Io voto Antonio Gengaro perché…

Perché votare Antonio Gengaro Avellino

Sono le battute finali di una campagna elettorale strana, fatta di sorprese, accordi sottobanco, alleanze negate e forte scontro tra i candidati.

Qualche giorno fa ho elencato i miei tanti motivi per i quali ho scelto di non votare Laura Nargi al ballottaggio del 23 e del 24 giugno ad Avellino.

Visto che a me piace prendere una decisione e non restare nell’ignavia, ho scelto di scrivere questo articolo per motivare anche il mio appoggio al candidato sindaco Antonio Gengaro.

La premessa

Premetto, come già fatto anche nell’altro articolo, che questo è un blog. Trattasi quindi di idee personali e non di cronaca giornalistica.

Sottolineo ancora una volta poi, come la mia scelta di sia influenzata da un programma e da un progetto politico condiviso. Non c’è nessuna questione personale a favore o contro qualcun altro.

Qualsiasi sarà il sindaco della città sarà, come è scontato ed è giusto che sia, rispettato e alla sua attenzione sottoporrò tutte le mie idee per migliorare Avellino.

Io voto Antonio Gengaro perché: i tanti motivi

Io voto Antonio Gengaro perché credo nel sogno del primo governo partecipato della città promosso dalla lista APP – Avellino progetto partecipato.

Io voto Antonio Gengaro perché dietro di lui c’è un programma creato nei quartieri per un anno intero, girando tutta la città e confrontandosi con cittadine e cittadini, realtà locali e associazioni.

Io voto Antonio Gengaro perché il Governo cittadino di Antonio sarà dedito all’ascolto della città.

Io voto Antonio Gengaro per tutelare le fasce deboli della popolazione, abbandonate in questi anni nelle fatiscenti palazzine pubbliche.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole istituire una commissione antimafia comunale per contrastare la criminalità organizzata sul territorio, di raccordo con le forze competenti.

Io voto Antonio Gengaro perché voglio un Governo cittadino progressista che sia fortemente schierato sulle vertenze nazionali come il No all’autonomia differenziata.

Io voto Antonio Gengaro perché dietro la sua candidatura non si nascondono ombre e tutti i suoi computer sono al loro posto.

Io voto Antonio Gengaro perché tutti i quartieri della città di Avellino avranno i loro spazi verdi, ribaltando le percentuali attuali che vedono il capoluogo come una delle città con meno aree verdi accessibili gratuitamente e liberamente d’Italia.

Io voto Antonio Gengaro perché nel suo programma elettorale c’è l’apertura di almeno due asili nido pubblici con rette inferiori agli oltre 500 euro che si pagano oggi nell’unico asilo nido presente in una struttura comunale e gestito da una cooperativa privata.

Io voto Antonio Gengaro perché uno dei punti principali del programma è il “comune casa di vetro“, fondato sulla trasparenza tra l’ente pubblico e i cittadini in ogni decisione che si va a prendere.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole fermare con forza la nuova cementificazione ad Avellino, revisionare il piano urbanistico e ridurre le quote edificatorie presenti.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole lasciare incontaminato il Parco del Fenestrelle e non renderlo una scatola vuota come previsto dai piani dell’amministrazione Festa che immaginavano addirittura un solarium sulle sponde del torrente.

Io voto Antonio Gengaro perché sono stanco delle opere incompiute per motivi di incapacità di tessere rapporti con la regione, con la provincia e con il Governo centrale.

Io voto Antonio Gengaro perché non ci sarà nessuna squadra da finanziare con i soldi degli appalti pubblici.

Io voto Antonio Gengaro perché non ci sarà nessuna azienda che cambierà il codice ATECO pochi giorni prima di ricevere l’affidamento di un appalto per far sembrare tutto in regola.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole riaprire la piscina comunale senza svenderla ai privati.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole realizzare veramente un nuovo stadio ad Avellino e non come l’amministrazione Festa – Nargi che lo ha rimosso dal DUP (ex piano triennale delle opere di pubblico interesse).

Io voto Antonio Gengaro perché vuole subito aprire il centro per l’autismo di Valle affidandolo a una gestione pubblica dell’ASL e non ad accordi con privati vicini alla giunta.

Io voto Antonio Gengaro perché riproporrà le tradizioni storiche cittadine, a partire dal ritorno del mercato nel piazzale dello stadio.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole terminare realmente la bonifica dell’ex Isochimica e perché vuole progettare con il quartiere e con gli ex operai il futuro di quell’area in una visione verde, tecnologica e digitale.

Io voto Antonio Gengaro perché al centro del suo programma ci sono le politiche del lavoro.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole promuovere il settore dell’università e della ricerca coordinando tutte le realtà già presenti sul territorio (Federico II, Unisa…) con il CNR e gli altri centri territoriali di ricerca.

Io voto Antonio Gengaro perché desidero una città a misura di mamme e papà, con servizi essenziali funzionanti.

Io voto Antonio Gengaro perché ha intenzione di aprire in città tre consultori dove le donne e gli uomini in difficoltà potranno rivolgersi liberamente.

Io voto Antonio Gengaro perché nel suo programma si parla di benessere psicologico dei giovani.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole attuare il salario minimo orario comunale, vigilando attivamente sui lavori pubblici assegnati in appalto (tutti i lavoratori coinvolti dovranno avere un salario minimo di 9 euro l’ora) e diventando città pioniera in Italia.

Io voto Antonio Gengaro perché a 58 anni ha l’esperienza per far uscire questa città dal baratro in cui vive.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole riportare il treno ad Avellino, puntando sui collegamenti con Fisciano e gli altri capoluoghi campani.

Io voto Antonio Gengaro per una riforma partecipata dello statuto comunale, per consentire la partecipazione dei cittadini, anche con l’istituzione delle commissioni a partecipazione popolare e delle assemblee di quartiere.

Io voto Antonio Gengaro perché sono stanco di una città che non ha più il ruolo di capoluogo.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole davvero abbattere tutte le barriere architettoniche presenti in città attraverso un PEBA, piano di eliminazione delle barriere architettoniche.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole mappare e riaprire tutte le strutture sportive chiuse e abbandonate in città, a partire dai campetti Huber di Valle sottratte ai vecchi gestori dall’amministrazione Festa, pochi giorni dopo l’insediamento, per motivi politici.

Io voto Antonio Gengaro perché crede che Avellino possa diventare una città simbolo della transizione ecologica giusta, democratica e veloce, partendo da un piano serio di riduzione delle polveri sottili.

Io voto Antonio Gengaro perché vuole creare una scuola di cinema all’Ex Eliseo, una scuola di teatro al Gesualdo e un grande coordinamento con il Conservatorio Cimarosa.

Io voto Antonio Gengaro perché è una persona per bene.

Io voto Antonio Gengaro perché...
Io voto Antonio Gengaro perché…

Ecco alcune delle tante motivazioni che mi portano, con convinzione a sostenere il programma del centro sinistra.

Il tema che più di tutti mi ha convinto a votare per lui è quello della legalità. Per Antonio Gengaro sindaco non è una bandiera da sventolare ma un vessillo da mostrare con forza e, ancor prima, un valore da dimostrare e mettere in pratica.

In queste settimane di campagna elettorale, tra i tanti appuntamenti che hanno visto coinvolto lui come tutti i candidati alla carica di sindaco, Antonio ha avuto la capacità di fermarsi più volte a riflettere e ad ascoltare.

È forse questo uno dei pregi che dovrebbe avere il futuro sindaco della città: l’ascolto. Quello rivolto ai più deboli, ai sognatori, a chi vive tutti i giorni le difficoltà di un tetto che a stento regge alla pioggia, ai giovani che sono costretti ad andare fuori Avellino per trovare riscatto.

Io sogno una città diversa e l’ho vista negli occhi di Antonio Gengaro e in quelli di tutti i candidati delle sue liste.

Immagino una Avellino dove il lavoro e i giovani sono al centro, ma non solo perché anagraficamente più piccoli, ma perché meritevoli e con capacità e voglia di mettersi in gioco.

Voglio una Avellino a misura di donna, di madre e di bambina, che sia inclusiva e che Antonio vuole realizzare…non basta il claim “una donna sindaco” per rappresentare le donne, abbiamo l’esempio di Giorgia Meloni che insegna.

Ecco perché domenica e lunedì io andrò a votare per Antonio Gengaro sindaco. Se non dovesse essere eletto lui cosa mi succederà?

Nulla, tornerò a lavorare e a proporre idee e iniziative per la città, consapevole che ci sono persone che sognano come me una Avellino diversa e che molto presto la rivoluzioneranno agendo su due fronti: confronto e legalità.

Buon voto a tutti e a tutte! Buona fortuna Antonio! Buona fortuna Avellino!

Io non voto Laura Nargi perché…

È tempo di ballottaggio anche ad Avellino. Nei prossimi giorni i cittadini e le cittadine che andranno al voto sceglieranno il sindaco che guiderà la città capoluogo per cinque anni (si spera).

Sono giorni che riflettevo sul se fare o meno questo articolo ma mi sono detto che, soprattutto dopo la vergognosa figura con l’Ordine dei Giornalisti della Campania, era necessario.

