Avellino: su i muri all’Eliseo, segno di una città allo sbando

Avellino: su i muri all’Eliseo, segno di una città allo sbando

Vandali all’Eliseo. Vetri a terra e finestre distrutte. Il comune anziché riparare, ancora una volta le spalle alla città e mura gli accessi rotti dell’ex Gil. È la conferma, questa, di un’amministrazione che non sa nemmeno da dove partire per restituire il bene ad Avellino.

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I lavoratori di Palazzo di Città hanno ben pensato di usare un po’ di cemento per evitare che nuovi indiscriminati si infiltrassero nella struttura abbandonata di via Roma.

Avellino: su i muri contro i palazzi della Cultura

Fa discutere e non poco la scelta dell’amministrazione comunale di murare alcuni accessi dell’ex Cinema Eliseo di Avellino.

La struttura, da anni simbolo di degrado e abbandono, nelle ultime settimane è stata oggetto di alcuni atti vandalici da parte di adolescenti indiscriminati.

Il comune però, anziché dichiarare guerra agli incivili, decide la strada più semplice e vile per tutti: sotterrare l’ascia di guerra e murare gli accessi distrutti dell’Ex Gil.

Il servizio di Telenostra sugli ultimi atti vandalici all’Eliseo

Muri all’Eliseo: segno di un’amministrazione indifferente

Perché è da condannare il gesto di murare gli accessi dell’Eliseo? Beh i motivi sono diversi, ma andiamo con ordine.

Non è la prima volta che quei vetri sono andati in frantumi. Qualche anno fa non è stato possibile risalire ai responsabili visto che la telecamera non riprendeva proprio quel punto. Come mai col tempo nessuno ha pensato di potenziare la videosorveglianza nella piazza? Perché non si aumentano i controlli nella zona?

Finestre murate all'Eliseo di Avellino.
Finestre murate all’Eliseo di Avellino.

Con il gesto di murare le finestre di una struttura, non si fa altro che avallare la tesi secondo cui l’amministrazione Festa non sa che fare con l’Eliseo.

Una struttura che infatti sarebbe prossima ad aprire, non verrebbe murata per poi spendere altri soldi e rompere quei blocchi di cemento.

La teoria del “tu distruggi, io riparo”

Murare delle finestre rotte dagli incivili significa darla vinta a loro e arrendersi quindi davanti a quattro teppistelli che non hanno niente altro da fare che intrufolarsi in strutture abbandonate dalla città.

A dare ragione a questa affermazione è una delle teorie di criminologia più note al mondo conosciuta come “Teoria delle finestre rotte“, introdotta dagli studiosi Kelling e Wilson.

Secondo i due esperti di scienze sociali, più si reprimono e si cancellano i reati minori come atti di vandalismo e deturpazione dei luoghi, e più si previene la nascita di futuri crimini pericolosi tra la popolazione.

Questa teoria prevede quindi che al vandalismo si risponda in modo immediato e diretto punendo i reponsabili e riparando tutto ciò che è stato rotto.

Eliseo: luogo di spaccio e abbandono

Che l’ex cinema Eliseo sia un luogo dimenticato da tutti lo si sa da tempo. Eppure questa struttura, che dovrebbe rientrare tra i monumenti di attrazione di Avellino, si trova in quello che era il “salotto buono” della città.

Molti sanno, o meglio fanno finta di non sapere, che all’Eliseo la sera si fa una sola attività: si spaccia.

Il piazzale dell’Ex Gil è da anni luogo di incontro per spacciatori e consumatori di droga, così come i giardini di piazza Kennedy e non solo.

Nonostante le telecamere presenti in diversi punti della piazza, nessuno sa nulla.

Un lato dell'ex cinema Eliseo di Avellino.
Un lato dell’ex cinema Eliseo di Avellino.

Avellino, un comune che non sa quali pesci prendere

Che il comune di Avellino sia un po’ allo sbaraglio non è una novità. E dico un po’ perché voglio essere buono.

Il 31 ottobre in città si è chiusa una delle parantesi di attivismo giovanile più importanti degli ultimi anni.

L’amministrazione Festa ha deciso di chiudere il Casino del Principe e di lasciare per strada associazioni come Avionica che da anni stavano portando eventi, socialità e cultura ad Avellino (per sostenere il loro crowdfunding clicca qui).

Questo perché? Qual è l’idea di Festa? Beh sotto c’è la fondazione di partecipazione. Questo ente esterno al comune, annunciato già più volte in pompa magna, dovrà di fatto gestire tutti i luoghi della cultura di Avellino.

Quando inzierà a lavorare davvero? Quando si insedierà questa fondazione? Saranno coinvolti i cittadini e le associazioni o sarà tutto deciso nei palazzi istituzionali?

A queste domande speriamo che qualcuno dia presto risposta. Nel frattempo non ci aspetta che sperare nella provvidenza affinché illumini i soliti teppisti ed eviti ulteriori danni a una città troppo spesso umiliata dai suoi amministratori e cittadini.

Il sindaco più anziano degli Usa ha origini irpine ed è green

Il sindaco più anziano degli Usa ha origini irpine ed è green

Uno dei sindaci più anziani d’America ha origini irpine: è questa la storia di Vito Perillo, rieletto primo cittadino nel New Jersey.

