Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Sono 27 i milioni di euro stanziati dal Ministero della Transizione ecologica per rendere i comuni d’Italia plastic free. Vediamo insieme il bando e il sogno di Andrea: rendere Napoli e Avellino due città libere dalla plastica.

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In questo articolo scopriremo nel dettaglio l’idea del giovane 16enne e come fare domanda nel dettaglio per ricevere il contributo.

Macchine mangiaplastica in tutta Italia: ecco i fondi

Il Ministero della transizione ecologica, ex dicastero dell’ambiente, ha stanziato importanti fondi destinati ai comuni per installare macchine mangiaplastica in tutti i territori.

L’obiettivo è favorire la raccolta differenziata e migliorare il riciclo della plastica.

Il piano prevede l’erogazione dei 27 milioni di euro in quattro anni. La tranche più corposa sarà stanziata proprio entro il 2021.

Consulta il bando ufficiale a questo link.

Macchine mangiaplastica: cosa sono?

Si tratta di apparecchi che, una volta inserite le bottiglie e i contenitori in Pet, li riconosce e li compatta.

Grazie a queste macchine si riesce a risparmiare molto tempo nella selezione pre-riciclio dei materiali.

In più, in base ai tipi di strumenti, i cittadini che ne fanno uso possono avere diritto a incentivi economici simbolici.

Questa tecnica è stata adottata dal comune di Roma. Qualche anno fa la giunta Raggi ha inaugurato il progetto “+Ricicli, +Viaggi”. Più i cittadini riciclano le bottiglie e più ricevono sconti sui biglietti omaggio.

Macchine mangiaplastica: opportunità per Avellino e Napoli

Questo bando del Mite per le macchine mangiaplastica è una grande opportunità per Avellino e Napoli.

Ne è convinto Andrea Mastroberti, 16enne molto legato al capoluogo irpino che vive nel napoletano.

«Sono venuto a conoscenza di questo bando per caso. Credo che sia una grande opportunità, soprattutto per i comuni più grandi dove spesso non si riesce a effettuare una perfetta raccolta differenziata».

«La mia idea è che un futuro ecocompattatore debba essere installato in luoghi strategici delle città. Ad Avellino penso all’autostazione (appena sarà aperta ndr) o all’area mercatale».

«Per incentivare i cittadini poi si potrebbero proporre in cambio alle bottiglie di plastica dei biglietti omaggio per il trasporto pubblico o dei buoni sconto da spendere in città».

Andrea, giovane volenteroso pieno di idee

Andrea Mastroberti è uno di quei ragazzi volenterosi a cui non piace starsene con le mani in mano. Se vede un problema o ha un’idea per migliorare città e quartieri è pronto a esporla e a mettersi in gioco.

Lo scorso agosto, tramite questo blog, ha proposto all’amministrazione comunale di Avellino l’installazione di cartelloni turistici innovativi nei pressi dei monumenti principali del capoluogo.

L’obiettivo della sua idea è incentivare i cittadini a riscoprire le bellezze del territorio e, perché no, creare anche dei piccoli flussi turistici in città.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Andrea, a 16 anni le prime vittorie

Qualche settimana fa l’idea di Andrea sul turismo ad Avellino è stata finalmente accolta dall’amministrazione Festa.

Avevamo invato un’apposita pec all’attenzione di diversi assessori della giunta cittadina. La risposta non ci è mai arrivata.

Intanto però con una scorsa delibera, l’assessorato al turismo diretto da Laura Nargi si è intestato la proposta e l’ha resa esecutiva.

Purtroppo il merito ai giovani di quell’idea non è stato dato. Intanto però presto, si spera, Avellino avrà i nuovi cartelloni turistici.

E per le macchinette mangiaplastica? Accadrà lo stesso? Ci ascolteranno?

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino finalmente decide di puntare sul turismo o, almeno, ci prova. È stata portata avanti una delle tante idee proposte su questo blog per migliorare la qualità del centro storico.

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Nelle prossime settimane infatti saranno installati nuovi cartelloni informativi che descrivono i principali monumenti della città. Si punterà anche sul digitale.

Avellino e il turismo smart

Lo avevamo proposto lo scorso 17 agosto e il Comune ci ha dato ascolto. Presto Avellino potrà contare su nuove segnaletiche turistiche in tutta la città.