Premessa all’articolo

Facciamo un po’ di ordine e una chiara premessa. Questo è un blog, non un sito di informazione. Per i non avvezzi al mondo del giornalismo, io scrivo per rendere note le mie idee su determinate tematiche e non rappresento nessuno se non me stesso.

Tuttavia spero, e ne sono anche abbastanza convinto, che nelle mie parole si ritroveranno molti Avellinesi…forse la maggioranza.

I motivi per i quali al ballottaggio non voterò Laura Nargi sono numerosissimi ma andiamo con ordine.

Partiamo dal presupposto che non si tratta di una guerra personale contro la candidata a sindaco ma una semplice netta e concreta diversità di vedute sul modo di amministrare la città.

Io non voto Laura Nargi perché: i tanti motivi

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che, davanti a delle legittime e regolari proteste fatte a lavori sospesi in consiglio comunale contro la maggioranza festiana che aveva abbandonato l’aula al momento della discussione sul tema del Forum dei Giovani, ha invocato l’intervento della DIGOS contro i giovani della città.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che in consiglio comunale sul Forum dei Giovani ha dichiarato rivolgendosi a Ugo Maggio, candidato nella lista Davvero, “cacciateli fuori, di queste cose ne parliamo se vogliono a porte chiuse“.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che, quando hanno annullato il primo concorso pubblico che si è tenuto ad Ariano Irpino con la motivazione di “presunti brogli” (erano state diffuse tra i candidati le risposte delle prove), non ha dichiarato nulla nonostante fosse assessora al personale e vice sindaca.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che oggi parla di mobilità sostenibile ma che, con la sua amministrazione, ha sperperato denaro pubblico creando la pista ciclabile di asfalto sui marciapiedi di Viale Italia per poi, dopo mesi di proteste, farla smontare senza nemmeno chiedere scusa.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che oggi propone la Fondazione Città di Avellino e che per cinque anni ha avuto attiva la “Fondazione di partecipazione” che, oltre a nominare Gianluca Festa suo Presidente, non ha mai svolto nemmeno una riunione sulla gestione degli spazi.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che oggi propone un accordo con la Cineteca Bologna per la gestione del cinema Eliseo ma che in cinque anni da vicesindaco non è stata capace di far acquistare un proiettore e uno schermo.

Laura Nargi e Gianluca Festa nelle foto diffuse dalla Procura della Repubblica di Avellino Fonte: ansa.it

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che, dalle immagini della Procura della Repubblica, si vede che aiuta il Gianluca Festa nella fase di raccolta di documentazioni e hard disk oggi spariti. (È questo il motivo per cui Festa è ancora agli arresti domiciliari: ha mentito al giudice e non ha voluto rivelare dove si trova il pc comunale scomparso ndr).

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che oggi parla di dare nuova vita alla Dogana ma, a causa dei ritardi amministrativi della sua amministrazione, ha perso i fondi PICS sulla Dogana e oggi ha dovuto utilizzare le risorse destinate alla riqualificazione del castello longobardo.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che oggi festeggia per le circa 33mila presenze al teatro Gesualdo negli ultimi due anni quando, la stessa struttura pubblica, nel solo 2014/2015 ne registrava 92.412.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che pretende di mettere il bavaglio ai giornalisti decidendo in anticipo quali domande non possono esserle poste in un confronto pubblico.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che propone di istituire un nuovo Forum dei Giovani entro 100 giorni, quando negli ultimi cinque anni da vicesindaco non si è mai interessata alla vicenda e non ha mai condannato il suo assessore, Stefano Luongo, che ha riscaldato la poltrona anziché lavorare per i giovani della città.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che alla domanda fatta da IrpiniaTV sulle 108 delibere non pubblicate in tempo risponde di non poterne sapere nulla perché era vicesindaco e di averlo saputo solo all’ultimo momento. Ci sono state interrogazioni dei consiglieri di opposizione in aula, al Prefetto e un’interrogazione parlamentare…svegliati Laura!

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che in cinque anni di amministrazione non è riuscita nemmeno a far riparare le tante fontane e fontanelle presenti in città che erano un simbolo per Avellino.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che promette il Parco del Fenestrelle ma che in cinque anni come vicesindaco non si è mai opposta al cementificio continuo sulle sponde del Torrente, né ha mai proferito parola sull’assenza di un piano urbanistico di tutela dell’area.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che annuncia di voler riqualificare Borgo Ferrovia ma che in cinque anni con la sua giunta non è stata capace di incontrare i vertici nazionali del Ministero dei Trasporti per chiedere un’accelerata nel ritorno del treno ad Avellino.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che annuncia un nuovo bike sharing ma che in questi cinque anni non ha attivato quello già finanziato e presente con la motivazione del “ci sono stati troppi atti vandalici“.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che parla di una Avellino con 8700 alberi ma che, dai dati di Legambiente Campania e ISTAT, risulta essere tra le realtà italiane con meno verde pubblico libero, accessibile e gratuito.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che in qualità di vicesindaco si è dovuta far pressare dalla magistratura e dalle associazioni per far costituire il Comune di Avellino parte civile contro il clan Partenio.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che nega i problemi sulla qualità dell’aria della città affermando che i dati OMS non sono rilevanti.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che sostiene che Avellino abbia un asilo nido comunale quando definisce tale una struttura gestita da una cooperativa privata in un edificio pubblico e con una retta di oltre 500 euro al mese.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che con la sua amministrazione ha aumentato i prezzi della mensa comunale che oggi costa circa 20 euro in più rispetto alla città di Napoli.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che con la delega al commercio ha fatto quasi fallire lo storico mercato della città sullo Stadio.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che, se non era per le forti proteste della città, con la sua amministrazione non avrebbe fatto esibire la Zeza di Bellizzi a carnevale per la predominanza dell’Eurochocolate di Perugia sulle nostre tradizioni.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che non si è mai dissociata dalla scomparsa dell’hard disk a opera del suo sindaco Gianluca Festa e che non ha mai preso le distanze dalle forti accuse portate avanti dalla Procura di Avellino.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che ha annunciato che l’artista Jorit realizzerà tre murales nei quartieri di Quattrograna ma che in cinque anni non si è mai interessata alle reali condizioni di chi vive in quelle case fatiscenti.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che aveva affidato il Centro Sociale “Samantha Della Porta” all’ITS Ermete di D’Agostino e che, dopo le forti proteste e la candidatura a sindaco di Rino Genovese, ha revocato l’atto.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che si è resa partecipe delle ridicole e vergognose diatribe politiche con l’ASL sull’ampliamento del Pronto Soccorso e l’apertura del centro per l’autismo di Valle.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che, come vice sindaco, ha approvato la modifica dei piani di bonifica dell’ex Isochimica omettendo l’eliminazione dei capannoni della morte che contengono ancora amianto.

Io non voto Laura Nargi perché non voglio che diventi sindaco una persona che fa dell’antimafia una parola ma non i fatti (vedasi caso ritardo nella costituzione parte civile contro il Clan Partenio ndr) e che fa della trasparenza una bandiera ma non una pratica di concreta applicazione (vedasi caso delibere ndr)

Questo è solo un breve elenco di ciò che questa città ha subito per cinque lunghissimi anni da parte di un’amministrazione che ha portato avanti una “gestione privatistica della cosa pubblica“, come afferma la Procura, e che non ha fatto i reali interessi dei cittadini e delle cittadine di Avellino.

Questa è la mia idea sulla candidatura di Laura Nargi che, ribadisco, rispetto come persona e sarò il primo a rispettare nel suo eventuale ruolo di sindaca della città e che pungolerò con le mie proposte per Avellino, senza nascondere alcun tipo di interesse sotto banco.

È chiaro che non voterò Laura Nargi ma spero che, qualora dovesse essere eletta, alle prime discussioni con me sulle proposte che ho sempre posto anche alla sua attenzione a mezzo pubblico, privato o ufficiale, i suoi fedelissimi (gli stessi dell’ex sindaco Festa) non provvederanno a minacciarmi di querele o intimarmi a stare in silenzio come già accaduto in questi cinque anni.

Io, lo ricordo, ho un pregio che condivido con la maggioranza degli Avellinesi ma che, ahi loro, non hanno tutti: sono un uomo libero e non devo sottostare a delle logiche di potere clientelari che mi portano a non poter dire quello che penso.

Ora sta a voi, cari Avellinesi, scegliere da che parte stare. Se verrà eletta Laura Nargi sindaco saranno cinque lunghi anni di lavoro che affronterò con lo stesso spirito libero di iniziativa che metterò in pratica qualora il sindaco dovesse essere, e lo spero, Antonio Gengaro.

Nel frattempo preparo la tessera elettorale perché io il 23 e il 24 giugno vado a votare e invito tutti a farlo, anche a chi non la pensa come me.

Buona fortuna Avellino! Buona fortuna Antonio! Buona fortuna Laura!

Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!

Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!

Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità! Il mio 25 aprile non poteva che iniziare con una riflessione sui fatti accaduti ad Avellino negli ultimi giorni.