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Nonostante i suoi 97 anni, Perillo ha un occhio molto attento all’ambiente che potrebbe tranquillamente essere preso d’esempio dai nostri amministratori.

Vito Perillo: a 97 anni sindaco negli Usa

Il 2 novembre scorso i 18mila abitanti di Tinton Falls, nel New Jersey, hanno deciso di confermare sindaco il 97enne Vito Perillo.

Dopo le polemiche sulla sua età che si erano create in campagna elettorale, il primo cittadino è stato confermato per il suo secondo mandato consecutivo.

Gli abitanti del piccolo comune americano hanno deciso di affidargli altri quattro anni (quando avrà spento 101 candeline) per cambiare la città.

«Mi hanno detto che sono diventato il sindaco più anziano del Paese. Mi sento abbastanza bene e penso che anche in molti nella nostra cittadina si sentano bene. Stamattina erano tutti contenti per me», ha dichiarato poco dopo la sua elezione Perillo al quotidiano NJ Advance Media.

Intervista a Vito Perillo

Vito Perillo: l’onda centenaria irpina negli Usa

In Italia, oltre alla notizia in sé, hanno fatto discutere molto le origini del primo cittadino di Tinton Falls.

Vito Perillo, nato nel Bronx, aveva due genitori italiani emigrati in America alla ricerca di un po’ di fortuna. Il fatto ancora più curioso è il comune di origine dei suoi genitori: Castelfranci, proprio in provincia di Avellino.

Irpinia: terra di politici centenari

Alla notizia di elezione di Vito Perillo subito sono partiti i primi accostamenti con un altro record man irpino: Ciriaco De Mita.

L’ex presidente del Consiglio e segretario della Democrazia Cristiana è stato infatti eletto lo scorso 2019 sindaco della “sua” Nusco.

Perillo alla domanda di un futuro terzo mandato ha subito risposto di no. Dopo questi quattro anni, a 101 primavere compiute, vuole godersi un po’ di tempo per sé.

De Mita invece cosa farà? Alla fine del secondo mandato come sindaco di Nusco continuerà la sua carriera politica?

Vito Perillo, sindaco di Tinton Falls
Vito Perillo, sindaco di Tinton Falls

Le buone azioni di Perillo che farebbero bene ad Avellino

Perillo è stato rieletto sindaco nonostante avesse due sfidanti più giovani e 97 anni. Com’è possibile? Avrà sicuro fatto qualcosa di buono per Tinton Falls.

Così sono andato a sbirciare sul sito ufficiale del comune americano e ho scoperto che il primo cittadino con i genitori di origini irpine, ha fatto davvero tanto per la sua comunità.

Nonostante i 97 anni negli ultimi quattro anni ha avuto un grande occhio di riguardo alla tutela ambientale nel suo territorio.

A Tinton Falls, per esempio, esiste una commissione che consiglia agli abitanti quali alberi usare nei pressi delle loro abitazioni e come curarli.

In più è stata creata una commissione ambientale di cittadini per tutelare le bellezze ambientali e i corsi d’acqua del comune del New Jersey. «La Commissione Ambientale – si legge sul sito governativo – lavora a stretto contatto con il Consiglio di Pianificazione in veste consultiva, valutando lo sviluppo proposto nel Comune e commentando i benefici o gli effetti dannosi delle proposte… ed è assistita dal consulente ambientale del distretto».

Questa commissione si riunisce ogni mese ed è aperta alla partecipazione di tutti i cittadini interessati.

Con Legambiente Avellino e altre associazioni abbiamo proposto mesi fa all’amministrazione Festa l’istituzione di una consulta ambientale. Peccato però che, oltre agli annunci, ancora nulla è stato fatto.

Chissà, forse se il comune di Avellino prendesse esempio dal 97enne sindaco di Tinton Falls male non sarebbe. Voi che dite?

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Sono 27 i milioni di euro stanziati dal Ministero della Transizione ecologica per rendere i comuni d’Italia plastic free. Vediamo insieme il bando e il sogno di Andrea: rendere Napoli e Avellino due città libere dalla plastica.

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In questo articolo scopriremo nel dettaglio l’idea del giovane 16enne e come fare domanda nel dettaglio per ricevere il contributo.

Macchine mangiaplastica in tutta Italia: ecco i fondi

Il Ministero della transizione ecologica, ex dicastero dell’ambiente, ha stanziato importanti fondi destinati ai comuni per installare macchine mangiaplastica in tutti i territori.

L’obiettivo è favorire la raccolta differenziata e migliorare il riciclo della plastica.

Il piano prevede l’erogazione dei 27 milioni di euro in quattro anni. La tranche più corposa sarà stanziata proprio entro il 2021.

Consulta il bando ufficiale a questo link.

Macchine mangiaplastica: cosa sono?

Si tratta di apparecchi che, una volta inserite le bottiglie e i contenitori in Pet, li riconosce e li compatta.

Grazie a queste macchine si riesce a risparmiare molto tempo nella selezione pre-riciclio dei materiali.

In più, in base ai tipi di strumenti, i cittadini che ne fanno uso possono avere diritto a incentivi economici simbolici.

Questa tecnica è stata adottata dal comune di Roma. Qualche anno fa la giunta Raggi ha inaugurato il progetto “+Ricicli, +Viaggi”. Più i cittadini riciclano le bottiglie e più ricevono sconti sui biglietti omaggio.