Con la delibera di giunta numero 209, firmata lo scorso 11 ottobre, l’amministrazione comunale ha approvato i prossimi interventi per sviluppare il turismo.

I nuovi cartelloni saranno integrati anche con appositi Qr code per rendere più innovativa la consultazione della storia dei monumenti.

Una proposta che parte da qui

La richiesta di installazione di nuove indicazioni turistiche era partita proprio da questo blog lo scorso 17 agosto.

Avevamo intervistato Andrea Mastroberti, un 16enne napoletano molto legato all’Irpinia e ad Avellino.

Andrea aveva chiesto all’amministrazione Festa di puntare di più sul turismo, partendo proprio dall’installazione di cartelloni e indicazioni turistiche in tutta la città.

Il giovane ci aveva tenuto a specificare che era fondamentale anche un turismo più moderno e smart: «Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città», aveva dichiarato.

Turismo, avevamo chiesto noi al comune di intervenire

Dopo questo articolo, abbiamo inviato una Pec al comune di Avellino. (potete vedere lo screen in basso)

Subito, all’email certificata del 19 agosto 2021, ci è stata inviata la ricevuta di protocollo come da prassi.

Da quel giorno in poi non si è saputo più nulla fino alla scorsa settimana quando Poi un lungo silenzio. Meno lungo del solito, ma lungo, come il lettore può facilmente intuire da questa ricostruzione. Fino alla scorsa settimana quando magicamente (e per fortuna) la giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta.

Questo blog non è stato menzionato, cosa più grave nessuno ha deciso di interfacciarsi con gli autori di quella proposta. Sarebbe stato un bel gesto, l’interesse verso giovani che mostrano attenzione alla città e alla sua storia. Un’occasione per coinvolgere altri cittadini attivi. La giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta facendola però del tutto sua.

L’amarezza di una politica con gli occhi chiusi

Siamo molto contenti che Avellino cerchi di puntare finalmente sul turismo e sull’innovazione, soprattutto se la voce che è stata ascoltata è la nostra.

Tuttavia non posso nascondervi un po’ di amarezza. Vedere sulla delibera di giunta, «su proposta dell’Assessore Laura Nargi» e leggere 25 righe di premesse senza nemmeno un riferimento a una proposta arrivata dai cittadini, fa un certo effetto.

L’importante è migliorare Avellino e non di chi sia l’idea, lo sappiamo.

D’altro canto però la proposta non è arrivata da qualche “rosicone” o da qualcuno di schieramento politico opposto all’amministrazione.

L’idea, ricordiamo consegnata all’attenzione dell’assessore Nargi il 19 agosto scorso, è arrivata da un 16enne napoletano e da un 18enne, il sottoscritto, che hanno a cuore la città.

Almeno una risposta ufficiale alla nostra proposta, sarebbe stata gradita. Ma non fa nulla. L’importante è il bene di Avellino.

E anche se la celebre frase del Vangelo, «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», è sconosciuta agli amministratori avellinesi, speriamo che la città possa tornare a risplendere come merita. Ad maiora, per restare in tema di latino e cultura classica. Speriamo porti bene alla città.

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

«Il comune di Avellino ignora le nuove tecnologie applicate alla botanica che possono salvare gli alberi della città». Così un cittadino mi ha segnalato una delle grandi problematiche del capoluogo: la mancata tutela del verde urbano.

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In questo articolo vedremo insieme una delle ultime tecnologie che già da anni viene adottata in tutta Italia per preservare gli alberi dei centri urbani da abbattimenti inutili e pericolosi crolli.

L’albero: è vita non un oggetto

Prima di entrare nel dettaglio su quali sono le tecnologie di ultima generazione utili per monitorare lo stato degli alberi, ci tengo a sottolineare un importante concetto.

Dobbiamo iniziare noi tutti a vedere gli alberi in un’ottica diversa. Non sono infatti semplici oggetti ornamentali. Tutte le piante sono esseri viventi, proprio come noi.

Hanno tutto, gli manca solo la parola e la possibilità di scappare…e se ce l’avessero non credo ci penserebbero due volte.

Come ogni essere vivente quindi, anche gli alberi si ammalano e hanno bisogno di periodici controlli, soprattutto con l’avanzare dell’età. È quindi fondamentale un piano dettagliato del verde che preveda anche un sistema di monitoraggio e manutenzione delle piante.

