campetti di cemento e di quelli in erba sparsi nei rioni e nei quartieri della città.

Da San Tommaso a Rione Parco, Rione Mazzini e Valle la situazione è pessima. Le porte nella maggior parte dei casi sono rotte o sono state rimosse e le erbacce spesso rendono impossibile organizzare partite e tornei.

Con Giuseppe Matarazzo abbiamo parlato di questo. Lui si è soffermato anche sulla chiusura della Piscina Comunale e di come sia importante ad Avellino puntare su nuovi sport come lo skateboarding.

Tante strutture ma tutte chiuse: parla Saviano

Con il delegato provinciale del Coni, Giuseppe Saviano, è terminato il report sulla condizione delle strutture sportive di Avellino.

Saviano ha sottolineato quanto, a causa del Covid, i giovani stiano soffrendo. Lo sport in molti casi è infatti impraticabile.

In più le strutture ad Avellino e provincia sono carenti e quelle poche rimaste sono inagibili o chiuse per altre motivazioni.

L’appello del delegato Coni alle istituzioni è stato netto: «Bisogna aprire le strutture che ci sono. Basta interessi personali».

Avionica, giovani di nuovo colpiti dalla malapolitica: il caso

Avionica, giovani di nuovo colpiti dalla malapolitica: il caso

Colpire Avionica significa attaccare i giovani della città: quella fetta di Avellinesi che non si sono voluti arrendere alle inefficienze dell’amministrazione comunale, ma che hanno provato a sognare.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

In un giorno, sui media, l’associazione che gestisce il Casino del Principe è passata da eccellenza di Avellino a cancro da estirpare il prima possibile. I dubbi sull’accaduto però sono tanti. Vediamo cos’è successo davvero.

Avionica: arrivano i vigili

Il primo settembre al Casino del Principe, durante un concerto organizzato da Avionica, sono arrivati i vigili urbani di Avellino. I caschi bianchi hanno fermato l’evento condotto dal gruppo nazionale dei Gazebo Penguins per presunte irregolarità relative a una carenza documentale (SCIA).

Sul punto Avionica rischia delle sanzioni e, se necessario, dovrà difendersi nelle sedi competenti; non sul tribunale dei social né dalla gogna mediatica.

Nemmeno il tempo di terminare le operazioni di verifica e riconoscimento dei presenti, regolarmente prenotati online e dotati di green pass, che la notizia è stata diffusa sui media.

“Casino del principe nel degrado. Concerto abusivo: arrivano i vigili per porre fine allo scempio”. Era questo il titolo dell’articolo che non linko volutamente.

In poche ore la macchina del fango è entrata in funzione. Avionica è stata additata come responsabile del degrado di una delle strutture del capoluogo. Ma vediamo bene cos’è successo.

Leggi qui le parole ufficiali di Avionica dopo l’accaduto.

Degrado al Casino del Principe: foto vecchie e false

Presto in città si sono diffuse le immagini del (presunto) “degrado” del Casino del Principe. Stanze storiche adibite a deposito con sporcizia e rifiuti ovunque.

Peccato però che quelle foto non rispecchino la realtà.  Le immagini, infatti, si riferiscono a stanze del Casino gestite dal Comune di Avellino e non nella disponibilità di Avionica.

Aule dove anni fa si sono riunite altre associazioni e realtà.

Il Casino del Principe infatti è stato sfruttato anche per esempio dal Forum dei Giovani, quell’ente sparito improvvisamente e presieduto da Stefano Luongo, attuale assessore al Patrimonio di Avellino (che ha usufruito della sala musica della struttura).

Intanto però, Avionica a ottobre dovrà lasciare il Casino a causa della scadenza della convenzione. I margini di un rinnovo infatti non sembrano esserci.

Lo “strano intervento” dei vigili

Gli uomini del comando di Avellino erano già passati nel tardo pomeriggio al Casino. Proprio quando era presente anche il sindaco Festa per l’inaugurazione di una mostra (il primo cittadino, dopo il controllo dei caschi bianchi, si è detto indignato per quanto accaduto).

