Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Avellino, viaggio fra campetti dimenticati e strutture fantasma

Fare sport e divertirsi all’aria aperta ad Avellino per i giovani avellinesi è un’impresa. Le strutture sono tutte abbandonate o chiuse. Dai quartieri al centro città la storia non cambia.

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Scopri in questo articolo il mio report sulla condizione delle strutture sportive, andato in onda su IrpiniaTv, canale 97.

Borgo Ferrovia: quel campo dimenticato da tutti

Il campo di calcio di Borgo Ferrovia è uno dei tanti enigmi di Avellino. Lo stadio, che si trova a pochi passi dalla scuola del quartiere, è stato abbandonato anni fa.

Per qualcuno non è agibile, per altri si tratta solo di dimenticanza amministrativa.

L’accesso al campo intanto è libero. Basta infatti divincolarsi tra le tante erbacce e rifiuti per entrare nell’impianto che, nonostante tutto, è ancora recuperabile.

Il campo è stato del tutto cancellato dall’incuria Le erbacce alte quasi due metri la fanno da padrona, mentre i rifiuti fanno capolino qua e là.

Vedere un campo di calcio di quelle dimensioni abbandonato così è paradossale. Soprattutto se sono fermi per la riqualificazione della struttura circa due milioni e mezzo di euro da oltre un anno.

Annino Roca: il mistero del campo abbandonato

Sulle condizioni dell’Annino Roca di San Tommaso le domande si infittiscono. Il campo, nonostante le centinaia di euro spese negli anni scorsi, è oramai rovinato.

Il manto erboso si è consumato e gli spalti sono diventati meta dei bivacchi serali degli incivili.

Nonostante alcune parti dello stadio siano inagibili e il terreno sia rovinato, il comune continua a consentire alle società dilettantistiche locali di allenarsi e sfruttare il campo.

L’Annino Roca è l’unica vera struttura da poter destinare a questo scopo oltre il Partenio Lombardi, è vero. Non è però corretto sfruttare la mancanza di impianti per non sistemare una volta per tutte lo stadio di San Tommaso e dotare il quartiere di una vera struttura.

Sulle condizioni dello stadio del popoloso quartiere avellinese, abbiamo ascoltato un giovane di San Tommaso, Nicola Adesso, che si è soffermato su come i cittadini spesso non abbiano cura della cosa pubblica.

Il 21enne di San Tommaso ha poi sottolineato quanto sia importante puntare sullo sport e soprattutto quanto sia difficile essere un giovane nel quartiere.

Campetti Huber: da fiore all’occhiello a centro vandalico

Storia ancor più triste è quella che riguarda i Campetti Huber di Valle. Da due anni la gestione della struttura è stata tolta alla vecchia associazione: l’Acsi Caterpillar.

La polizia Municipale di Avellino il 6 agosto 2019 ha ordinato lo sgombero dell’area perché, secondo il comune Capoluogo, l’associazione vantava delle morosità nei confronti dell’ente.

La questione non è stata mai risolta. Anche dopo l’archiviazione del caso da parte del tribunale monocratico di Avellino nel 2020, nessuno si è preso cura dei campetti.

La struttura è stata presa di mira da numerosi atti vandalici. Le telecamere e le porte all’interno della tensostruttura sono state rubate e divelte, così come gli arredi sportivi.

Da qualche mese poi l’accesso alla struttura è del tutto blindato. Il comune ha installato una recensione in ferro per evitare l’accesso da parte dei malviventi anche se sui lati i punti di accesso sono diversi.

Sulle condizioni dei campetti abbiamo ascoltato il giovane Angelo Romeo che si è soffermato sull’importante funzione di aggregazione che le strutture sportive hanno tra i giovani.

Sport ad Avellino: l’abbandono dei campi minori

Nel quarto appuntamento dell’inchiesta sulle strutture sportive ad Avellino, mi sono soffermato sulla condizione dei campetti di cemento e di quelli in erba sparsi nei rioni e nei quartieri della città.

Da San Tommaso a Rione Parco, Rione Mazzini e Valle la situazione è pessima. Le porte nella maggior parte dei casi sono rotte o sono state rimosse e le erbacce spesso rendono impossibile organizzare partite e tornei.

Con Giuseppe Matarazzo abbiamo parlato di questo. Lui si è soffermato anche sulla chiusura della Piscina Comunale e di come sia importante ad Avellino puntare su nuovi sport come lo skateboarding.