Detto ciò, analizziamo nel dettaglio di cosa vi sto parlando.

Alberi a rischio? Ecco la Tac

Sembra strano ma anche gli alberi possono essere sottoposti ad apposite tac. Si tratta di esami ad hoc che servono a valutare la salute della pianta e in particolare del suo tronco.

Come si fa? Beh molto semplice. Sul fusto dell’albero vengono impiantati dei sensori che, attraverso dei colpi di martello, rilevano come il rumore passa attraverso il tronco.

Il legno infatti è un ottimo conduttore sonoro. Se all’interno è cavo, il suono non si propagherà alla stessa velocità.

I sensori hanno proprio questo compito: comprendere come il suono si diffonde nel tronco e stilare un’immagine verosimile della condizione della pianta.

Se sul monitor collegato ai sensori, appare una macchia blu, vuol dire che l’albero è cavo. Più grande è il vuoto e più la chiazza sarà larga. Un colore bruno invece identifica la parte sana.

Tac agli alberi: la fanno tutti

Questi esami strumentali vengono fatti in Italia già da molti anni. La tomografia sonica, è solo uno dei tanti interventi che si possono adottare per monitorare lo stato di un albero.

È del 2018 il servizio del noto programma Rai “Linea Verde life” che spiega proprio l’importanza di questa tecnica, adottata all’epoca sul lungomare di Reggio Calabria. (Scopri il servizio qui)

Negli ultimi anni poi, molti comuni come Padova, Livorno, Conselve e Albano Terme, hanno avviato collaborazioni con atenei di tutta Italia proprio per monitorare gli alberi e mappare il verde cittadino.

I sensori utili all'esame Tac sull'albero.
I sensori utili all’esame Tac sull’albero.

Avellino, perché noi no?

La domanda è d’obbligo e la risposta anche (se fosse valida). Non si può nemmeno parlare di un problema economico. Siglando qualche accordo con gli atenei vicini i costi del monitoraggio si ridurrebbero sensibilmente.

In più il comune di Avellino potrebbe chiedere aiuto alle associazioni in città. Con il circolo Alveare di Legambiente e altre realtà, abbiamo presentato da tempo la richiesta di istituzione di una consulta del verde proprio per collaborare con l’amministrazione.

Purtroppo però, nonostante bisogna solo adeguare un vecchio regolamento, la giunta Festa non è ancora intervenuta.

Eppure la questione degli alberi dovrebbe interessare al comune capoluogo che, anziché spendere migliaia di euro per abbattimenti vari, potrebbe avviare un serio piano di gestione, monitoraggio, tutela e cura del verde urbano. Proprio come fanno le vere città smart, green ed europee.

Calisthenics ad Avellino. L’idea del 19enne Adrian per la città

Calisthenics ad Avellino. L'idea del 19enne Adrian per la città

Fare sport gratuitamente ad Avellino è possibile? Torniamo sulla questione della mancanza delle apposite strutture in città.

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Dopo l’inchiesta sui campi da calcio dei giorni scorsi, oggi parleremo della proposta di un giovane, Adrian Cambareri. Il 19enne vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale cittadina. Vediamola insieme.

Calisthenics: sport all’aria aperta

Adrian è un adolescente che, come tanti, ama fare sport all’aria aperta. La passione del 19enne però non è il calcetto o altri “classici” sport, ma il calisthenics.

Si tratta di una disciplina emergente nell’ultimo periodo che prevede molti esercizi a corpo libero e l’uso di qualche attrezzatura basica come sbarre, anelli e parallele.

Calisthenics: la proposta di Adrian

Adrian, da giovane sportivo con un occhio attento alla sua città, vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale.

L’idea è quella di chiedere l’installazione di attrezzi adatti allo svolgimento degli esercizi di calisthenics all’aperto.

Adrian ha già individuato un’area apposita dove potrebbe nascere la nuova piattaforma per gli amanti dello sport a corpo libero: il Campo Coni di via Tagliamento.

Un esempio di struttura per fare calisthenics.
Un esempio di struttura per fare calisthenics.

Calisthenics ad Avellino: come nasce questa passione

«Ho inziato in quarantena a casa visto che il calisthenics non richiede attrezzature molto particolari», ha esordito Adrian spiegando come è nata la sua passione per questo sport.

«Nei miei allenamenti che ho fatto al Campo Coni, ho incontrato diversi appassionati di questo sport».