Macchine mangiaplastica: opportunità per Avellino e Napoli

Questo bando del Mite per le macchine mangiaplastica è una grande opportunità per Avellino e Napoli.

Ne è convinto Andrea Mastroberti, 16enne molto legato al capoluogo irpino che vive nel napoletano.

«Sono venuto a conoscenza di questo bando per caso. Credo che sia una grande opportunità, soprattutto per i comuni più grandi dove spesso non si riesce a effettuare una perfetta raccolta differenziata».

«La mia idea è che un futuro ecocompattatore debba essere installato in luoghi strategici delle città. Ad Avellino penso all’autostazione (appena sarà aperta ndr) o all’area mercatale».

«Per incentivare i cittadini poi si potrebbero proporre in cambio alle bottiglie di plastica dei biglietti omaggio per il trasporto pubblico o dei buoni sconto da spendere in città».

Andrea, giovane volenteroso pieno di idee

Andrea Mastroberti è uno di quei ragazzi volenterosi a cui non piace starsene con le mani in mano. Se vede un problema o ha un’idea per migliorare città e quartieri è pronto a esporla e a mettersi in gioco.

Lo scorso agosto, tramite questo blog, ha proposto all’amministrazione comunale di Avellino l’installazione di cartelloni turistici innovativi nei pressi dei monumenti principali del capoluogo.

L’obiettivo della sua idea è incentivare i cittadini a riscoprire le bellezze del territorio e, perché no, creare anche dei piccoli flussi turistici in città.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Andrea, a 16 anni le prime vittorie

Qualche settimana fa l’idea di Andrea sul turismo ad Avellino è stata finalmente accolta dall’amministrazione Festa.

Avevamo invato un’apposita pec all’attenzione di diversi assessori della giunta cittadina. La risposta non ci è mai arrivata.

Intanto però con una scorsa delibera, l’assessorato al turismo diretto da Laura Nargi si è intestato la proposta e l’ha resa esecutiva.

Purtroppo il merito ai giovani di quell’idea non è stato dato. Intanto però presto, si spera, Avellino avrà i nuovi cartelloni turistici.

E per le macchinette mangiaplastica? Accadrà lo stesso? Ci ascolteranno?

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino finalmente decide di puntare sul turismo o, almeno, ci prova. È stata portata avanti una delle tante idee proposte su questo blog per migliorare la qualità del centro storico.

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Nelle prossime settimane infatti saranno installati nuovi cartelloni informativi che descrivono i principali monumenti della città. Si punterà anche sul digitale.

Avellino e il turismo smart

Lo avevamo proposto lo scorso 17 agosto e il Comune ci ha dato ascolto. Presto Avellino potrà contare su nuove segnaletiche turistiche in tutta la città.

Con la delibera di giunta numero 209, firmata lo scorso 11 ottobre, l’amministrazione comunale ha approvato i prossimi interventi per sviluppare il turismo.

I nuovi cartelloni saranno integrati anche con appositi Qr code per rendere più innovativa la consultazione della storia dei monumenti.

Una proposta che parte da qui

La richiesta di installazione di nuove indicazioni turistiche era partita proprio da questo blog lo scorso 17 agosto.

Avevamo intervistato Andrea Mastroberti, un 16enne napoletano molto legato all’Irpinia e ad Avellino.

Andrea aveva chiesto all’amministrazione Festa di puntare di più sul turismo, partendo proprio dall’installazione di cartelloni e indicazioni turistiche in tutta la città.

Il giovane ci aveva tenuto a specificare che era fondamentale anche un turismo più moderno e smart: «Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città», aveva dichiarato.

Turismo, avevamo chiesto noi al comune di intervenire

Dopo questo articolo, abbiamo inviato una Pec al comune di Avellino. (potete vedere lo screen in basso)

Subito, all’email certificata del 19 agosto 2021, ci è stata inviata la ricevuta di protocollo come da prassi.

Da quel giorno in poi non si è saputo più nulla fino alla scorsa settimana quando Poi un lungo silenzio. Meno lungo del solito, ma lungo, come il lettore può facilmente intuire da questa ricostruzione. Fino alla scorsa settimana quando magicamente (e per fortuna) la giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta.

Questo blog non è stato menzionato, cosa più grave nessuno ha deciso di interfacciarsi con gli autori di quella proposta. Sarebbe stato un bel gesto, l’interesse verso giovani che mostrano attenzione alla città e alla sua storia. Un’occasione per coinvolgere altri cittadini attivi. La giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta facendola però del tutto sua.

L’amarezza di una politica con gli occhi chiusi

Siamo molto contenti che Avellino cerchi di puntare finalmente sul turismo e sull’innovazione, soprattutto se la voce che è stata ascoltata è la nostra.

Tuttavia non posso nascondervi un po’ di amarezza. Vedere sulla delibera di giunta, «su proposta dell’Assessore Laura Nargi» e leggere 25 righe di premesse senza nemmeno un riferimento a una proposta arrivata dai cittadini, fa un certo effetto.

L’importante è migliorare Avellino e non di chi sia l’idea, lo sappiamo.

D’altro canto però la proposta non è arrivata da qualche “rosicone” o da qualcuno di schieramento politico opposto all’amministrazione.