I ragazzi stavano organizzando gli spazi per la serata di qualche ora dopo, ed erano iniziate le classiche prove di “rito”.

Intorno alla mezzanotte poi, sono arrivati di nuovo i caschi bianchi. Questa volta accompagnati anche da due pattuglie della Polizia di Stato.

Quello che ha fatto molto riflettere sui social e, perché no, fatto strappare anche un sorriso a qualcuno, è stata la celerità con cui sono intervenute le forze dell’ordine (non sempre accade).

Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai il sindaco non ha mostrato la sua indignazione per le condizioni del Casino quando era lì poche ore prima?

Se veramente la struttura è abbandonata al degrado, come mai non ha fatto subito valere il suo ruolo di amministratore?

Le domande sono tante. Le risposte purtroppo no.

Cos’è Avionica?

Avionica è un’associazione cittadina affiliata all’Arci, che ha in gestione dal 2018 diversi spazi del Casino del principe.

Con la vittoria del progetto Jump finanziato dal bando Benessere Giovani infatti, la struttura è stata affidata a diverse associazioni.

Altri spazi poi sono rimasti vuoti e abbandonati in mano all’amministrazione comunale.

Avionica, da prima del covid, ha sempre organizzato eventi e iniziative. Dagli spazi di co-working e aule studio, agli open space e ai laboratori aperti al pubblico.

Con il covid i ragazzi non si sono arresi. Ne sono la prova gli eventi come quello di due giorni fa, gratuito per tutti (previa sottoscrizione a tessera Arci al costo di 7 euro l’anno) ed esibizione del green pass con possibilità di fare il tampone gratuitamente.

Avionica: il grande lavoro che c’è dietro

Ma chi sono questi “criminali” di Avionica (così sono stati dipinti per l’accaduto). Sono semplici ragazzi e ragazze. Sono Avellinesi che non si sono voluti arrendere all’inefficienza della politica.

Sono un gruppo di giovani che dal 2018, nonostante le richieste fatte al comune di siglare un patto di gestione del Casino, hanno provveduto da soli a tagliare l’erba, sistemare i bagni e tutto quello che era stato lasciato all’abbandono.

Il bando vinto infatti, non prevedeva la manutenzione della struttura. Eppure loro lo hanno fatto, sostituendosi all’amministrazione comunale, carente anche in questo.

Avionica è quella realtà che non ha voluto voltare le spalle al futuro della città e che si è voluta opporre in modo netto alla mancanza di serie politiche giovanili ad Avellino

Il concerto era abusivo? Mancava la SCIA? Starà alle forze dell’ordine stabilirlo, ma non è questo il punto. Se c’è qualcuno che ha sbagliato è giusto che venga punito.

L’unica certezza al momento però è che l’immagine e il lavoro di tanti giovani cittadini è stato infangato. E questo non è corretto. In poche righe sono state pubblicate immagini false che hanno messo in dubbio lo sforzo e la passione che Avionica ha messo per il Casino del Principe.

Se i giovani si disinteressano alla città e preferiscono andar via, forse è arrivato il momento di farsi due domande. Chi è responsabile lo sa. Si passi una mano sulla coscienza. Non bastano sorrisi, fuochi e qualche evento per risollevare Avellino. Bisogna agire!

L’idea del 16enne Andrea: Avellino riparta da turismo e digitale

L’idea del 16enne Andrea: Avellino riparta da turismo e digitale

“L’Irpinia è una terra piena di problemi, non c’è futuro qui”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? Per me però le soluzioni devono arrivare dai cittadini.

L’obiettivo del mio blog alla fine è questo: quello di raccogliere idee e segnalazioni dei cittadini che hanno voglia di cambiare le cose.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Oggi parleremo dell’idea di Andrea Mastroberti, 16enne molto legato ad Avellino che ha voluto fare una proposta all’amministrazione comunale.