Di ieri è il comunicato di un pezzo della maggioranza uscente nel quale si evince di voler continuare a “portare avanti il progetto dell’Amministrazione Festa” ma non si fa alcun riferimento alla gravità dei fatti degli ultimi giorni, anzi.

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La nota dei consiglieri uscenti di Davvero e Viva la libertà

Poche righe, chiare e concrete. Così i due gruppi consiliari, Davvero e Viva la Libertà, hanno liquidato la vicenda amministrative 2024 e hanno provato a fare chiarezza in un quadro che, con il passare dei giorni, diventa sempre più scuro e preoccupante.

«Le liste civiche “Davvero” e “Viva la Libertà” sono assolutamente compatte al loro interno e organicamente pronte a competere nella prossima tornata elettorale», si legge.

«Lo ribadiamo con forza – prosegue la breve nota – alla luce delle voci infondate e delle false ricostruzioni relative alle presunte divisioni che si sarebbero verificate negli ultimi giorni.

Il progetto di Governo cittadino portato avanti nell’ultimo mandato dall’Amministrazione Festa, al contrario, sarà riproposto alla città, affinché possa proseguire nel solo interesse degli avellinesi.

Siamo pronti e convintamente in campo all’interno di una coalizione civica più ampia e inclusiva, aperta ad accogliere chi voglia dare il proprio contributo alla piena realizzazione di un progetto che ha già riscosso un forte apprezzamento tra gli avellinesi».

Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!

Lo ammetto, pensavo che la nota fosse un falso. L’ho dovuta rileggere più volte, e da più siti diversi, per convincermi che le parole usate all’interno del testo fossero reali.

Già nelle scorse settimane secondo me, così come in tutti gli ultimi cinque anni in realtà. I comportamenti dei consiglieri di maggioranza è stato a dir poco discutibile. E vi spiego il perché.

Dalle perquisizioni alle dimissioni

Era il 7 marzo 2024 quando la maggioranza, coesa e “più unita che mai”, difendeva sua maestà Gianluca Festa dopo le perquisizioni svolte a casa sua dalle forze dell’ordine su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino.

«Siamo convintamente e fermamente al fianco del sindaco Festa…Siamo certi della bontà e della legittimità del suo operato», dichiaravano nella nota i Festiani, puntando il dito contro le tempistiche e le modalità messe in atto dalla magistratura.

Come un castello di sabbia scalfito dalle prime onde della normale alta marea mattutina però, il sostegno a Mr Enjoy e al suo operato si è andato via via affievolendo.

La “più unita che mai” maggioranza infatti, perde il pezzo del consigliere Diego Guerriero (fratello di Fabio Guerriero, oggi agli arresti domiciliari per lo stesso filone di inchieste ndr), costretto a dimettersi a causa delle pesanti accuse mosse dagli inquirenti.

Giusto il tempo di un altro paio d’onde, che arrivano anche le dimissioni del signor sindaco nonostante, durante la conferenza stampa – show post perquisizioni, non avesse fatto intendere questa intenzione dichiarando «noi, invece, siamo qui e, ripeto, continuiamo a svolgere le nostre funzioni come abbiamo sempre fatto».

E qui la prima stranezza. Dopo le dimissioni, la forte e unita maggioranza non rilascia alcuna dichiarazione.

L’ora X: la misura cautelare

È il 18 aprile 2024 quando i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino e del personale del Nucleo Investigativo e dell’Aliquota di PG della Guardia di Finanza della Procura di Avellino, irrompono in casa del sindaco dimissionario e gli notificano la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Da questo momento, si può affermare con una certezza quasi matematica, il castello di sabbia è crollato. Pezzi della maggioranza Festiana sottraggono l’incondizionato sostegno al loro sovrano, pardon Sindaco.

Mentre sui social i sostenitori dell’oramai ex sindaco provavano a difenderlo sotto ogni articolo pubblicato dalla stampa locale, gli artefici del suo governo cittadino si sono dileguati senza rilasciare dichiarazioni.

Chiariamoci, hanno continuato a fare riunioni su riunioni per capire come gestire la situazione. Dopotutto, senza il frontman nulla poteva essere mosso.

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Una maggioranza spaccata

E arriviamo così a ieri pomeriggio quando, a tutti gli organi di stampa locale, arriva la nota dei gruppi Davvero e Viva la Libertà, entrambi direttamente riconducibili alla figura di Gianluca Festa.

Con un savoir faire orgoglioso di chi ha votato favorevole al 99,9 % delle proposte avanzate dal sindaco Festa, quasi sempre senza nemmeno batter ciglio, i due gruppi annunciano di essere pronti a scendere in campo per le prossime amministrative.

«Il progetto di Governo cittadino portato avanti nell’ultimo mandato dall’Amministrazione Festa, al contrario, sarà riproposto alla città».

Sono queste le parole che, almeno a me, fanno rabbrividire.

Dalle inchieste della Procura della Repubblica emergerebbe (il condizionale è d’obbligo vista l’indagine in corso e nessuna sentenza ancora pubblicata, chiariamolo) «gestione privatistica della cosa pubblica all’interno del Comune di Avellino – caratterizzati dalla presenza di “agenti” infedeli – tra questi gli odierni cautelati – che hanno messo a disposizione le funzioni ricoperte a vantaggio di pochi» (dal comunicato stampa del Procuratore datato 18 aprile 2024 ndr).

Al di là dell’indagine però, che in questi cinque anni la città sia stata gestita con una logica privatistica, è un concetto condivisibile. Lo abbiamo visto con l’organizzazione degli eventi, con gli appalti, con l’assegnazione degli spazi…tutto veniva affidato e gestito ai sostenitori del sindaco.

A chi si era opposto al modus operandi o all’area politica di Festa, per motivi vari, non c’era spazio per nulla…erano “rosiconi” e avevano perso.

A mio avviso quindi, affermare che «il progetto di Governo cittadino portato avanti nell’ultimo mandato dall’Amministrazione Festa sarà riproposto alla città» è gravissimo.

Ma visto che sono giovane, facinoroso e inesperto a detta di qualche persona, può essere che sono io a non aver capito. Quindi pongo questa domanda ai consiglieri uscenti di Davvero e Viva la Libertà.

Riproporre alla città il progetto di Governo portato avanti nell’ultimo mandato vuol dire riproporre un modello di «gestione privatistica della cosa pubblica all’interno del Comune» o vuol dire discostarsi e prendere le distanze da tutto ciò?

Perché se prima, il giorno dopo le perquisizioni, tutti voi avete difeso il sindaco accusando la magistratura, oggi, dopo gli arresti domiciliari, nessuno ha scelto di difenderlo o di prendere le distanze dagli espliciti comportamenti emersi dalle immagini andate in onda a livello nazionale?

Dal comunicato poi, emerge ancora un altro dato. La maggioranza è spaccata.

I gruppi “Ora Avellino” e “Avellino Vera”, vicini rispettivamente a Livio Petitto e ad Angelo Antonio D’Agostino, non hanno sottoscritto questa nota.

Come mai? I consiglieri uscenti che prima difendevano il sindaco a spada tratta, che fine hanno fatto? Hanno magicamente cambiato idea?

Ecco perché, dopo averne dette tante per accondiscendere al sommo Gianluca, forse è arrivato il momento di fare silenzio…per dignità!

Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!
Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!

Chi sono i consiglieri di Davvero e Viva la Libertà?

Come riporta il sito ufficiale del Comune di Avellino, tra le fila di Viva la Libertà troviamo i consiglieri:

  1. GUERRIERO Diego, sostituito dopo le dimissioni da Michele Lombardi
  2. IANNUZZI Alessandra Antonia, poi passata all’opposizione
  3. CUCCINIELLO Giovanni

La lista Davvero invece, ha eletto:

  1. MAGGIO Ugo
  2. De RENZI Antonello, poi passato al gruppo misto
  3. CESA Gennaro, poi andato all’opposizione con il Partito Democratico
  4. PREZIOSI Luigi
  5. VECCHIONE Giovanna
  6. SPINIELLO Mario
  7. DE SIMONE Elia Virginio
  8. TOMASETTA Jessica
  9. GAETA Gianluca, approdato dopo essere stato eletto nelle fila di “Ora Avellino”.

Enjoyavellino.it: online dopo la denuncia ma viola le leggi UE

Enjoyavellino.it online dopo denuncia ma viola le leggi UE

Enjoy Avellino! Il sito è di nuovo operativo. Dopo la nostra segnalazione di qualche giorno fa, chi di dovere si è attivato per rendere fruibile il sito in poco tempo.

Tuttavia, anche questa volta, i responsabili sembrano essere come Cimabue: fanno una cosa e ne sbagliano due. La tutela della privacy personale come da regolamentazione europea infatti, sul sito non è garantita.

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Enjoyavellino: da sito oscurato a piattaforma operativa

Il 14 marzo scorso abbiamo lanciato una segnalazione sullo stato dei siti prodotti durante i cinque anni della giunta Festa.

Il risultato era a dir poco raccapricciante. Alle pochissime visualizzazioni, si affiancava anche l’imbarazzante situazione del sito enjoyavellino.it.