Come ha giustamente sottolineato Adrian, la struttura di via Tagliamento è l’unico posto pubblico dove gli sportivi possono dedicarsi liberamente alla cura del proprio corpo anche se sono costretti ad adattare sbarre, spalti e sedute per svolgere gli esercizi principali.

Calisthenics ad Avellino: l’idea della palestra all’aperto

L’idea di Adrian è quella di creare un palestra all’aperto per tutti gli appassionati di calisthenics.

Lo spazio per installare una piattaforma per questi esercizi al Campo Coni c’è. Si tratta infatti di semplici attrezzi come sbarre e parallele.

«Sarebbero utili sia ai giovani che vogliono fare sport, sia a chi vuole approcciarsi al mondo militare per esempio, o a chiunque voglia curare la propria forma fisica», ha detto Adrian.

«Io da giovane avellinese sento questa necessità perché il calisthenics è uno sport come gli altri ed è giusto che anche noi abbiamo le strutture adatte per svolgerlo».

«È assurdo che io mi debba arrangiare con attrezzature che non sono tali pur di fare lo sport che desidero», ha concluso con amarezza.

Il Campo Coni di Avellino.
Il Campo Coni di Avellino.

Compito a casa per l’amministrazione

L’idea c’è e lo spazio per le attrezzature anche. Adesso sono da intercettare solo i fondi per realizzare il progetto di Adrian.

È giusto però sottolineare che si tratterebbe davvero di cifre ridicole per un comune come Avellino. Le piattaforme per il calisthenics si aggirano intorno a qualche migliaio di euro.

I benefici che questo sport potrebbe portare alla città sono tanti. Da nuove opportunità per gli appasionati, alla possibiltà per i ragazzi di approcciarsi al mondo dello sport gratuitamente e facendo nuove amicizie.

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Fare sport e divertirsi all’aria aperta ad Avellino per i giovani avellinesi è un’impresa. Le strutture sono tutte abbandonate o chiuse. Dai quartieri al centro città la storia non cambia.

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Scopri in questo articolo il mio report sulla condizione delle strutture sportive, andato in onda su IrpiniaTv, canale 97.

Borgo Ferrovia: quel campo dimenticato da tutti

Il campo di calcio di Borgo Ferrovia è uno dei tanti enigmi di Avellino. Lo stadio, che si trova a pochi passi dalla scuola del quartiere, è stato abbandonato anni fa.

Per qualcuno non è agibile, per altri si tratta solo di dimenticanza amministrativa.

L’accesso al campo intanto è libero. Basta infatti divincolarsi tra le tante erbacce e rifiuti per entrare nell’impianto che, nonostante tutto, è ancora recuperabile.

Il campo è stato del tutto cancellato dall’incuria Le erbacce alte quasi due metri la fanno da padrona, mentre i rifiuti fanno capolino qua e là.

Vedere un campo di calcio di quelle dimensioni abbandonato così è paradossale. Soprattutto se sono fermi per la riqualificazione della struttura circa due milioni e mezzo di euro da oltre un anno.

Annino Roca: il mistero del campo abbandonato

Sulle condizioni dell’Annino Roca di San Tommaso le domande si infittiscono. Il campo, nonostante le centinaia di euro spese negli anni scorsi, è oramai rovinato.

Il manto erboso si è consumato e gli spalti sono diventati meta dei bivacchi serali degli incivili.

Nonostante alcune parti dello stadio siano inagibili e il terreno sia rovinato, il comune continua a consentire alle società dilettantistiche locali di allenarsi e sfruttare il campo.

L’Annino Roca è l’unica vera struttura da poter destinare a questo scopo oltre il Partenio Lombardi, è vero. Non è però corretto sfruttare la mancanza di impianti per non sistemare una volta per tutte lo stadio di San Tommaso e dotare il quartiere di una vera struttura.

Sulle condizioni dello stadio del popoloso quartiere avellinese, abbiamo ascoltato un giovane di San Tommaso, Nicola Adesso, che si è soffermato su come i cittadini spesso non abbiano cura della cosa pubblica.

Il 21enne di San Tommaso ha poi sottolineato quanto sia importante puntare sullo sport e soprattutto quanto sia difficile essere un giovane nel quartiere.