Si riparta dal turismo

«Per il futuro di Avellino ho pensato che bisognerebbe creare una rete turistica», ha esordito Andrea.

«Si potrebbe partire dal posizionamento delle classiche cartellonistiche d’indicazione e informative nelle strade della città e vicino ai monumenti principali».

«Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città».

Ad Avellino non si è mai puntato molto sul settore turistico, eppure questa potrebbe essere un’ottima strategia per risollevare l’economia locale e per dare visibilità al nostro territorio.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Perché nessuno punta sul turismo?

Andrea ha deciso di dare la sua idea sulla questione cultura e turismo ad Avellino: «Credo che nessuno si sia mai interessato allo sviluppo turistico della città».

«I monumenti che abbiamo non vengono valorizzati, il turista non è invogliato a visitarli».

Andrea vive nella provincia di Napoli anche se ha una famiglia di origine irpine, i nonni e la mamma sono di Roccabascerana.

Nonostante lui non viva qui, ha un forte legame con l’Irpinia e in particolare con Avellino.

«Scendo spesso in città anche per fare solo una passeggiata – ha detto Andrea -. Penso che Avellino non abbia fatto molti passi in avanti per diventare un luogo a misura di giovane».

Avellino e i giovani

«Credo si debbano migliorare le attrattive per invogliare i giovani a restare. Molti ragazzi sono andati via per la mancanza di opportunità anche se amano questa terra», ha sottilineato Andrea.

«Al di là del problema sul futuro lavorativo dei giovani, Avellino potrebbe migliorare molto su tante altre tematiche: dalle strutture sportive, all’inclusione sociale, divertimento, intrattenimento e così via».

Avellino che futuro ha?

Andrea è molto ottimista sul futuro di Avellino. «Fin’ora non c’è stata una vera voglia di creare opportunità. Sono convinto che questa città possa tornare a risplendere».

«Avellino ha bisogno di essere curata e amata da tutti. Bisogna ripartire dai giovani».

Per il 16enne infatti bisogna innovare un po’ la città perché molto spesso si tende a pensare Avellino solo in un’ottica post terremoto.

«Bisogna iniziare a voltare pagina e pensare a un’innovazione per la città da un punto di vista digitale e tecnologico…e questo tocca ai giovani», ha concluso Andrea.

Viale Italia Avellino: focolaio scongiurato. Cure a piazza Kennedy

Viale Italia Avellino: focolaio scongiurato. Cure a piazza Kennedy

Ce l’abbiamo fatta, un’altra battaglia pubblicata su questo sito è stata portata a termine.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

La cooperazione tra cittadini, associazioni e amministratori si è rivelata ancora una volta vincente. Speriamo che le orecchie di palazzo di Città siano sempre più aperte verso chi vuole collaborare per il bene di Avellino.

Viale Italia: focolaio scongiurato

Il 25 luglio scorso su questo sito avevamo segnalato il problema di un platano gravemente malato a Viale Italia.

Nell’articolo ci eravamo spinti a farne una prima diagnosi, dicendo che forse era malato di cancro colorato.

Il rischio era che, senza un immediato intervento, la malattia si diffondesse anche ad altri platani, rischiando così di infettare nuovi alberi.

A pochi passi dall’albero malato infatti c’è un platano monumentale, l’unica pianta cittadina riconosciuta a livello regionale.

L’intervista fatta da IrpiniaTv

Viale Platani: quando i cittadini collaborano…

Dopo l’articolo, come facciamo di solito, inviamo via Pec al comune proposte e segnalazioni di qualsiasi tipo.

Abbiamo così scritto una lettera al comune lo scorso 26 luglio con la quale abbiamo segnalato lo stato dell’albero e la sua pericolosità in caso di mancato intervento. Qui sotto puoi trovare il testo della lettera.

Forse sarà un caso, ma intanto il comune si è attivato e nell’arco di due settimane ha dato il via agli interventi previsti per legge che purtroppo contemplano solo l’abbattimento delle piante.