L’amministrazione comunale, che aveva investito quasi 6mila euro nel 2021 per il sito e la gestione dei canali social collegati, si era vista oscurare il portale a causa del mancato pagamento del rinnovo del dominio.

Sì perché, sebbene il Comune avesse deliberato la spesa per il rinnovo il 23 febbraio scorso, al 14 marzo il dominio risultava nello status di attesa definito di “pending delete / redemption period “: un momento di tolleranza pari a trenta giorni entro il quale è possibile pagare quanto dovuto e rivedersi attivato il sito.

Dopo il nostro articolo però, chi di dovere è intervenuto risolvendo il problema. Peccato però che proprio come Cimabue, dopo averne sbagliata una, ne ha fatta un’altra.

Tutela della privacy: i documenti non si trovano!

Collegandosi alla home del sito enjoyavellino.it, è necessario scendere in fondo alla pagina per capire che con la tutela della privacy c’è qualcosa che non va.

Sotto il banner dal titolo “da consultare” infatti ci sono quattro voci, che riportiamo in via integrale qui di seguito (link connessi compresi):

Cliccando sulle prime tre voci, si apre una finestra con la scritta «Questo documento non è stato trovato. Se sei il titolare del sito, verifica le impostazioni nella tua dashboard di iubenda.

Se sei un utente del sito e stai leggendo questo avviso, per favore avverti il titolare del sito della necessità di verificare i documenti legali».

Insomma, il sito non contiene tutti i documenti obbligatori e non rispetta le leggi europee in materia.

La voce che esce in corrispondenza della sezione cookie policy, privacy policy e termini e condizioni
La voce che esce in corrispondenza della sezione cookie policy, privacy policy e termini e condizioni

Enjoyavellino e i problemi di privacy

Aprendo la piattaforma dal computer, noterai sicuramente un simpatico triangolino rosso in basso a sinistra…proprio in corrispondenza del riquadro sulla gestione della privacy degli utenti.

Cliccandoci su, si viene indirizzati alla piattaforma iubenda.com, un portale che permette di generare la privacy e la cookie policy per i siti.

La home del sito enjoyavellino.it con la spia sulla gestione della privacy
La home del sito enjoyavellino.it con la spia sulla gestione della privacy

In particolare, si legge sul sito che «questa icona indica che, al momento, i cookie potrebbero non essere gestiti correttamente».

La piattaforma poi spiega i motivi per i quali compare l’icona. Di seguito li riportiamo con la spiegazione ufficiale annessa.

«L’icona compare nelle seguenti situazioni:

  • hai raggiunto il numero di pageview mensili incluse nel tuo piano Privacy Controls and Cookie Solution
    • ogni piano iubenda prevede un limite massimo di pageview al mese incluse in Privacy Controls and Cookie Solution. Una volta superato questo limite, il cookie banner non verrà visualizzato e verranno caricati solo gli script strettamente necessari, riducendo così il tuo tasso di consenso;
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Quali sono le norme europee non rispettate?

La Cookie Law

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Sulla piattaforma si legge che «il cookie banner è richiesto per tutti i siti o app che fanno uso di cookie non esenti dall’obbligo di consenso, i cosiddetti cookie di profilazione. È un obbligo di legge se:

  • il tuo sito web può essere visitato da utenti europei, oppure se
  • il tuo sito/app appartiene a un’attività (società, impresa individuale, ente pubblico, ecc.) con sede nell’UE, indipendentemente dal fatto che i tuoi utenti abbiano o meno sede nell’UE.

Si tratta di un requisito della Direttiva ePrivacy (anche detta Cookie Law)», conclude il sito.

Il GDPR

Per quanto riguarda invece la privacy policy, a essere violato è il GDPR, il regolamento europeo sulla gestione e la protezione dei dati personali.

A confermarlo è sempre iubenda.com che afferma: «Se hai un sito o un’app e tratti i dati personali degli utenti, allora predisporre una privacy policy è un requisito obbligatorio. Come abbiamo già detto, avere un’informativa valida è richiesto dalla maggior parte delle leggi sulla privacy, come il GDPR».

Il sito poi continua analizzando le conseguenze:

Cosa succede se non ho una privacy policy?

«Se una legge come il GDPR si applica a te e tu non hai un’informativa completa, allora stai violando la legge e ti esponi a tutti i rischi che ne conseguono», spiega iubenda.

«Se hai un piccolo sito web, è difficile che tu riceva una multa così grande, ma anche una sanzione di qualche migliaia di euro non è da sottovalutare».

Gianluca e Marianna: interveniamo?

Dopo aver fatto una panoramica su quali sono i problemi che ancora persistono sul sito enjoyavellino.it e quali sono le normative europee che il portale voluto dall’amministrazione sta violando, capiamo chi potrebbe, pardon dovrebbe, intervenire.

L'immagine rappresenta il sindaco Gianluca Festa e l'assessore Marianna Mazza in una recente uscita pubblica. Fonte foto: www.cinquerighe.it
L’immagine rappresenta il sindaco Gianluca Festa e l’assessore Marianna Mazza in una recente uscita pubblica. Fonte foto: www.cinquerighe.it

In primis c’è il sindaco Gianluca Festa, responsabile dell’operato amministrativo, nonché titolare della delega Politiche europee“.

C’è poi l’assessore dalle “mille responsabilità” Marianna Mazza. L’esponente dell’amministrazione comunale infatti, oltre a essere delegata a contenzioso, formazione, pari opportunità, volontariato, trasparenza e politiche abitative, è la referente della giunta per l’innovazione tecnologica.

Gianluca e Marianna, che dite…interveniamo?

Avellino enjoy, la disfatta dei siti voluti dalla giunta Festa

Avellino enjoy, la disfatta dei siti voluti dalla giunta Festa

Avellino e i suoi ben tre siti per sviluppare turismo, commercio e attrattive. In questi anni l’amministrazione Festa ha “lavorato molto” sulla digitalizzazione dell’ente.

Peccato però che i portali non hanno funzionato. Il dominio di un sito è addirittura scaduto ed è prossimo a essere cancellato. I riscontri sul territorio degli altri due sono pressocché nulli.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Tutto fumo e niente arrosto: la disfatta di enjoyavellino.it

Una città enjoy, smart e green. Erano queste le promesse del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, all’atto dell’insediamento a Palazzo di Città.

Peccato però che in questi cinque anni i tre spot sono rimasti per lo più inattuati. Ma non divaghiamo ed entriamo nel vivo di questo articolo.

Era il 9 dicembre 2021 quando con mascherina davanti la bocca, giacca scura e rigorosamente in cravatta, il sindaco di Avellino presentava alla città il nuovo portale enjoyavellino.it.

«Oggi fissiamo la data della ripartenza della nostra città», aveva dichiarato il primo cittadino per l’occasione. Evidentemente però, il calendario si sarà fermato.

Quasi 6mila euro, iva compresa, è stato questo l’importo speso dall’amministrazione per la creazione del sito e per la gestione di canali social dedicati al turismo cittadino. Affidataria? Un’azienda di Napoli, la Marketing Italia s.r.l., con sede a Napoli presso la Galleria Umberto I.

Questo portale era stato annunciato in pompa magna, grazie anche alla collaborazione con Visit Italy, una realtà d’eccellenza nazionale pluripremiata che, come si legge sul sito ufficiale, sarebbe “il primo canale indipendente di promozione dell’Italia nel mondo”.

Avellino: il cuore verde della Campania | Visititaly.eu

Dopo poco più di due anni però, il sito sembra essere scomparso dai radar. In realtà lo era anche prima. Secondo il sito ahrefs.com infatti, nell’ultimo semestre, il traffico organico della piattaforma era poco inferiore alle 600 visite mensili: un flop!

Traffico enjoyavellino.it
Traffico enjoyavellino.it

Ad aggravare la situazione è poi lo status della piattaforma che rischia di essere chiusa. Cercando il portale online infatti, esce la scritta “Impossibile raggiungere il sito”.

Con un accurata ricerca fatta su who.is, un sito che si occupa proprio di verificare lo stato dei domini online, emerge un dato inconfutabile: il dominio è scaduto.

Status del sito enjoyavellino.it
Status del sito enjoyavellino.it

Dominio scaduto: cosa vuol dire?

Cerchiamo di fare chiarezza. Quando si decide di aprire un nuovo sito, bisogna scegliere il dominio. È necessario che questo non sia già stato scelto da qualcun altro, diversamente non è possibile procedere.

Il dominio non è altro che il nome del sito, che va pagato in modo periodico (di solito una volta l’anno ndr).

Facciamo un esempio pratico:

Questo portale ha come dominio antoniodelloiaco.it. Se domani uno di voi volesse aprire un sito dal nome antoniodelloiaco.it, non lo potrà fare perché io, titolare del dominio, pago regolarmente per possedere questo nome.

Cosa accade quando non pago il dominio di un sito?

Ma cosa succede se dimentico o scelgo di non pagare il dominio di un sito? Beh, molto semplice. Il portale viene oscurato.

Si entra così nello status pending delete / redemption period  che rappresenta un momento di trenta giorni entro il quale è possibile pagare quanto dovuto e rivedersi attivato il sito.