Campetti Huber: da fiore all’occhiello a centro vandalico

Storia ancor più triste è quella che riguarda i Campetti Huber di Valle. Da due anni la gestione della struttura è stata tolta alla vecchia associazione: l’Acsi Caterpillar.

La polizia Municipale di Avellino il 6 agosto 2019 ha ordinato lo sgombero dell’area perché, secondo il comune Capoluogo, l’associazione vantava delle morosità nei confronti dell’ente.

La questione non è stata mai risolta. Anche dopo l’archiviazione del caso da parte del tribunale monocratico di Avellino nel 2020, nessuno si è preso cura dei campetti.

La struttura è stata presa di mira da numerosi atti vandalici. Le telecamere e le porte all’interno della tensostruttura sono state rubate e divelte, così come gli arredi sportivi.

Da qualche mese poi l’accesso alla struttura è del tutto blindato. Il comune ha installato una recensione in ferro per evitare l’accesso da parte dei malviventi anche se sui lati i punti di accesso sono diversi.

Sulle condizioni dei campetti abbiamo ascoltato il giovane Angelo Romeo che si è soffermato sull’importante funzione di aggregazione che le strutture sportive hanno tra i giovani.

Sport ad Avellino: l’abbandono dei campi minori

Nel quarto appuntamento dell’inchiesta sulle strutture sportive ad Avellino, mi sono soffermato sulla condizione dei campetti di cemento e di quelli in erba sparsi nei rioni e nei quartieri della città.

Da San Tommaso a Rione Parco, Rione Mazzini e Valle la situazione è pessima. Le porte nella maggior parte dei casi sono rotte o sono state rimosse e le erbacce spesso rendono impossibile organizzare partite e tornei.

Con Giuseppe Matarazzo abbiamo parlato di questo. Lui si è soffermato anche sulla chiusura della Piscina Comunale e di come sia importante ad Avellino puntare su nuovi sport come lo skateboarding.

Tante strutture ma tutte chiuse: parla Saviano

Con il delegato provinciale del Coni, Giuseppe Saviano, è terminato il report sulla condizione delle strutture sportive di Avellino.

Saviano ha sottolineato quanto, a causa del Covid, i giovani stiano soffrendo. Lo sport in molti casi è infatti impraticabile.

In più le strutture ad Avellino e provincia sono carenti e quelle poche rimaste sono inagibili o chiuse per altre motivazioni.

L’appello del delegato Coni alle istituzioni è stato netto: «Bisogna aprire le strutture che ci sono. Basta interessi personali».

L’idea del 16enne Andrea: Avellino riparta da turismo e digitale

L’idea del 16enne Andrea: Avellino riparta da turismo e digitale

“L’Irpinia è una terra piena di problemi, non c’è futuro qui”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? Per me però le soluzioni devono arrivare dai cittadini.

L’obiettivo del mio blog alla fine è questo: quello di raccogliere idee e segnalazioni dei cittadini che hanno voglia di cambiare le cose.

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Oggi parleremo dell’idea di Andrea Mastroberti, 16enne molto legato ad Avellino che ha voluto fare una proposta all’amministrazione comunale.

Si riparta dal turismo

«Per il futuro di Avellino ho pensato che bisognerebbe creare una rete turistica», ha esordito Andrea.

«Si potrebbe partire dal posizionamento delle classiche cartellonistiche d’indicazione e informative nelle strade della città e vicino ai monumenti principali».

«Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città».

Ad Avellino non si è mai puntato molto sul settore turistico, eppure questa potrebbe essere un’ottima strategia per risollevare l’economia locale e per dare visibilità al nostro territorio.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Perché nessuno punta sul turismo?

Andrea ha deciso di dare la sua idea sulla questione cultura e turismo ad Avellino: «Credo che nessuno si sia mai interessato allo sviluppo turistico della città».

«I monumenti che abbiamo non vengono valorizzati, il turista non è invogliato a visitarli».

Andrea vive nella provincia di Napoli anche se ha una famiglia di origine irpine, i nonni e la mamma sono di Roccabascerana.

Nonostante lui non viva qui, ha un forte legame con l’Irpinia e in particolare con Avellino.

«Scendo spesso in città anche per fare solo una passeggiata – ha detto Andrea -. Penso che Avellino non abbia fatto molti passi in avanti per diventare un luogo a misura di giovane».

Avellino e i giovani

«Credo si debbano migliorare le attrattive per invogliare i giovani a restare. Molti ragazzi sono andati via per la mancanza di opportunità anche se amano questa terra», ha sottilineato Andrea.