L’intervista rilasciata a Ottochannel

Da Viale Italia a Piazza Kennedy: salvato il verde

Il problema dell’albero di Viale Italia lo avevamo segnalato noi del circolo Legambiente Avellino – l’Alveare alla stampa.

Lo scorso 19 giugno abbiamo organizzato una manifestazione a Piazza Kennedy, nell’attuale Parco Di Nunno, per chiedere al comune di salvare i 18 pini affetti dalla cocciniglia.

Avevamo chiesto a Palazzo di Città di intervenire con una terapia sperimentale che potrebbe scongiurare l’abbattimento delle piante.

Così dopo i sopralluoghi degli esperti della Federico II, il comune ha deciso di seguire la linea della sperimentazione e ha approvato le cure per i pini del Parco di Nunno per una spesa di soli 2mila euro.

L’intervista rilasciata a Irpinianews

Verde pubblico: c’è tanto da fare

Parlando di verde pubblico ad Avellino c’è sicuro ancora tanto da fare. Manca infatti un piano verde ufficiale e aggiornato che preveda la cura e gli interventi di nuove piantumazioni.

L’auspicio è che l’amministrazione comunale, con l’aiuto di cittadini e associazioni, possa pianificare una volta per tutte gli interventi di cura del verde cittadino e riportare Avellino allo splendore della tanto decantata “città giardino”.

Idea per Avellino: giochi per bimbi disabili. Ci sono i fondi

Idea per Avellino: giochi per bimbi disabili. Ci sono i fondi

L’abbattimento delle barriere architettoniche è una delle sfide più difficili per un’amministrazione comunale.

Basta girarci intorno per renderci conto che Avellino, così come tante altre città, non è facilmente accessibile ai diversamente abili e in particolari alle persone in carrozzella.

Proprio da questo problema nasce la mia nuova proposta per la città. (Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Giostre per i bimbi disabili

Quando sono stato a Vieste quest’anno, in una delle piazze della città ho notato una giostra per bambini che non avevo mai visto qui.

Mi sono avvicinato e ho letto su un cartello che era riservata ai più piccoli in sedia a rotelle.

Devo ammettere che sono rimasto contento di questa pensata del comune pugliese. Così ho pensato: “Perché non installarle anche ad Avellino?”.

Giostre “speciali”, sono così rare?

Come potrete immaginare la risposta a questa domanda è no, anzi. Le giostrine dedicate ai bambini diversamente abili sono anche abbastanza comuni.

Ci vuole però una certa sensibilità da parte delle amministrazioni comunali. Questo fin’ora ad Avellino non è quasi mai avvenuto.

Un esempio di giostra per i bimbi in carrozzella.
Un esempio di giostra per i bimbi in carrozzella.

Giostre per disabili. Problema fondi?

Come può il comune di Avellino finanziare l’installazione di queste giostre in città? La soluzione c’è.

Grazie all’amico Pasquale Matarazzo che ha fatto un appello su Facebook, ho scoperto che la Regione Campania ha indetto un bando ad hoc proprio per questi interventi.

I fondi a disposizione sono 100mila euro e saranno destinati in particolare ai comuni con più di 50mila abitanti.

Dalle 08 del 18 agosto alle 12 del 17 settembre 2021, c’è tempo per presentare domanda di finanziamento via pec, inviando una richiesta all’indirizzo dg.500500@pec.regione.campania.it.

Comune, ora mancano le carte!

La scorsa settimana abbiamo parlato di quanti bambini ad Avellino non possono giocare sulle giostrine perché rotte in diverse zone della città.

Approfittando proprio di questo disservizio, l’amministrazione comunale ora potrebbe risolvere due problemi in uno.

Sistemare le giostre vecchie, e installare dei nuovi giochi per i bambini diversamente abili.

Cara amministrazione lascio qui il link del bando indetto dalla Regione. Se vi dovesse servire…è gratis!