In caso contrario, superato il mese di attesa, il sito passa nello stato di cancellazione ovvero pending delete.

A questo punto ognuno potrà accaparrarsi quel dominio pagando una semplice quota di acquisto.

Enjoyavellino.it: sito scaduto ma soldi cacciati: che succede?

Come dicevamo quindi, il sito enjoyavellino.it è stato oscurato a causa del dominio scaduto.

Per precisione, la scadenza è dello scorso 2 marzo. C’è tempo quindi fino al 1° aprile 2024 per saldare il conto e vedersi riattivato il sito.

Come al solito però, c’è qualcosa che non quadra. Il 23 febbraio scorso infatti il Comune di Avellino, con determina dirigenziale, ha pagato il rinnovo del sito per il 2024.

I tempi sono stati rispettati quindi, almeno sulla carta. E arriviamo al solito momento domande:

  • Cosa è successo?
  • Di chi è la responsabilità?
  • Questi soldi a chi sono stati versati e perché l’incaricato non ha provveduto a rinnovare il dominio per il 2024?
Determina rinnovo dominio enjoyavellino.it
Determina rinnovo dominio enjoyavellino.it

Chissà se questa “trasparente” amministrazione comunale, grazie anche ai suoi valenti responsabili alla comunicazione, risponderà in via ufficiale a questi quesiti oppure preferirà un bel bollo “Fake news” sull’anteprima dell’articolo.

Avellino città dei portali turistici: siamoavellino.it

Come dicevamo in apertura di articolo, questa amministrazione si è contraddistinta per aver aperto tanti siti dedicati alla città di Avellino.

In primis c’era enjoyavellino.it, il primo a essere arrivato.

Un altro “grande” portale è siamoavellino.it. Il sito, che doveva essere “un modo facile, comodo e sicuro per connettere e sostenere le attività e i cittadini di Avellino”, è stato un altro fallimento.

Sulla piattaforma si sono infatti registrate solo 171 attività commerciali della città, quasi tutte al centro. Rimbombano le zero adesioni raccolte a Rione Parco e Picarelli mentre non arrivano a cinque quelle ottenute rispettivamente a Rione Mazzini, Pianodardine, Valle, Bellizzi e Borgo Ferrovia.

L'immagine rappresenta le iscrizioni pervenute a siamoavellino.it
L’immagine rappresenta le iscrizioni pervenute a siamoavellino.it

In questo caso il traffico organico degli ultimi sei mesi è stato ancora inferiore a quello di enjoyavellino, attestandosi a 119 visite mensili in media. Eppure c’è stato l’Eurochocolate che avrebbe dato forte impulso al commercio e alla visibilità della città.

Anche siamoavellino.it è però in scadenza in data 22 marzo 2024. Speriamo che, almeno in questo caso, se lo ricordino di aggiornare il dominio e pagare quanto dovuto.

traffico siamoavellino.it
Traffico siamoavellino.it

L’ultimo sito: ComprAVvì

L’ultimo sito in ordine cronologico a essere arrivato è compravvi.it. Tanto spinto durante i giorni dedicati all’Eurochocolate, questo sito è una copia con un migliore design di siamoavellino.it.

L’obiettivo del portale sostenere gli esercizi commerciali del territorio cittadino, procurando loro maggiore visibilità, più pubblico e, quindi, nuove entrate economiche.

Ogni attività può registrare sul sito le proprie offerte. Come starà andando il portale?

Oggi le offerte presenti e attive sul sito sono solo 56 in tutta la città. Nel pieno dei saldi invernali, che finiranno il 2 aprile prossimo, sono solo poche decine le attività commerciali che si sono affidate a compravvì.it per sponsorizzare le proprie offerte.

L'immagine rappresenta la home di CompAVvì con le offerte presenti
L’immagine rappresenta la home di CompAVvì con le offerte presenti

I dati sulle visualizzazioni? È troppo presto per analizzarli. Il sito è stato registrato dalla Iomedialab srl di Avellino solo il 18 gennaio scorso.

Ci vuole quindi ancora un po’ di tempo prima di valutare. Visto però quello che è successo con gli altri due siti, traete voi le conclusioni.

Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi: “non si può più vivere qui”

Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi

Ennesimo sciopero del trasporto pubblico locale. Lunedì 18 settembre l’AIR Campania, azienda di tpl che serve tra i vari comuni anche Avellino, ha aderito allo sciopero nazionale dei lavoratori dipendenti delle aziende del settore.

I disservizi si sono presentati per lo più negli orari serali (post ore 19 ndr) e hanno confermato la mancanza di una connessione tra il capoluogo irpino e altre realtà campane, simbolo di una terra sempre più abbandonata a sé stessa.

Sciopero dei bus: io bloccato la sera a Napoli

A subire i disservizi dello sciopero del trasporto pubblico locale di due giorni fa ci sono stato anche io.

Sono tornato da un viaggio di dieci giorni in Emilia Romagna. Lì ho avuto modo di partecipare a due importanti progetti e ho avuto la possibilità di confrontarmi con decine di giovani di diverse località d’Italia.

Ammetto che già in treno mi era salito un po’ di sconforto. Tutti parlano di trasporto pubblico che funziona, di fermate del bus segnalate correttamente, di pullman nuovi e non sgangerati, di treni regionali in orario (anche se vecchiotti).

Sceso a Napoli alle 20 e 36 mi dirigo al terminal bus del metropark. Sapevo dello sciopero ma a telefono con il centralino AIR mi avevano assicurato un’altissima probabilità che le corse ci fossero tutte.

Così attendo il bus delle 21 e 30, sì quello che costa ben 5,10 euro per fare Napoli-Avellino. Si fa orario ma non arriva nessun pullman diretto al capoluogo irpino.

Si ferma invece per qualche minuto un bus AIR diretto a Benevento, quello non aveva fatto sciopero. Chiediamo informazioni su quello per Avellino e l’autista non ci sa dare informazioni.

Sono circa le 22 quando, grazie a delle telefonate fatte ad amici e parenti, alcuni presenti confermano che un bus forse sarebbe partito alle 23 e 30…ripeto, forse.

Così il mio viaggio verso casa finisce in un’auto privata.

I motivi dello sciopero

Lo sciopero del trasporto pubblico locale è stato di livello nazionale. Gli operatori di questo settore chiedono aumenti salariali di 300 euro e una riduzione dell’orario lavorativo a 35 ore settimanali

Lo sciopero è stato indetto dalle sigle sindacali:

  • Cub trasporti;
  • Sgb;
  • Cobas lavoro privato;
  • Adl Cobas;
  • Faisa Confail

Lo sfogo: stanco di vivere in una terra così

Mentre aspettavo i miei familiari che mi venissero a prendere, avevo il biglietto del bus in mano. Il nervosismo era altissimo…ero stanco, mi avevano assicurato che i bus ci sarebbero stati, volevo tornare a casa.

Così, ho aperto le note del mio cellulare e, pensando a tutti i disservizi che coinvolgono il trasporto pubblico locale avellinese e irpino, ho deciso di sfogarmi (pardon per qualche parola un po’ colorita):

«È quando succedono queste cose che mi viene da pensare che l’essere nato qui sia una condanna. Sono con le lacrime agli occhi, sono stanco di questo mondo diviso a metà».

«Oggi nelle aree interne del Sud un abitante, pure per andare in bagno, deve sperare che uno Stato nordcentrico gli abbia lasciato i soldi per la carta igienica del discount oppure che l’incravattato di turno non venda i fondi alla camorra o, ancora, che l’ente di pertinenza non sia senza funzionari e che quei fondi per garantire i servizi base li perda».

«Quando succedono queste cose vorrei vivere lontano chilometri, studiare fuori, passare una carta vicino al lettore e avere il diritto di entrare in un bus pulito e moderno e non in uno senza aria condizionata, sporco e rovinato come quelli che passano qui».

«Quando succedono queste cose vorrei avere una bacchetta magica per cambiare le cose. Vorrei svegliarmi in un’Italia unita in cui se qualcosa va male va ovunque male e se il Paese vince, vince tutto insieme…non solo quando sta la Nazionale in tv contro la Francia».

«Quando succedono queste cose mi chiedo il perché, il cosa abbiamo fatto di male
Ed è quando succedono queste cose che poi mi fermo, mi guardo allo specchio e dico…mi sono rotto».

«E anche se con tutta la rabbia che ho addosso vorrei spaccare tutto e andare via, mi siedo, prendo carta e penna e inizio a progettare le idee che potrebbero cambiare in meglio questo territorio…se davvero un giorno qualcuno mi vorrà ascoltare o mi darà l’onore di amministrarlo».

«Ma alla fine che è successo? Hanno solo soppresso un bus, sto esagrando?…no, perché come diceva Totò che è la somma che fa il totale e io mi so rutt o cazz e continua a conta i problemi…»

«Sono del Sud, delle aree interne del Meridione e vorrei solo essere Italianocome quelli del Nord».

Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi
Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi

Avellino…quel treno che non arriva più

Scrivendo questo sfogo sono entrato in stazione e mi sono reso conto di quanti treni regionali partissero da Napoli ogni pochi minuti.