«Al di là del problema sul futuro lavorativo dei giovani, Avellino potrebbe migliorare molto su tante altre tematiche: dalle strutture sportive, all’inclusione sociale, divertimento, intrattenimento e così via».

Avellino che futuro ha?

Andrea è molto ottimista sul futuro di Avellino. «Fin’ora non c’è stata una vera voglia di creare opportunità. Sono convinto che questa città possa tornare a risplendere».

«Avellino ha bisogno di essere curata e amata da tutti. Bisogna ripartire dai giovani».

Per il 16enne infatti bisogna innovare un po’ la città perché molto spesso si tende a pensare Avellino solo in un’ottica post terremoto.

«Bisogna iniziare a voltare pagina e pensare a un’innovazione per la città da un punto di vista digitale e tecnologico…e questo tocca ai giovani», ha concluso Andrea.

Idea per Avellino: giochi per bimbi disabili. Ci sono i fondi

Idea per Avellino: giochi per bimbi disabili. Ci sono i fondi

L’abbattimento delle barriere architettoniche è una delle sfide più difficili per un’amministrazione comunale.

Basta girarci intorno per renderci conto che Avellino, così come tante altre città, non è facilmente accessibile ai diversamente abili e in particolari alle persone in carrozzella.

Proprio da questo problema nasce la mia nuova proposta per la città. (Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Giostre per i bimbi disabili

Quando sono stato a Vieste quest’anno, in una delle piazze della città ho notato una giostra per bambini che non avevo mai visto qui.

Mi sono avvicinato e ho letto su un cartello che era riservata ai più piccoli in sedia a rotelle.

Devo ammettere che sono rimasto contento di questa pensata del comune pugliese. Così ho pensato: “Perché non installarle anche ad Avellino?”.

Giostre “speciali”, sono così rare?

Come potrete immaginare la risposta a questa domanda è no, anzi. Le giostrine dedicate ai bambini diversamente abili sono anche abbastanza comuni.

Ci vuole però una certa sensibilità da parte delle amministrazioni comunali. Questo fin’ora ad Avellino non è quasi mai avvenuto.

Un esempio di giostra per i bimbi in carrozzella.
Un esempio di giostra per i bimbi in carrozzella.

Giostre per disabili. Problema fondi?

Come può il comune di Avellino finanziare l’installazione di queste giostre in città? La soluzione c’è.

Grazie all’amico Pasquale Matarazzo che ha fatto un appello su Facebook, ho scoperto che la Regione Campania ha indetto un bando ad hoc proprio per questi interventi.

I fondi a disposizione sono 100mila euro e saranno destinati in particolare ai comuni con più di 50mila abitanti.

Dalle 08 del 18 agosto alle 12 del 17 settembre 2021, c’è tempo per presentare domanda di finanziamento via pec, inviando una richiesta all’indirizzo dg.500500@pec.regione.campania.it.

Comune, ora mancano le carte!

La scorsa settimana abbiamo parlato di quanti bambini ad Avellino non possono giocare sulle giostrine perché rotte in diverse zone della città.

Approfittando proprio di questo disservizio, l’amministrazione comunale ora potrebbe risolvere due problemi in uno.

Sistemare le giostre vecchie, e installare dei nuovi giochi per i bambini diversamente abili.

Cara amministrazione lascio qui il link del bando indetto dalla Regione. Se vi dovesse servire…è gratis!

Platani, nuovo focolaio di cancro colorato ad Avellino?

Platani, nuovo focolaio di cancro colorato ad Avellino?

Il verde di Avellino è sempre più secco. Il caldo estivo, le malattie e la mancanza di manutenzione continuano a decimare alberi e piante cittadine e intanto il rischio di perdere per sempre il noto viale Italia è sempre più concreto.

Dall’altro lato del viale, alle porte di Corso Vittorio Emanuele, un albero è quasi morto. È di nuovo il cancro colorato? (Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!)

Nuovi rischi per viale Platani

Negli ultimi anni viale Platani è stata una delle zone verdi cittadine più colpite dall’incuria e dai tagli a causa del cancro colorato, una malattia che di fatto fa morire gli alberi.

Dopo i continui abbattimenti imposti per legge a cui abbiamo assistito, tornano brutti presentimenti per il viale alberato più noto di Avellino.