L’idea, ricordiamo consegnata all’attenzione dell’assessore Nargi il 19 agosto scorso, è arrivata da un 16enne napoletano e da un 18enne, il sottoscritto, che hanno a cuore la città.

Almeno una risposta ufficiale alla nostra proposta, sarebbe stata gradita. Ma non fa nulla. L’importante è il bene di Avellino.

E anche se la celebre frase del Vangelo, «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», è sconosciuta agli amministratori avellinesi, speriamo che la città possa tornare a risplendere come merita. Ad maiora, per restare in tema di latino e cultura classica. Speriamo porti bene alla città.

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

«Il comune di Avellino ignora le nuove tecnologie applicate alla botanica che possono salvare gli alberi della città». Così un cittadino mi ha segnalato una delle grandi problematiche del capoluogo: la mancata tutela del verde urbano.

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In questo articolo vedremo insieme una delle ultime tecnologie che già da anni viene adottata in tutta Italia per preservare gli alberi dei centri urbani da abbattimenti inutili e pericolosi crolli.

L’albero: è vita non un oggetto

Prima di entrare nel dettaglio su quali sono le tecnologie di ultima generazione utili per monitorare lo stato degli alberi, ci tengo a sottolineare un importante concetto.

Dobbiamo iniziare noi tutti a vedere gli alberi in un’ottica diversa. Non sono infatti semplici oggetti ornamentali. Tutte le piante sono esseri viventi, proprio come noi.

Hanno tutto, gli manca solo la parola e la possibilità di scappare…e se ce l’avessero non credo ci penserebbero due volte.

Come ogni essere vivente quindi, anche gli alberi si ammalano e hanno bisogno di periodici controlli, soprattutto con l’avanzare dell’età. È quindi fondamentale un piano dettagliato del verde che preveda anche un sistema di monitoraggio e manutenzione delle piante.

Detto ciò, analizziamo nel dettaglio di cosa vi sto parlando.

Alberi a rischio? Ecco la Tac

Sembra strano ma anche gli alberi possono essere sottoposti ad apposite tac. Si tratta di esami ad hoc che servono a valutare la salute della pianta e in particolare del suo tronco.

Come si fa? Beh molto semplice. Sul fusto dell’albero vengono impiantati dei sensori che, attraverso dei colpi di martello, rilevano come il rumore passa attraverso il tronco.

Il legno infatti è un ottimo conduttore sonoro. Se all’interno è cavo, il suono non si propagherà alla stessa velocità.

I sensori hanno proprio questo compito: comprendere come il suono si diffonde nel tronco e stilare un’immagine verosimile della condizione della pianta.

Se sul monitor collegato ai sensori, appare una macchia blu, vuol dire che l’albero è cavo. Più grande è il vuoto e più la chiazza sarà larga. Un colore bruno invece identifica la parte sana.

Tac agli alberi: la fanno tutti

Questi esami strumentali vengono fatti in Italia già da molti anni. La tomografia sonica, è solo uno dei tanti interventi che si possono adottare per monitorare lo stato di un albero.

È del 2018 il servizio del noto programma Rai “Linea Verde life” che spiega proprio l’importanza di questa tecnica, adottata all’epoca sul lungomare di Reggio Calabria. (Scopri il servizio qui)

Negli ultimi anni poi, molti comuni come Padova, Livorno, Conselve e Albano Terme, hanno avviato collaborazioni con atenei di tutta Italia proprio per monitorare gli alberi e mappare il verde cittadino.

I sensori utili all'esame Tac sull'albero.
I sensori utili all’esame Tac sull’albero.

Avellino, perché noi no?

La domanda è d’obbligo e la risposta anche (se fosse valida). Non si può nemmeno parlare di un problema economico. Siglando qualche accordo con gli atenei vicini i costi del monitoraggio si ridurrebbero sensibilmente.

In più il comune di Avellino potrebbe chiedere aiuto alle associazioni in città. Con il circolo Alveare di Legambiente e altre realtà, abbiamo presentato da tempo la richiesta di istituzione di una consulta del verde proprio per collaborare con l’amministrazione.

Purtroppo però, nonostante bisogna solo adeguare un vecchio regolamento, la giunta Festa non è ancora intervenuta.

Eppure la questione degli alberi dovrebbe interessare al comune capoluogo che, anziché spendere migliaia di euro per abbattimenti vari, potrebbe avviare un serio piano di gestione, monitoraggio, tutela e cura del verde urbano. Proprio come fanno le vere città smart, green ed europee.

Calisthenics ad Avellino. L’idea del 19enne Adrian per la città

Calisthenics ad Avellino. L'idea del 19enne Adrian per la città

Fare sport gratuitamente ad Avellino è possibile? Torniamo sulla questione della mancanza delle apposite strutture in città.

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Dopo l’inchiesta sui campi da calcio dei giorni scorsi, oggi parleremo della proposta di un giovane, Adrian Cambareri. Il 19enne vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale cittadina. Vediamola insieme.

Calisthenics: sport all’aria aperta

Adrian è un adolescente che, come tanti, ama fare sport all’aria aperta. La passione del 19enne però non è il calcetto o altri “classici” sport, ma il calisthenics.

Si tratta di una disciplina emergente nell’ultimo periodo che prevede molti esercizi a corpo libero e l’uso di qualche attrezzatura basica come sbarre, anelli e parallele.