Lo sciopero riguardava anche il trasporto ferroviario. Tuttavia le corse principali, se non tutte, erano attive. Guardando la tabella digitale scorrere ho pensato alla nostra Avellino, mai presente su quegli schermi.

Da noi il treno non passa più da anni. Siamo uno dei pochi capoluoghi di provincia a livello nazionale ad aveere una stazione e non il treno.

Benevento, Salerno, Napoli e addirittura Afragola hanno l’alta velocità…e noi? Nemmeno i vecchi treni della circumvesuviana.

Eppure siamo capoluogo…dovremmo avere una certa influenza a livello regionale e nazionale…ecco dovremmo. Peccato che chi ci amministra evidentemente non è capace di farsi valere.

Una buona fetta degli amministratori di questa provincia ha promesso l’arrivo del treno ad Avellino da anni e non c’è mai riuscito…sarà sfortuna o solo pura incapacità?

La mia lettera: vittimismo o dato di fatto?

Prima di pubblicare questa lettera ho ragionato tanto. L’ho inviata a un mio amico di Vercelli che studia a Milano, città dove le cose funzionano insomma.

Ho chiesto cosa ne pensasse e mi ha spinto a renderla pubblica.

Ci tengo a sottolineare: il mio non vuole essere vittimismo, questa terra non ha bisogno di compassione, pietà o assistenzialismo.

Il mio sfogo è un atto di denuncia. Un appello fatto da un 20enne che ha scelto, volontariamente e contro l’opinione di molti, di restare a studiare al Sud e di non abbandonare Avellino.

La mia lettera è una nota aperta a tutte le istituzioni. La stanchezza e le difficoltà di vivere in questo territorio sono sotto gli occhi di tutti.

I problemi aumentano di giorno in giorno. I giovani come me vanno via, i trasporti non ci sono, gli asili nido mancano, i servizi del Piano di Zona manco a pagarli, i consultori esistono solo sulla carta…

Potrei continuare per ore e ore, scrivere pagine e pagine ma i problemi di Avellino e dell’Irpinia li conosciamo tutti, amministratori compresi.

È arrivato il momento di una presa di coscienza. I “politici” che ci amministrano, se così li vogliamo definire, si devono svegliare. Devono iniziare a lavorare…sempre.

Ad Avellino, così come in tanti altri comuni dell’Irpinia ci saranno le amministrative a giugno 2024. Nel 2025 toccherà alle elezioni regionali.

Un consiglio a tutti coloro che si candideranno, che chiederanno voti casa casa, che sbandiereranno promesse ai quattro venti, che millanteranno di avere la ricetta giusta per salvare il territorio…ascoltate la popolazione e ricordate una delle frasi attribuite ad Alcide De Gasperi:

«Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione».

  • Io voto Antonio Gengaro perché…

    Perché votare Antonio Gengaro Avellino

    Ecco i motivi che mi spingono a votare con convinzione Antonio Gengaro e a sostenere con forza il suo progetto politico alle amministrative di Avellino.


  • Io non voto Laura Nargi perché…

    Ecco alcuni dei tanti motivi che mi portano a non votare Laura Nargi al ballottaggio del prossimo weekend.


  • Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!

    Davvero Viva la libertà, ma anche la dignità!

    Delle parole pesanti, quelle usate dai consiglieri uscenti a sostegno dell’ex sindaco Festa, dopo non aver detto nulla quando i tg di tutta Italia passavano le foto dell’hard-disk scomparso.


La storia di Chiara: da Volturara con gli occhi sul mondo

La storia di Chiara: da Volturara con gli occhi sul mondo

Chiara Spiezia è una ragazza di Volturara Irpina, un paese con meno di 3mila abitanti della provincia di Avellino.

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Chiara ha da poco affrontato l’esame di maturità e adesso, tra mille passioni e impegni, sogna un futuro in viaggio senza mai dimenticare la sua terra e le sue radici.

“Volturara, un paese piccolo ma bellissimo”

Il tempo dell’arrivo del caffè per iniziare l’intervista e a Chiara subito si illuminano gli occhi parlando della “sua” Volturara.

«Ho 18 anni, sono una ragazza molto estroversa e mi piace un sacco vivere in contatto con le persone. Sono molto legata al mio paese e a tutte le sue tradizioni e culture», ha esordito.

Parlandoci di Volturara, ha poi spiegato «è una realtà molto piccola ma è suggestiva per questo. Volturara è immersa nel verde con molti posti nascosti e caratteristici da visitare. In estate il paese diventa ancora più unico».

Tra le attrazioni più incantevoli del comune irpino c’è la via Ferrata di Volturara, la prima certificata sul territorio campano. Grazie a questa infrastruttura, in piena sintonia con la parete rocciosa dei monti irpini, è possibile arrivare in quattro ore a una quota di 850 metri di altezza e ammirare il panorama della Piana del Dragone.

La via ferrata di Volturara Irpina, nota anche come Ferrata di Maroia, si compone di tre percorsi con altrettanti livelli di difficoltà.

Sono varie le realtà a livello nazionale che organizzano tour in questa zona e coniugano così trekking e arrampicata.

Speciale – A Volturara Irpina la prima strada ferrata della Campania

Chiara e la maturità da 100 e lode

Chiara si è diplomata da poco all’Istituto tecnico economico “Amabile” di Avellino. Dopo un primo anno di studi al Liceo Scientifico ha sentito una sorta di vocazione per l’indirizzo turistico e ha puntato tutti i suoi studi lì.

«Ora mi piacerebbe continuare a studiare e poi a lavorare nell’ambito del turismo delle radici. Sogno un turismo che colleghi le persone che hanno lasciato il proprio posto d’origine alle proprie radici e ai propri antenati».

Parlando dell’esame di maturità ha poi detto: «Tutto il periodo degli esami sono stata in ansia. Ho dormito pochissimo. Il giorno della prova scritta ho letto le tracce e appena ho visto la parola “culturale” non ho avuto dubbi…ho scelto quella sul ministro Bianchi».

Sulla questa traccia ci sono state molte polemiche. C’è chi ha puntato il dito contro il Governo Meloni accusandolo di aver trasformato la maturità 2023 per scagliare un attacco politico all’ex capo del dicastero dell’Istruzione.

Riflettendo sulla questione Chiara ha detto la sua: «Penso che molti si siano focalizzati troppo sulla figura del ministro. Lo scopo della traccia per me era un altro, focalizzarsi sull’importanza delle prove scritte.
A questo proposito, credo che sia giusto che restino per non perdere la vera essenza dell’esame di maturità».

Nella seconda prova che verteva sull’economia, Chiara ha parlato del suo paese. In occasione della definizione di un business plan di un’impresa, l’ha infatti immaginata a Volturara Irpina.

«Dopo le prove scritte l’ansia è diminuita – ci ha svelato Chiara -. A me piace un sacco parlare e quindi ero abbastanza tranquilla. Una nostra prof ci ha invitato a vedere il film “Notte prima degli esami“».

Nell’opera diretta da Fausto Brizzi, il protagonista si era preparato solo un autore e al momento del colloquio le domande fatte dalla commissione riguardavano tutt’altro.

«Così mi è salita di nuovo un po’ di ansia e da mezzanotte ho ripetuto tutto da zero», ha spiegato Chiara. Alla fine però tutti gli sforzi sono stati ripagati. Il voto del suo esame è stato il massimo che uno studente o una studentessa avrebbe potuto ottenere: 100 e lode!

Futuro? La Valle d’Aosta e tanti altri viaggi

Chiara vede il suo futuro, o almeno quello prossimo, lontano dalla sua amata Irpinia. Vuole infatti continuare gli studi in Valle d’Aosta.

Proprio sul distacco dalle sue abitudini, da Volturara e dai suoi affetti ha detto: «So che all’inizio potrebbe essere triste ma non voglio arrivare a quarant’anni con i rimorsi. Voglio essere soddisfatta del mio percorso».

«Ho scelto una realtà molto tranquilla e non caotica. Voglio che questo sia un periodo anche per riscoprirmi».

Parlando del viaggio che affronterà di qui a poco ha poi rivelato che tra i suoi sogni c’è l’avere un camper e iniziare viaggiare.

Chiara Spiezia

Il sogno di dare lavoro e l’esempio del nonno

Chiara è una ragazza piena di sogni e, durante l’intervista, non dimentica di citare il percorso affrontato dal nonno in gioventù.

«Mio nonno è andato in Germania a 18 anni e ha aperto una gelateria. Poi però è tornato qui», ha spiegato.

«In futuro io vorrei svolgere un lavoro che sia molto dinamico ma sempre legato all’ambito del turismo. Vorrei puntare sui prodotti locali, svilupparli e farli crescere».

«Sogno di dare lavoro a tante altre persone competenti. Le opportunita ci sono, non serve sempre allontanarsi. Io voglio viaggiare, voglio girare il mondo. Sono un’appassionata delle culture orientali. Tornare in futuro in Irpinia? Non lo escludo».

Ritornando sulla storia del nonno ha poi spiegato che per lei bisogna puntare sulla conoscenza degli anziani.