Un platano all’altezza della scuola media Solimena, nelle ultime settimane, si è seccato del tutto e il rischio che sia infetto da cancro colorato è molto elevato.

Un altro platano infetto?

Una malattia si stabilisce in primis dai sintomi del paziente e i segnali di allarme lanciati dall’albero di viale Italia sono quasi inequivocabili.

L’albero, nel pieno del periodo vegetativo ha iniziato a perdere le foglie e via via a seccarsi.

Gli esperti che ho consultato temono si tratti di cancro colorato. Tuttavia sono necessarie delle indagini ad hoc condotte da esperti autorizzati, che ne confermino o meno la malattia.

Il platano malato di Viale Italia ad Avellino.
Il platano malato di Viale Italia ad Avellino.

Qual è il rischio?

Se si dovesse trattare di cancro colorato, il rischio di dover assistere a decine e decine di nuovi tagli di platani è molto elevato.

Questa malattia infatti si trasmette per contatto diretto tra piante infette e non. In più, secondo quanto stabilito per legge, per ogni pianta malata di cancro colorato da abbattere bisogna tagliare anche quelle circostanti.

Questo significa non solo perdere un importante patrimonio arboreo ma anche un enorme danno per le casse del comune già in rosso da tempo.

Cosa si dovrebbe fare?

Per prima cosa il comune dovrebbe accertarsi che si tratti di cancro colorato. Qualora non fosse così si dovrebbe comunque controllare lo stato dell’albero visto che sicuro è malato.

Nel pieno dell’estate infatti non è possibile che un albero come il platano non abbia nemmeno una foglia.

Una volta accertata la malattia si dovrebbe procedere o con la cura o, nel caso del cancro colorato, con l’abbattimento.

L'albero infetto visto da Corso Vittorio Emanuele.
L’albero infetto visto da Corso Vittorio Emanuele.

Avellino e gli alberi malati

Ad Avellino purtroppo non sono solo i platani a essere malati. Anche i pini di piazza Kennedy rischiano la morte e l’abbattimento.

Gli alberi del parco cittadino infatti sono affetti dalla cocciniglia, un parassita che, se non curato in modo sperimentale, porta al necessario taglio delle piante.

Con il circolo Legambiente Avellino – L’alveare, abbiamo segnalato al comune questo problema che è emerso più di un anno fa. Adesso sembra che l’amministrazione Festa si stia interessando per far partire le cure con l’aiuto degli esperti della Federico II.

Un annuncio simile però era già stato fatto l’anno scorso. Succederà davvero qualcosa questa volta? Speriamo…nel frattempo continuiamo a segnalare!

Strisce rosa ad Avellino: l’idea per una città al passo coi tempi

Strisce rosa ad Avellino: un'idea per la nostra città.

Al via la rubrica dedicata alle idee e alle segnalazioni per Avellino e provincia. Oggi inizieremo proponendo al comune capoluogo una “rivoluzione rosa” dei parcheggi in città.

Si tratta di un gesto di civiltà che è già realtà in numerosi comuni d’Italia. L’obiettivo è quello di riservare alcuni parcheggi alle donne in gravidanza e ai neogenitori.

Strisce rosa: cosa sono?

Si stanno diffondendo in Italia già da qualche anno anche se a livello nazionale non sono mai state approvate in modo ufficiale.

Stiamo parlando dei parcheggi rosa. Sono aree stabilite dove viene riservata la sosta a donne incinta o ai neogenitori con figli molto piccoli (fino a un anno di età).

strisce rosa
Un esempio di strisce rosa. Fonte foto: ilfattovesuviano.it

Il modello Rimini

Come detto, non ci sono normative nazionali. I Comuni, perciò, hanno adottato le strisce rosa con regolamenti interni, affidandosi al livello di civiltà delle comunità che rappresentano.

Per esempio a Rimini, in Emilia Romagna, l’amministrazione comunale ha deciso di creare dei “pass rosa”.

Le donne in gravidanza da almeno tre mesi o le neomamme, possono richiedere al comune il rilascio di un contrassegno.

Con questo pass hanno il diritto di sostare in alcune zone riservate. Nel caso dovessero trovare gli stalli occupati poi, hanno anche il diritto di parcheggiare l’auto sulle strisce blu e di non pagare il ticket.