Calisthenics: la proposta di Adrian

Adrian, da giovane sportivo con un occhio attento alla sua città, vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale.

L’idea è quella di chiedere l’installazione di attrezzi adatti allo svolgimento degli esercizi di calisthenics all’aperto.

Adrian ha già individuato un’area apposita dove potrebbe nascere la nuova piattaforma per gli amanti dello sport a corpo libero: il Campo Coni di via Tagliamento.

Un esempio di struttura per fare calisthenics.
Un esempio di struttura per fare calisthenics.

Calisthenics ad Avellino: come nasce questa passione

«Ho inziato in quarantena a casa visto che il calisthenics non richiede attrezzature molto particolari», ha esordito Adrian spiegando come è nata la sua passione per questo sport.

«Nei miei allenamenti che ho fatto al Campo Coni, ho incontrato diversi appassionati di questo sport».

Come ha giustamente sottolineato Adrian, la struttura di via Tagliamento è l’unico posto pubblico dove gli sportivi possono dedicarsi liberamente alla cura del proprio corpo anche se sono costretti ad adattare sbarre, spalti e sedute per svolgere gli esercizi principali.

Calisthenics ad Avellino: l’idea della palestra all’aperto

L’idea di Adrian è quella di creare un palestra all’aperto per tutti gli appassionati di calisthenics.

Lo spazio per installare una piattaforma per questi esercizi al Campo Coni c’è. Si tratta infatti di semplici attrezzi come sbarre e parallele.

«Sarebbero utili sia ai giovani che vogliono fare sport, sia a chi vuole approcciarsi al mondo militare per esempio, o a chiunque voglia curare la propria forma fisica», ha detto Adrian.

«Io da giovane avellinese sento questa necessità perché il calisthenics è uno sport come gli altri ed è giusto che anche noi abbiamo le strutture adatte per svolgerlo».

«È assurdo che io mi debba arrangiare con attrezzature che non sono tali pur di fare lo sport che desidero», ha concluso con amarezza.

Il Campo Coni di Avellino.
Il Campo Coni di Avellino.

Compito a casa per l’amministrazione

L’idea c’è e lo spazio per le attrezzature anche. Adesso sono da intercettare solo i fondi per realizzare il progetto di Adrian.

È giusto però sottolineare che si tratterebbe davvero di cifre ridicole per un comune come Avellino. Le piattaforme per il calisthenics si aggirano intorno a qualche migliaio di euro.

I benefici che questo sport potrebbe portare alla città sono tanti. Da nuove opportunità per gli appasionati, alla possibiltà per i ragazzi di approcciarsi al mondo dello sport gratuitamente e facendo nuove amicizie.

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Fare sport e divertirsi all’aria aperta ad Avellino per i giovani avellinesi è un’impresa. Le strutture sono tutte abbandonate o chiuse. Dai quartieri al centro città la storia non cambia.

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Scopri in questo articolo il mio report sulla condizione delle strutture sportive, andato in onda su IrpiniaTv, canale 97.

Borgo Ferrovia: quel campo dimenticato da tutti

Il campo di calcio di Borgo Ferrovia è uno dei tanti enigmi di Avellino. Lo stadio, che si trova a pochi passi dalla scuola del quartiere, è stato abbandonato anni fa.

Per qualcuno non è agibile, per altri si tratta solo di dimenticanza amministrativa.

L’accesso al campo intanto è libero. Basta infatti divincolarsi tra le tante erbacce e rifiuti per entrare nell’impianto che, nonostante tutto, è ancora recuperabile.

Il campo è stato del tutto cancellato dall’incuria Le erbacce alte quasi due metri la fanno da padrona, mentre i rifiuti fanno capolino qua e là.

Vedere un campo di calcio di quelle dimensioni abbandonato così è paradossale. Soprattutto se sono fermi per la riqualificazione della struttura circa due milioni e mezzo di euro da oltre un anno.

Annino Roca: il mistero del campo abbandonato

Sulle condizioni dell’Annino Roca di San Tommaso le domande si infittiscono. Il campo, nonostante le centinaia di euro spese negli anni scorsi, è oramai rovinato.

Il manto erboso si è consumato e gli spalti sono diventati meta dei bivacchi serali degli incivili.

Nonostante alcune parti dello stadio siano inagibili e il terreno sia rovinato, il comune continua a consentire alle società dilettantistiche locali di allenarsi e sfruttare il campo.

L’Annino Roca è l’unica vera struttura da poter destinare a questo scopo oltre il Partenio Lombardi, è vero. Non è però corretto sfruttare la mancanza di impianti per non sistemare una volta per tutte lo stadio di San Tommaso e dotare il quartiere di una vera struttura.

Sulle condizioni dello stadio del popoloso quartiere avellinese, abbiamo ascoltato un giovane di San Tommaso, Nicola Adesso, che si è soffermato su come i cittadini spesso non abbiano cura della cosa pubblica.

Il 21enne di San Tommaso ha poi sottolineato quanto sia importante puntare sullo sport e soprattutto quanto sia difficile essere un giovane nel quartiere.

Campetti Huber: da fiore all’occhiello a centro vandalico

Storia ancor più triste è quella che riguarda i Campetti Huber di Valle. Da due anni la gestione della struttura è stata tolta alla vecchia associazione: l’Acsi Caterpillar.