«Pirandello, con la poetica dell’umorismo, rimette al centro la questione che, al di là dell’età, ognuno ha delle emozioni da raccontare – ha sottolineato Chiara-. Gli anziani spesso non riescono a esprimersi. Sono lasciati agli antipodi della società».

«Nel mio mondo ideale, vedo delle realtà che li riescano a mettere al centro delle proprie comunità e a farli socializzare e integrare appieno con la popolazione locale, giovani compresi», ha concluso.

Disabili Avellino, scandalo al cubo: ascensore mai attivo

Disabili Avellino, scandalo al cubo: ascensore mai attivo

Ascensore rotto e bagni inaccessibili ai diversamente abili. È questa la situazione delle toilette pubbliche di piazza della Libertà ad Avellino da anni.

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Altri problemi con le barriere architettoniche sono stati segnalati settimane fa all’ex cinema Eliseo dove, per accedere alla mostra di Andy Warhol, bisognava usare solo le scale.

Avellino: quel cubo maledetto e l’ascensore fermo da sempre

Quando è stato rifatto il look a Piazza della Libertà, tra le innovazioni più discusse introdotte nella nuova agorà, c’è stato il maxi cubo che dà accesso ai bagni pubblici.

L’opera, forse tra le più criticate degli ultimi decenni della storia amministrativa avellinese, dopo diversi anni non è ancora entrata del tutto in funzione.

L’accesso ai bagni pubblici infatti avviene tramite una lunga scalinata. Per i diversamente abili, famiglie con bimbi in passeggino o semplici persone anziane, anni fa era stato predisposto un ascensore dedicato.

Peccato però che, sin dall’inaugurazione, l’impianto non ha mai funzionato.

Avellino, per l’ascensore mancano solo tre batterie

Il vero paradosso riguarda però il motivo del mancato funzionamento dell’ascensore di piazza della Libertà.

Come si evince da un adesivo apposto dalla ditta di manutenzione pagata dal comune e dagli Avellinesi, il problema risederebbe in tre semplici batterie da sostituire.

Sapete a quando risale questa verifica? Al 29 settembre 2021…circa un anno e mezzo fa!

Sempre sull’avviso del mancato funzionamento dell’ascensore è scritto: “il componente da sostituire è oggetto di un preventivo”. Che fine ha fatto questo preventivo di spesa?

Come mai tutti se ne sono dimenticati? I consiglieri comunali, gli assessori e il sindaco non passano mai da piazza della Libertà? Eppure quel cubo è visibile da qualsiasi traversa che sporge sull’agorà!

Avellino, la storia del cubo: le critiche dell’assessore Genovese

La storia del cubo-gabinetto (per non dire altro) di piazza della Libertà è molto simile a un’Odissea contemporanea e riadattata. Le critiche sono state tante.

Gli Avellinesi infatti, nel 2017, si sono ritrovati l’opera dalla sera alla mattina con lo stupore di molti. L’allora presidente della Commissione Urbanistica e consigliere di maggioranza, Antonio Genovese (oggi assessore ai lavori pubblici della giunta Festa ndr), aveva aspramente criticato il cubo.

«È un pugno nell’occhio – aveva dichiarato l’assessore Genovese a Ottopagine -, un agglomerato di cemento impattante. Che copre buona parte della visuale della piazza. Non riesco a capire come abbia fatto la sovrintendenza a dare l’ok. Non ci sono dubbi, quel cubo deve essere demolito. Lo chiederò e con decisione già al prossimo consiglio comunale».

Le intenzioni di Genovese però non hanno portato a nessun risultato effettivo.

Piazza Libertà, «abbattete quell’orrido cubo di cemento»

Avellino, la storia del cubo: dalla porta in frantumi ai vandali

Alle critiche di cittadini, opposizione e maggioranza si sono aggiunti negli anni diversi episodi riportati sulle cronache locali.

Nel 2019, nel pieno di una calda giornata estiva, la porta scorrevole in vetro del cubo di Piazza Libertà è collassata su sé stessa andando in frantumi.

Il motivo? Non si é mai appurato con certezza. Molto probabilmente, secondo fonti amministrative, il troppo caldo ha vinto sulla tenuta del doppio vetro anche a causa dei forti riflessi dati dalla bianca pavimentazione dell’agorà.

Dopo un altro anno di attesa il bango è stato messo in funzione ma l’ascensore no.

Circa un anno fa poi, nel marzo del 2022, i bangi sono stati oggetto di un ennesimo atto vandalico. Il sindaco Gianluca Festa ha denunciato tutto sulla sua pagina Facebook. I mesi necessari per riaprire i bagni sono stati diversi anche in questo caso.

Purtroppo però, di nuovo, dell’ascensore per i disabili si sono dimenticati tutti.

Avellino e le spalle girate ai disabili

L’attenzione dell’amministrazione comunale di Avellino per i disabili è poco più che zero. Possono essere chiamati in causa le pessime situazioni di accesso dei diversamente abili alle case popolari, così come tante alte vicende.

L’ultima, in ordine di tempo, è quella che ha riguardato Roberta, una signora che voleva visitare nelle scorse settimane la mostra di Andy Warhol organizzata all’ex cinema Eliseo di Avellino.

Lei vive in carrozzina e la mostra è situata a piano terra e al primo piano. L’ascensore però era rotto. «Tra qualche giorno sarà sistemato», avevano garantito i responsabili presenti all’Eliseo.

Peccato però che nulla è stato fatto. La mostra è terminata e Roberta non l’ha potuta visitare.

La sua denuncia, diffusa a mezzo stampa è stata chiara e inequvocabile: «Sono Roberta, una disabile in carrozzina che ama la cultura in generale e a cui piace, nel tempo libero, andare in giro per musei anche fuori città e fuori Regione. Quindi ho appreso con piacere che all’ex Eliseo c’era la mostra dedicata ad Andy Warhol visitabile fino al 5 febbraio».

«Sabato 4 febbraio sono andata all’ex Eliseo con mio marito per vedere la mostra sita al primo piano. Mio marito è sceso e per mero scrupolo ha chiesto se funzionava l’ascensore, gli è stato detto che da qualche giorno era rotto e doveva essere aggiustato. A malincuore siamo ritornati a casa», continua Roberta.

«Successivamente ho appreso che la mostra era stata prolungata anche in occasione della notte bianca del 14 febbraio e con entusiasmo sono ritornata con mio marito all’ex Eliseo pensando che l’ascensore fosse stato aggiustato dopo nove giorni…speranza vana: l’ascensore era ancora rotto… – spiega concludendo Roberta -. Denuncio questa esperienza personale negativa anche in qualità di collaboratrice del M.I.D, Movimento Italiano Disabili, coordinato da Esposito Giovanni che da tempo è la voce delle persone con disabilità di tutta la Regione».

Nelle prossime settimane sarà inaugurata la mostra dedicata al celebre writer britannico Banksy. Per questa occasione l’ascensore funzionerà?

L’amministrazione Festa potrebbe sistemare sia quello dell’Eliseo sia quello di Piazza Libertà e prendere, come si suol dire, due piccioni con una fava. Succederà? Speriamo!

Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?

Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?

Un palo di qua … un palo di là. Eppure la metro leggera per l’autostazione non passerà. I lavori di elettrificazione nella traversa del nuovo terminal bus di Avellino non sono mai stati portati a termine.

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Tra via Pini, via Moccia e via Colombo ci sono numerosi pali senza cavi che probabilmente non saranno mai utilizzati.

Avellino, metropolitana leggera: i pali sono troppi

Ci sono voluti oltre venti anni per scoprire che, per il progetto della metropolitana leggera, il comune di Avellino ha montato dei pali di troppo.

Con l’ultimazione dei lavori infatti alcuni tratti del percorso originario dei bus ibridi sono stati stralciati dal progetto.

Per scoprirlo basta farsi una passeggiata nei pressi dell’autostazione di via Fariello. Se fate un po’ di attenzione, vi salteranno subito all’occhio i numerosi pali che sono stati installati e non messi in funzione.

Nella traversa di accesso del nuovo capolinea infatti ci sono diversi piloni destinati alla metropolitana leggera. Il problema? Non sono mai stati predisposti per l’utilizzo e i lavori oggi sono finiti.

Avellino e la metropolitana leggera: il parodosso dell’autostazione

Se i lavori per la metro sono finiti, questi pali a cosa servono? Sono di troppo? Proprio all’entrata dell’autostazione non potevano essere strategici?

Questo dei pali sembra essere l’ennesimo paradosso di uno dei progetti più discutibili degli ultimi decenni.

Eh sì perché, seguendo il tracciato di questi giganti d’acciaio, la metropolitana leggera non stazionerà nei locali della nuova autostazione.

In sostanza il nuovo sistema di trasporto pubblico non farà capolinea al nuovo terminal principale della città ma terminerà la sua corsa nei depositi Air fuori città. Chi ha avuto questa idea dovrà essere stato parente del noto filosofo Zenone, altrimenti non si spiega.

Eppure, nel lontano 2006, il progetto originario questo prevedeva. Quasi venti anni fa infatti l’allora assessore ai trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta, aveva dichiarato che erano «previsti ben tre interscambi con la nuova autostazione, la stazione FS e i bus urbani dell’ATI in Piazza Libertà».