Tante strutture ma tutte chiuse: parla Saviano

Con il delegato provinciale del Coni, Giuseppe Saviano, è terminato il report sulla condizione delle strutture sportive di Avellino.

Saviano ha sottolineato quanto, a causa del Covid, i giovani stiano soffrendo. Lo sport in molti casi è infatti impraticabile.

In più le strutture ad Avellino e provincia sono carenti e quelle poche rimaste sono inagibili o chiuse per altre motivazioni.

L’appello del delegato Coni alle istituzioni è stato netto: «Bisogna aprire le strutture che ci sono. Basta interessi personali».

Avionica, giovani di nuovo colpiti dalla malapolitica: il caso

Avionica, giovani di nuovo colpiti dalla malapolitica: il caso

Colpire Avionica significa attaccare i giovani della città: quella fetta di Avellinesi che non si sono voluti arrendere alle inefficienze dell’amministrazione comunale, ma che hanno provato a sognare.

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In un giorno, sui media, l’associazione che gestisce il Casino del Principe è passata da eccellenza di Avellino a cancro da estirpare il prima possibile. I dubbi sull’accaduto però sono tanti. Vediamo cos’è successo davvero.

Avionica: arrivano i vigili

Il primo settembre al Casino del Principe, durante un concerto organizzato da Avionica, sono arrivati i vigili urbani di Avellino. I caschi bianchi hanno fermato l’evento condotto dal gruppo nazionale dei Gazebo Penguins per presunte irregolarità relative a una carenza documentale (SCIA).

Sul punto Avionica rischia delle sanzioni e, se necessario, dovrà difendersi nelle sedi competenti; non sul tribunale dei social né dalla gogna mediatica.

Nemmeno il tempo di terminare le operazioni di verifica e riconoscimento dei presenti, regolarmente prenotati online e dotati di green pass, che la notizia è stata diffusa sui media.

“Casino del principe nel degrado. Concerto abusivo: arrivano i vigili per porre fine allo scempio”. Era questo il titolo dell’articolo che non linko volutamente.

In poche ore la macchina del fango è entrata in funzione. Avionica è stata additata come responsabile del degrado di una delle strutture del capoluogo. Ma vediamo bene cos’è successo.

Leggi qui le parole ufficiali di Avionica dopo l’accaduto.

Degrado al Casino del Principe: foto vecchie e false

Presto in città si sono diffuse le immagini del (presunto) “degrado” del Casino del Principe. Stanze storiche adibite a deposito con sporcizia e rifiuti ovunque.

Peccato però che quelle foto non rispecchino la realtà.  Le immagini, infatti, si riferiscono a stanze del Casino gestite dal Comune di Avellino e non nella disponibilità di Avionica.

Aule dove anni fa si sono riunite altre associazioni e realtà.

Il Casino del Principe infatti è stato sfruttato anche per esempio dal Forum dei Giovani, quell’ente sparito improvvisamente e presieduto da Stefano Luongo, attuale assessore al Patrimonio di Avellino (che ha usufruito della sala musica della struttura).

Intanto però, Avionica a ottobre dovrà lasciare il Casino a causa della scadenza della convenzione. I margini di un rinnovo infatti non sembrano esserci.

Lo “strano intervento” dei vigili

Gli uomini del comando di Avellino erano già passati nel tardo pomeriggio al Casino. Proprio quando era presente anche il sindaco Festa per l’inaugurazione di una mostra (il primo cittadino, dopo il controllo dei caschi bianchi, si è detto indignato per quanto accaduto).

I ragazzi stavano organizzando gli spazi per la serata di qualche ora dopo, ed erano iniziate le classiche prove di “rito”.

Intorno alla mezzanotte poi, sono arrivati di nuovo i caschi bianchi. Questa volta accompagnati anche da due pattuglie della Polizia di Stato.

Quello che ha fatto molto riflettere sui social e, perché no, fatto strappare anche un sorriso a qualcuno, è stata la celerità con cui sono intervenute le forze dell’ordine (non sempre accade).

Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai il sindaco non ha mostrato la sua indignazione per le condizioni del Casino quando era lì poche ore prima?

Se veramente la struttura è abbandonata al degrado, come mai non ha fatto subito valere il suo ruolo di amministratore?

Le domande sono tante. Le risposte purtroppo no.

Cos’è Avionica?

Avionica è un’associazione cittadina affiliata all’Arci, che ha in gestione dal 2018 diversi spazi del Casino del principe.