La polizia Municipale di Avellino il 6 agosto 2019 ha ordinato lo sgombero dell’area perché, secondo il comune Capoluogo, l’associazione vantava delle morosità nei confronti dell’ente.

La questione non è stata mai risolta. Anche dopo l’archiviazione del caso da parte del tribunale monocratico di Avellino nel 2020, nessuno si è preso cura dei campetti.

La struttura è stata presa di mira da numerosi atti vandalici. Le telecamere e le porte all’interno della tensostruttura sono state rubate e divelte, così come gli arredi sportivi.

Da qualche mese poi l’accesso alla struttura è del tutto blindato. Il comune ha installato una recensione in ferro per evitare l’accesso da parte dei malviventi anche se sui lati i punti di accesso sono diversi.

Sulle condizioni dei campetti abbiamo ascoltato il giovane Angelo Romeo che si è soffermato sull’importante funzione di aggregazione che le strutture sportive hanno tra i giovani.

Sport ad Avellino: l’abbandono dei campi minori

Nel quarto appuntamento dell’inchiesta sulle strutture sportive ad Avellino, mi sono soffermato sulla condizione dei campetti di cemento e di quelli in erba sparsi nei rioni e nei quartieri della città.

Da San Tommaso a Rione Parco, Rione Mazzini e Valle la situazione è pessima. Le porte nella maggior parte dei casi sono rotte o sono state rimosse e le erbacce spesso rendono impossibile organizzare partite e tornei.

Con Giuseppe Matarazzo abbiamo parlato di questo. Lui si è soffermato anche sulla chiusura della Piscina Comunale e di come sia importante ad Avellino puntare su nuovi sport come lo skateboarding.

Tante strutture ma tutte chiuse: parla Saviano

Con il delegato provinciale del Coni, Giuseppe Saviano, è terminato il report sulla condizione delle strutture sportive di Avellino.

Saviano ha sottolineato quanto, a causa del Covid, i giovani stiano soffrendo. Lo sport in molti casi è infatti impraticabile.

In più le strutture ad Avellino e provincia sono carenti e quelle poche rimaste sono inagibili o chiuse per altre motivazioni.

L’appello del delegato Coni alle istituzioni è stato netto: «Bisogna aprire le strutture che ci sono. Basta interessi personali».

Avionica, giovani di nuovo colpiti dalla malapolitica: il caso

Avionica, giovani di nuovo colpiti dalla malapolitica: il caso

Colpire Avionica significa attaccare i giovani della città: quella fetta di Avellinesi che non si sono voluti arrendere alle inefficienze dell’amministrazione comunale, ma che hanno provato a sognare.

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In un giorno, sui media, l’associazione che gestisce il Casino del Principe è passata da eccellenza di Avellino a cancro da estirpare il prima possibile. I dubbi sull’accaduto però sono tanti. Vediamo cos’è successo davvero.

Avionica: arrivano i vigili

Il primo settembre al Casino del Principe, durante un concerto organizzato da Avionica, sono arrivati i vigili urbani di Avellino. I caschi bianchi hanno fermato l’evento condotto dal gruppo nazionale dei Gazebo Penguins per presunte irregolarità relative a una carenza documentale (SCIA).

Sul punto Avionica rischia delle sanzioni e, se necessario, dovrà difendersi nelle sedi competenti; non sul tribunale dei social né dalla gogna mediatica.

Nemmeno il tempo di terminare le operazioni di verifica e riconoscimento dei presenti, regolarmente prenotati online e dotati di green pass, che la notizia è stata diffusa sui media.

“Casino del principe nel degrado. Concerto abusivo: arrivano i vigili per porre fine allo scempio”. Era questo il titolo dell’articolo che non linko volutamente.

In poche ore la macchina del fango è entrata in funzione. Avionica è stata additata come responsabile del degrado di una delle strutture del capoluogo. Ma vediamo bene cos’è successo.

Leggi qui le parole ufficiali di Avionica dopo l’accaduto.

Degrado al Casino del Principe: foto vecchie e false

Presto in città si sono diffuse le immagini del (presunto) “degrado” del Casino del Principe. Stanze storiche adibite a deposito con sporcizia e rifiuti ovunque.

Peccato però che quelle foto non rispecchino la realtà.  Le immagini, infatti, si riferiscono a stanze del Casino gestite dal Comune di Avellino e non nella disponibilità di Avionica.

Aule dove anni fa si sono riunite altre associazioni e realtà.

Il Casino del Principe infatti è stato sfruttato anche per esempio dal Forum dei Giovani, quell’ente sparito improvvisamente e presieduto da Stefano Luongo, attuale assessore al Patrimonio di Avellino (che ha usufruito della sala musica della struttura).

Intanto però, Avionica a ottobre dovrà lasciare il Casino a causa della scadenza della convenzione. I margini di un rinnovo infatti non sembrano esserci.

Lo “strano intervento” dei vigili

Gli uomini del comando di Avellino erano già passati nel tardo pomeriggio al Casino. Proprio quando era presente anche il sindaco Festa per l’inaugurazione di una mostra (il primo cittadino, dopo il controllo dei caschi bianchi, si è detto indignato per quanto accaduto).

I ragazzi stavano organizzando gli spazi per la serata di qualche ora dopo, ed erano iniziate le classiche prove di “rito”.

