Who is next? Al Carcere borbonico la mostra sul caso Isochimica

Isochimica avellino who is next

Who is next? – Chi è il prossimo?

È questo il titolo della mostra dell’artista Costantino Mauro dedicata alla vicenda degli operai dell’ex Isochimica di Avellino. Inaugurata il 13 settembre, è possibile vederla fino al prossimo 15 novembre presso il complesso monumentale del Carcere Borbonico.

La locandina di presentazione della mostra "Who is next?"
La locandina di presentazione della mostra “Who is next?”

La mostra

In quelle che erano le vecchie celle di isolamento del Carcere Borbonico, tra i bagliori di luce dei forti faretti che riflettono grazie alle bianche pareti, si possono scorgere delle significative foto che raccontano la tragedia dell’ex Isochimica di Avellino.

Purtroppo ancora non nota a tutti, la vicenda di questa fabbrica rappresenta il principale disastro ambientale del capoluogo irpino. Una storia che nasce come promessa di sviluppo economico e speranza di un futuro prospero, in una terra da poco devastata dal terribile terremoto del 1980, e che termina con un tradimento, prima ai suoi dipendenti e poi alla sua città, capace di interrompere decine di vite umane.

Le foto della mostra, raccolte accuratamente dall’artista Costantino Mauro, provano a raccontare la vicenda vissuta dagli operai della fabbrica di Borgo Ferrovia: dagli stappi per un nuovo vagone da scoibentare dall’amianto, alle foto del raschietto e del fazzoletto bianco, uniche protezioni in dotazione alle centinaia di giovani operai assunti.

Dalle immagini proposte ai visitatori emerge il sacrificio degli uomini che hanno lavorato in quella fabbrica con un solo obiettivo: guadagnarsi da vivere per sé e per le proprie famiglie.

Quegli uomini che hanno reso un servizio allo Stato italiano scoibentando dall’amianto centinaia di carrozze di treni di Ferrovie dello Stato e garantendo la sicurezza di milioni di passeggeri.

La storia dell’ex Isochimica si è provata a nascondere troppe volte, così come le tonnellate di amianto sepolte sotto terra abusivamente. Oggi abbiamo ancora il dovere di parlare. La forza degli operai è stata quella di non arrendersi e di provare ad aprire gli occhi anche a chi pensava che la storia della fabbrica della morte fosse inventata di sana pianta.

A noi oggi è affidato il compito di ricordare questa vicenda, di sostenere chi l’ha vissuta e subita e di sperare che la magistratura, dopo quasi quarantanni, definitivamente metta per iscritto nelle sentenze le responsabilità di questa tragedia.

Noi cittadini e cittadine abbiamo altresì il compito di pretendere che la bonifica corra a ritmi olimpici, che non si fermi nemmeno un attimo e che il futuro dell’ex Isochimica sia condiviso, progettato e ideato insieme agli ex operai, ai cittadini del quartiere e alla comunità avellinese.

Con profondo rispetto per la terribile vicenda che ha colpito gli operai dell’ex Isochimica e le loro famiglie, mi sono permesso di scrivere queste poche righe con la speranza che tante cittadine e cittadini visitino questa mostra e si documentino su ciò che è accaduto e mai più deve ripetersi.

Leggi l’articolo su La Nuova Ecologia “Amianto, ad Avellino una fabbrica da smaltire” di Antonio Dello Iaco ed Elena Russo

Crollo tiglio via Tagliamento. Legambiente, Dello Iaco: serve manutenzione

Crollo tiglio via Tagliamento. Legambiente, Dello Iaco: serve manutenzione

Le fortissime raffiche di vento di ieri pomeriggio hanno abbattuto un grosso albero in via Tagliamento ad Avellino, per fortuna senza causare feriti o danni importanti.

Sull’accaduto è intervenuta, in modo netto, anche Legambiente Avellino –
Alveare
: «Si applichi il piano del verde subito, in tutte le sue parti: dai programmi di manutenzione, al confronto con i cittadini».

Il vice presidente e responsabile al verde del circolo ambientalista, Antonio Dello Iaco, commenta dicendo: «Poteva essere una tragedia. Questo crollo denota che ad Avellino non viene fatta una manutenzione ordinaria delle alberature».

«Negli scorsi anni il Comune ha speso migliaia di euro in consulenze ad agronomi esterni perché, purtroppo, nell’organico dell’ente non ce n’è nemmeno uno. Questo rappresenta un grave gap per tutta la città, e i risultati li vediamo».

«Gli alberi ad alto fusto non sono un pericolo – sottolinea con forza Dello Iaco – ma vanno manutenuti. Degli uffici che funzionano sono capaci di programmare una mappatura periodica pluriennale delle piante con l’uso di prove strumentali e non,
come è spesso accaduto, con semplici analisi visive. Questo non è stato mai fatto».

«Va anche specificato che questi alberi hanno subito nel passato delle pessime potature. Sono stati capitozzati più volte. Oggi questo intervento è vietato sulle piante pubbliche dal decreto Costa. Abbiamo chiesto al Comune di Avellino di
estendere il divieto anche ai privati ma non abbiamo ricevuto risposta».

«Se Avellino vuole davvero essere una città verde, con aree verdi disponibili e fruibili, deve attuare il piano del verde che abbiamo in modo concreto. Ora vanno subito previste delle analisi strumentali trasparenti sugli altri tigli del viale».

Crollo tiglio via Tagliamento. Legambiente, Dello Iaco: serve manutenzione
L’immagine rappresenta il tiglio crollato a seguito del forte vento in via Tagliamento

Il numero due di Legambiente Avellino avverte: «Non si immagini di tagliare tutto il filare in via “precauzionale”. Non si inizi la caccia all’albero da tagliare. Oggi esistono delle prove di staticità oggettive e inconfutabili. Si facciano subito gli esami di trazione per la sicurezza dei cittadini e delle cittadine e si verifichi se le altre piante di via Tagliamento, e tutti gli alberi ad alto fusto della città non controllati, sono a rischio crollo o meno».

Da sempre Legambiente Avellino sta lavorando molto sul tema del verde pubblico chiedendo, prima all’amministrazione Festa e ora a quella guidata dalla sindaca Nargi, l’istituzione di una consulta ambientale gratuita con associazioni e ordini professionali.

«La realizzazione di questo ente consultivo è sempre più impellente. Insieme, viste anche le oggettive carenze del Comune di Avellino per motivi economici e di personale, avremmo già potuto immaginare un piano di manutenzione e controllo generale delle piante ad alto fusto, semmai con la collaborazione di imprese e università. Solo con il sano e trasparente confronto si va avanti e si ottengono risultati. Noi ci siamo!», conclude Dello Iaco.