Esempi virtuosi arrivano anche dalla provincia di Avellino. Mercogliano infatti ha approvato le strisce rosa da due anni.

Il servizio di Telenostra sulle strisce rosa a Mercogliano

Avellino già sa come muoversi?

Se l’amministrazione volesse realizzare questa iniziativa, avrebbe un vantaggio.

In città infatti, da anni stiamo sperimentando i parcheggi a zone, riservati ai residenti.

Per i parcheggi rosa quindi si potrebbe partire proprio da questo regolamento e approvare in città la nascita delle strisce rosa.

Strisce rosa: dove metterle?

Non esiste un posto migliore di un altro. Quella delle strisce rosa è una battaglia di civiltà importante che va fatta in tutte le zone della città.

“Copiando” gli amici degli altri comuni italiani che già stanno sperimentando questo sistema, potremmo iniziare a metterle nei punti strategici della città più frequentati dalle neomamme e da quelle in gravidanza. Per esempio? Farmacie, supermercati e negozi dedicati ai bambini.

Comune, noi proponiamo e tu?

Questa rubrica nasce con l’obiettivo di dare voce ai cittadini, con l’idea di cambiare in meglio Avellino e dintorni.

Per farlo però è necessario l’aiuto di chi governa questa città, dalla maggioranza all’opposizione.

Proprio per questo motivo tutte le proposte e segnalazioni che faremo su questo sito con l’aiuto di voi cittadini, saranno inoltrate alle autorità cittadine con la speranza che chi di dovere intervenga.

Puoi scrivermi entrando nel gruppo Whatsapp seguendo questo link. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!

P. S.

Caro comune, qui ti lascio il link della gestione dei parcheggi rosa nel Comune di Rimini. Non si sa mai, potrebbe esserti utile.

Avellino, polveri sottili record: la lezione di Tramonti

abbruciamenti Avellino aria pulita

Uno dei tanti problemi dell’Irpinia è la qualità dell’aria. Da anni le polveri sottili “affogano” i nostri territori. Quest’anno Avellino è rientrata tra le prime sette città più inquinate d’Italia.

Una delle principali cause degli sforamenti sono gli abbruciamenti incontrollati di sterpaglie e potature che fanno salire i livelli di Pm10 e Pm2,5 nell’aria.

La soluzione però c’è e arriva da Tramonti, un Comune in provincia di Salerno. Perché non prendere spunto da loro?

Un biotrituratore
Un biotrituratore

La soluzione di Tramonti

Per abbattere l’inquinamento dovuto agli abbruciamenti, il Comune di Tramonti ha acquistato un biotrituratore.

Si tratta di macchine semplici e nemmeno molto costose che triturano gli scarti vegetali come fogliame e rami che in genere invece vengono bruciati nei campi e creano gas nocivi.

Il prodotto triturato, che assomiglia agli scarti di falegnameria, può essere usato come fertilizzante, combustibile, per le lettiere degli animali o per il compostaggio.

Come funziona

Per usare la macchina la procedura è molto semplice. A Tramonti bisogna inviare solo una mail alla segreteria del Comune oppure basta recarsi all’ufficio tecnico.

Ogni azienda o privato può usare il biotrituratore per massimo due giorni consecutivi. Al costo di 5 euro al giorno, viene portato direttamente dall’ente nei terreni dove sarà usato.

Avellino: guarda e copia!

L’invito che faccio al Comune è come al solito quello di ascoltare la voce dei cittadini e delle associazioni.

Legambiente ha consegnato già da gennaio il dossier Mal’Aria in Prefettura ma nessuna azione radicale è stata presa dalle autorità.

Al sindaco Gianluca Festa, alla maggioranza e all’opposizione chiedo di valutare davvero proposte come questa.

Sono idee economiche e semplici da attuare che da anni sono state messe in campo in altri territori della Campania e stanno funzionando. Perché allora non farlo anche noi?

Quanto costa un biotrituratore?

Il costo di un biotrituratore varia a seconda del tipo di macchina che si vuole scegliere.

Basta cercare un attimo online e se ne possono trovare dei tipi più svariati. Si passa da alcuni di circa 500 euro ad altri del costo di mille euro.

Per un Comune come Avellino e per un uso che la cittadinanza potrebbe farne (semmai anche pagando 5 euro al giorno), il costo di qualche macchina sarebbe davvero irrisorio. Che dite iniziamo a cambiare davvero le cose?