Intorno alla mezzanotte poi, sono arrivati di nuovo i caschi bianchi. Questa volta accompagnati anche da due pattuglie della Polizia di Stato.

Quello che ha fatto molto riflettere sui social e, perché no, fatto strappare anche un sorriso a qualcuno, è stata la celerità con cui sono intervenute le forze dell’ordine (non sempre accade).

Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai il sindaco non ha mostrato la sua indignazione per le condizioni del Casino quando era lì poche ore prima?

Se veramente la struttura è abbandonata al degrado, come mai non ha fatto subito valere il suo ruolo di amministratore?

Le domande sono tante. Le risposte purtroppo no.

Cos’è Avionica?

Avionica è un’associazione cittadina affiliata all’Arci, che ha in gestione dal 2018 diversi spazi del Casino del principe.

Con la vittoria del progetto Jump finanziato dal bando Benessere Giovani infatti, la struttura è stata affidata a diverse associazioni.

Altri spazi poi sono rimasti vuoti e abbandonati in mano all’amministrazione comunale.

Avionica, da prima del covid, ha sempre organizzato eventi e iniziative. Dagli spazi di co-working e aule studio, agli open space e ai laboratori aperti al pubblico.

Con il covid i ragazzi non si sono arresi. Ne sono la prova gli eventi come quello di due giorni fa, gratuito per tutti (previa sottoscrizione a tessera Arci al costo di 7 euro l’anno) ed esibizione del green pass con possibilità di fare il tampone gratuitamente.

Avionica: il grande lavoro che c’è dietro

Ma chi sono questi “criminali” di Avionica (così sono stati dipinti per l’accaduto). Sono semplici ragazzi e ragazze. Sono Avellinesi che non si sono voluti arrendere all’inefficienza della politica.

Sono un gruppo di giovani che dal 2018, nonostante le richieste fatte al comune di siglare un patto di gestione del Casino, hanno provveduto da soli a tagliare l’erba, sistemare i bagni e tutto quello che era stato lasciato all’abbandono.

Il bando vinto infatti, non prevedeva la manutenzione della struttura. Eppure loro lo hanno fatto, sostituendosi all’amministrazione comunale, carente anche in questo.

Avionica è quella realtà che non ha voluto voltare le spalle al futuro della città e che si è voluta opporre in modo netto alla mancanza di serie politiche giovanili ad Avellino

Il concerto era abusivo? Mancava la SCIA? Starà alle forze dell’ordine stabilirlo, ma non è questo il punto. Se c’è qualcuno che ha sbagliato è giusto che venga punito.

L’unica certezza al momento però è che l’immagine e il lavoro di tanti giovani cittadini è stato infangato. E questo non è corretto. In poche righe sono state pubblicate immagini false che hanno messo in dubbio lo sforzo e la passione che Avionica ha messo per il Casino del Principe.

Se i giovani si disinteressano alla città e preferiscono andar via, forse è arrivato il momento di farsi due domande. Chi è responsabile lo sa. Si passi una mano sulla coscienza. Non bastano sorrisi, fuochi e qualche evento per risollevare Avellino. Bisogna agire!

Avellino preistorica: unico capoluogo senza domicilio digitale

Avellino preistorica: unico capoluogo senza domicilio digitale

Avellino è l’unico capoluogo di provincia italiano a non aver attivato il domicilio digitale.

(Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Eppure uno degli spot elettorali di questa amministrazione era “Avellino città Smart”. Che fine hanno fatto questi annunci? Solo le solite promesse?

Carta d’identità: l’impresa del rinnovo

Il domicilio digitale consente di velocizzare pratiche e servizi per i cittadini rendendo la maggior parte delle operazioni accessibile anche online.

Ti consente infatti di contare su procedure più rapide e semplici e di ottenere autocertificazioni e documenti come certificati anagrafici e cambi di residenza, direttamente online.

Da un comune che per rinnovare le carte d’identità può contare solo su un impiegato e ha dei tempi minimi di attesa di due mesi nonostante la possibilità di prenotare online, cosa ci si può aspettare?

La digitalizzazione di Palazzo di Città è all’anno zero.

Avellino, unico capoluogo senza domicilio digitale

Visitando il sito del Ministero degli Interni sull’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente, ho notato che Avellino è l’unico capoluogo di provincia a non essere dotato di domicilio digitale.

Eppure da una città “Smart, enjoy e green” non ti aspetti questo. Ma badate bene, non finisce qui.

L’aspetto più grave non è che siamo l’unico capoluogo a non aver attivato il domicilio digitale; ma che siamo uno dei pochi comuni d’Italia a non averlo fatto.

Domicilio digitale: Avellino non è iscritto all'anagrafe dei comuni aderenti.
Domicilio digitale: Avellino non è iscritto all’anagrafe dei comuni aderenti.

Tecnologia ad Avellino: numeri dai preistoria

Avellino è una città preistorica rispetto alla digitalizzazione. Per renderci bene conto della gravità della situazione, ecco due numeri.

Su 7904 comuni italiani, solo 235 enti oltre ad Avellino non hanno attivato il domicilio digitale (fonte: Anpr aggiornato al 25/08/2021).