Se Piazza Libertà è stata fatta a nuovo, l’autostazione è ancora lì. Stesso discorso vale per i pali che però sembra proprio non avranno alcun futuro.

Metro leggera: il caso dei pali non finisce qui

Il problema purtroppo non riguarda solo la traversa dell’autostazione dei bus. Altri pali non messi in funzione sono stati installati a via Colombo (in questo caso sono quattro).

Stesso trattamento coi guanti bianchi, pardon coi pali grigi, lo ha avuto via Salvatore Moccia, l’altra arteria di accesso all’autostazione.

Anche qui ci sono numerosi piloni che sono stati installati e non sono mai stati predisposti per l’utilizzo.

È evidente. Il progetto originario prevedeva che la metro entrasse a via Pini, stazionasse nell’autostazione e uscisse da via Moccia per poi imboccare le arterie principali.

Adesso però non sarà più così. E di questi pali che ce ne facciamo?

I pali non utilizzati della metropolitana leggera a via Moccia
I pali non utilizzati della metropolitana leggera a via Moccia

Metropolitana leggera: mannaggia sti pali

I pali della metropolitana e gli Avellinesi non sono mai andati d’accordo. Le polemiche sono nate pochi giorno dopo le prime installazioni a causa della loro grandezza e vicinanza ai palazzi privati.

Nel 2016 poi la questione arrivò sugli schermi di Canale 5 dopo il servizio dell’inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete.

Il noto giornalista irpino aveva fatto notare al comune di Avellino come numerosi piloni erano stati montati sulle rampe dei disabili e davanti a segnali stradali e semafori.

Abete aveva anche segnalato l’eccessiva vicinanza dei pali a balconi e finestre ascoltando il dissenso dei cittadini.

L’allora responsabile unico del procedimento del comune capoluogo, l’ingegnere Giovanni Valentino, intervistato da Abete aveva spiegato come si trattava di una mera svista dell’impresa e che si sarebbe intervenuti immediatamente

Sulla questione della vicinanza dei piloni agli appartamenti invece, l’ingegnere aveva dichiarato che le normativa non imponeva delle distanze di sicurezza.

Abete però non aveva fatto mancare la consegna della solita pigna con l’ironico appello: “Spuntano pali come fiori a primavera. Vedremo mai in funzione la metro leggera?”.

Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?
Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?

Metropolitana leggera: che fine faranno questi pali?

Conoscendo l’oculatezza nelle scelte del comune di Avellino in tema di mobilità (vedi pista ciclabile a viale Italia) sicuro ci sarà una spiegazione ai tanti pali non utilizzati.

Pensare il contrario significherebbe essere in malafede o essere rosiconi. Siamo certi quindi che una risposta chiara arriverà presto. Nel frattempo abbiamo avanzato alcune ipotesi.

Serviranno forse per rendere omogenee tutte le arterie cittadine? Si tratta di installazioni di arte moderna? O saranno sfruttati per le prossime fantasmagoriche luminarie di ferragosto?

Chissà…nel frattempo ci auspichiamo che quei poveri bus elettrici almeno inizino a fare il proprio lavoro sperando che la pensione, per i mezzi ormai vecchi di quasi venti anni, non sia già dietro l’angolo.

Concorso comune di Avellino: ecco cos’è successo davvero

Concorso comune di Avellino: ecco cos'è successo davvero

Sono passate circa ventiquattro ore dalla figuraccia dello pseudoconcorso indetto dal comune di Avellino per le nuove assunzioni.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Anche io sono stato tra le vittime dei presunti brogli che hanno portato all’annullamento di tutto…ecco cosa è accaduto.

Concorso comune di Avellino: orari sballati

Veniamo convocati alle 8 di mattina per le procedure di accettazione che dovevano finire entro le 10, ora di inizio previsto del concorso.

Prima delle 11 e 30 passate però non entriamo tutti nella sala che avrebbe dovuto ospitare il test.

Tra lamentele varie e microfoni che non si sentono veniamo invitati a posare i cellulari che sono stati fatti entrare in aula concorsuale e di predisporci all’inizio del test.

Presunti brogli e caos organizzativo al concorso del comune di Avellino: annullata la prova

Concorso al comune di Avellino: l’ambiente shock

A sorprendere quasi tutti era l’ambiente in cui si doveva svolgere il concorso.

In primis i riscaldamenti non erano per niente accesi e faceva freddo. Tutti eravamo con i cappotti addosso…e avevamo pagato ben 20 euro.

In più i banchi non erano per niente distanziati tra loro e su qualche tavolo addirittura pioveva acqua dal tetto.

I bagni erano quasi inaccessibili. O meglio ce n’erano circa tre o quattro a disposizione di 1500 persone e, nell’attesa della prova, si era creato una via vai continuo tanto da non riuscire a iniziare la lettura del regolamento.

Concorso al comune di Avellino: caos tra cellulari e mascherine

Durante il via vai generale dei candidati ci viene chiesto di spegnere i telefoni cellulari e i dispositivi elettronici e di riporli sopra al banco, nonostante all’esterno della struttura era evidente il divieto di ingresso di questi dispositivi.

“Il concorrente avrà già lasciato all’esterno della sede concorsuale ogni bagaglio, libro, codice, dispensa o altro documento cartaceo di qualsiasi tipo ed i propri effetti personali ed in particolare eventuali apparecchiature elettriche (telefono, PC portatile, Tablet, orologio digitale, ecc.) e, in caso contrario verrà invitato nuovamente a farlo”.

Questo era scritto nell’avviso sullo svolgimento della prova concorsuale pubblicato sul sito del comune.

Peccato che di questi passaggi non ne è stato rispettato uno. Come si può evincere dai video infatti nemmeno il punto in merito all’obbligo di indossare le mascherine è stato adempiuto.

«Gli operatori di vigilanza e gli addetti all’organizzazione e all’identificazione dei candidati nonché i componenti della commissione esaminatrice saranno muniti di facciali filtranti FFP2/FFP3 privi di valvola di espirazione».

Bene, non tutti i membri della commissione avevano la mascherina come previsto dal regolamento e così potremmo procedere anche per altri punti dell’avviso comunale.

Concorso al comune di Avellino: scatta la protesta

Nel momento in cui la commissione stava cercando di spiegare lo svolgimento del concorso, inizia la protesta.

Il presidente, attuale segretario generale del comune di Avellino Vincenzo Lissa, inizia la lettura delle indicazioni di svolgimento della prova intorno alle 12 con le proteste di alcuni che lamentavano la voce bassa e il microfono poco funzionante.

All’improvviso poi scatta la protesta. Nel momento in cui si stava andando a sorteggiare la prova da somministrare, sembrerebbe che già si stava fotocopiando una delle quattro…come se tutto fosse stato scelto già.

In più c’è chi ha dichiarato che avrebbe visto gente con le domande e le risposte del concorso sul cellulare.

Usare il condizionale purtroppo è d’obbligo in quanto non è stata data alcuna spiegazione ufficiale a noi candidati. Sia la commissione sia un poliziotto con un microfono in mano, hanno provato a calmare i presenti senza però dare una motivazione ufficiale di quanto accaduto.

Intorno alle 13 poi la commissione, dopo aver “sentito” i testimoni su quanto accaduto ha deciso di rinviare il concorso a data da destinarsi.

Concorso comune di Avellino: ecco cos'è successo davvero
Concorso comune di Avellino: ecco cos’è successo davvero

Concorso al comune di Avellino: una figuraccia tra lacrime e nervi tesi

Il dato più preoccupante è la vera figuraccia che il comune di Avellino e l’amministrazione Festa hanno fatto nei confronti dei cittadini.

Vedere gente venuta da fuori regione con le lacrime agli occhi per il rinvio del concorso è stato straziante.

In più mi sono sentito molto umiliato da cittadino e da candidato. Non è stata dimostrata la minima vicinanza per quanto accaduto da parte dell’amministrazione comunale che, con una nota, ha spiegato di essere alla ricerca dei “sabotatori”.

Dall’inizio del comunicato, nemmeno per una volta, è stata citata una parola: “scusa”. Ecco a questa città non serve il sindaco Sherlock Holmes ma un amministratore che ammette gli errori fatti e le brutte figure.

Sì perché per Avellino questa è stata davvero una brutta figura. A capo della commissione di concorso c’erano due dirigenti comunali e questo ha aggravato ancor di più il danno d’immagine per l’ente.

A questo punto dopo oltre ventiquattro ore, da umile e semplice avellinese di 19 anni chiedo io scusa a tutti. Chiedo scusa a tutti coloro che hanno speso soldi per venire ad Ariano Irpino a svolgere un concorso.

Chiedo scusa a coloro che sono venuti dalle altre parti dell’Irpinia, dal napoletano, dalla Puglia e da tutti gli altri territori.

Avellino non merita la brutta figura che ha fatto davanti a tutti ieri mattina. Avellino è altro. Saranno davvero puniti i responsabili di tutto ciò?Chissà…ma questa è un’altra storia, enjoy!