Domicilio digitale: l’importanza per il cittadino

Il domicilio digitale è una grande opportunità per il cittadino. Il servizio garantisce infatti, la possibilità di accedere a numerosi documenti e di reperire molte informazioni accedendo semplicemente con identità digitali come Spid, Cns e Cie.

Tutto comodamente accessibile dal cellulare che hai in tasca. Basta fastidiosi recapiti a casa che, vista la tua assenza, ti costringono a recarti in posta.

Basta attese inutili per documenti fondamentali. Basta notifiche tardive legate a pagamenti che, come se niente fosse, si trasformano in more da pagare.

Poco importa se il cittadino, quel povero cittadino, i documenti li abbia già ricevuti in ritardo. Spesso frustrazione e impotenza sono tali, che si preferisce pagare in più pur di non contestare una richiesta ingiusta.
Con il domicilio digitale parte di queste incombenze sarebbero risolte.

Puoi infatti vedere, scaricare e stampare i tuoi dati anagrafici e richiedere autocertificazioni sostitutive delle certificazioni fin da subito.

Provare per credere: basta spostarsi qualche chilometro più in là. Mercogliano per esempio, si è mossa da tempo. Per Avellino, chissà quanto dovremo aspettare ancora.

Avellino, Aiello non fa miracoli: è la politica che dorme

Avellino, Aiello non fa miracoli: è la politica che dorme

Quando c’è la volontà nulla è impossibile. Anche la chiesa dei Liguorini a San Tommaso, popoloso quartiere di Avellino, presto sarà salva.

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La Diocesi del capoluogo irpino, su richiesta del Vescovo Arturo Aiello, è riuscita a sistemare un altro tassello della storia cittadina.

La domanda però sorge spontanea: “Perché non ci riesce anche il Comune?”.

Aiello: il vescovo che fa miracoli

Da quando è arrivato ad Avellino nel 2017, il vescovo Aiello ha restituito alla città tanti spazi che l’amministrazione pubblica aveva abbandonato.

Di cosa sto parlando? La grande aiuola di piazza Libertà, il verde e i campi sportivi di Parco Palatucci, il restauro del Duomo, sono solo alcuni dei grandi interventi portati avanti dal vescovo Aiello negli ultimi quattro anni.

Come promesso poco meno di due anni fa, adesso, inizieranno i lavori per salvare la Chiesa settecentesca dei Liguorini a San Tommaso.

La Chiesa dei Liguorini oggi
La Chiesa dei Liguorini oggi

Perché deve muoversi la Curia?

Perché l’amministrazione comunale non lo fa? Qualunque sia il punto di vista, qualcosa non torna. Forse, in realtà, tutto torna: se guardiamo, anche, a cosa è accaduto negli ultimi anni.

Eppure gli incentivi per l’amministrazione non mancano. Nulla di diverso dai predecessori, si intende.

Facciamo i conti giusto per capire quanto un’amministrazione venga pagata per fare o, talvolta (si spera poche volte), per non fare. O non fare abbastanza.

I freddi numeri: il sindaco guadagna oltre 4500 euro lordi al mese, il vicesindaco 3381, gli assessori tra i 1352 e i 2705 euro e i consiglieri 32 euro a seduta. Un gettone di presenza niente male, che dite?

La rabbia cresce perché a volte basta poco per fare la differenza. Quello che il vescovo sta facendo, lo dimostra.

Negli ultimi decenni gli amministratori di Avellino non hanno mai dimostrato interesse per la città e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Come diventare un sindaco modello

Già, ma cosa deve fare un sindaco? Una ricetta perfetta, ovviamente, non esiste.

Dopotutto anche i giudizi sull’operato di qualcuno finiscono, spesso, per peccare di parzialità. Allora, forse, può essere più semplice procedere per esclusione.

Cosa non basta per essere un buon sindaco? Di certo i requisiti anagrafici o il sangue biancoverde. Tutt’al più aggiungono del colore, ma poi serve la sostanza.

Una progettualità chiara, conoscenza della macchina amministrativa, libertà dal giogo del consenso, capacità di sfidare lo status quo quando andare contro-corrente è l’unico modo di centrare i risultati sul lungo termine. Gli unici che contano.

Non solo promesse e annunci che, per un caso o per un altro vengono puntualmente disattesi.

Il Vescovo di Avellino, Arturo Aiello.
Il Vescovo di Avellino, Arturo Aiello.

È semplice puntare il dito

Sì, sicuramente sì. È troppo semplice puntare il dito e criticare cosa non va.

Il problema di fondo però è sempre lo stesso da anni: la mancanza di ascolto e collaborazione.

Tramite questo blog abbiamo segnalato disservizi e idee per Avellino. Sia via Pec, sia in modo più informale. Non c’è stata mai una risposta.

Eppure si trattava di ordinaria amministrazione: dalla sostituzione delle giostre per bambini, alla riqualificazione dei monumenti, alla cura del verde urbano.

Quando i cittadini, specialmente se giovani, hanno voglia di migliorare la propria città, devono essere ascoltati.

Perché noi giovani, purtroppo, ad Avellino non abbiamo lo spazio che meritiamo. Quello spazio, anche più istituzionale, che ci è stato tolto anni fa. Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Per adesso l’auspicio più grande è che il Vescovo Aiello inizi a dare ripetizioni private a chi amministra la nostra città. L’alternativa è che ci vuole un miracolo, per…Davvero.