Con la vittoria del progetto Jump finanziato dal bando Benessere Giovani infatti, la struttura è stata affidata a diverse associazioni.

Altri spazi poi sono rimasti vuoti e abbandonati in mano all’amministrazione comunale.

Avionica, da prima del covid, ha sempre organizzato eventi e iniziative. Dagli spazi di co-working e aule studio, agli open space e ai laboratori aperti al pubblico.

Con il covid i ragazzi non si sono arresi. Ne sono la prova gli eventi come quello di due giorni fa, gratuito per tutti (previa sottoscrizione a tessera Arci al costo di 7 euro l’anno) ed esibizione del green pass con possibilità di fare il tampone gratuitamente.

Avionica: il grande lavoro che c’è dietro

Ma chi sono questi “criminali” di Avionica (così sono stati dipinti per l’accaduto). Sono semplici ragazzi e ragazze. Sono Avellinesi che non si sono voluti arrendere all’inefficienza della politica.

Sono un gruppo di giovani che dal 2018, nonostante le richieste fatte al comune di siglare un patto di gestione del Casino, hanno provveduto da soli a tagliare l’erba, sistemare i bagni e tutto quello che era stato lasciato all’abbandono.

Il bando vinto infatti, non prevedeva la manutenzione della struttura. Eppure loro lo hanno fatto, sostituendosi all’amministrazione comunale, carente anche in questo.

Avionica è quella realtà che non ha voluto voltare le spalle al futuro della città e che si è voluta opporre in modo netto alla mancanza di serie politiche giovanili ad Avellino

Il concerto era abusivo? Mancava la SCIA? Starà alle forze dell’ordine stabilirlo, ma non è questo il punto. Se c’è qualcuno che ha sbagliato è giusto che venga punito.

L’unica certezza al momento però è che l’immagine e il lavoro di tanti giovani cittadini è stato infangato. E questo non è corretto. In poche righe sono state pubblicate immagini false che hanno messo in dubbio lo sforzo e la passione che Avionica ha messo per il Casino del Principe.

Se i giovani si disinteressano alla città e preferiscono andar via, forse è arrivato il momento di farsi due domande. Chi è responsabile lo sa. Si passi una mano sulla coscienza. Non bastano sorrisi, fuochi e qualche evento per risollevare Avellino. Bisogna agire!

Avellino preistorica: unico capoluogo senza domicilio digitale

Avellino preistorica: unico capoluogo senza domicilio digitale

Avellino è l’unico capoluogo di provincia italiano a non aver attivato il domicilio digitale.

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Eppure uno degli spot elettorali di questa amministrazione era “Avellino città Smart”. Che fine hanno fatto questi annunci? Solo le solite promesse?

Carta d’identità: l’impresa del rinnovo

Il domicilio digitale consente di velocizzare pratiche e servizi per i cittadini rendendo la maggior parte delle operazioni accessibile anche online.

Ti consente infatti di contare su procedure più rapide e semplici e di ottenere autocertificazioni e documenti come certificati anagrafici e cambi di residenza, direttamente online.

Da un comune che per rinnovare le carte d’identità può contare solo su un impiegato e ha dei tempi minimi di attesa di due mesi nonostante la possibilità di prenotare online, cosa ci si può aspettare?

La digitalizzazione di Palazzo di Città è all’anno zero.

Avellino, unico capoluogo senza domicilio digitale

Visitando il sito del Ministero degli Interni sull’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente, ho notato che Avellino è l’unico capoluogo di provincia a non essere dotato di domicilio digitale.

Eppure da una città “Smart, enjoy e green” non ti aspetti questo. Ma badate bene, non finisce qui.

L’aspetto più grave non è che siamo l’unico capoluogo a non aver attivato il domicilio digitale; ma che siamo uno dei pochi comuni d’Italia a non averlo fatto.

Domicilio digitale: Avellino non è iscritto all'anagrafe dei comuni aderenti.
Domicilio digitale: Avellino non è iscritto all’anagrafe dei comuni aderenti.

Tecnologia ad Avellino: numeri dai preistoria

Avellino è una città preistorica rispetto alla digitalizzazione. Per renderci bene conto della gravità della situazione, ecco due numeri.

Su 7904 comuni italiani, solo 235 enti oltre ad Avellino non hanno attivato il domicilio digitale (fonte: Anpr aggiornato al 25/08/2021).

Domicilio digitale: l’importanza per il cittadino

Il domicilio digitale è una grande opportunità per il cittadino. Il servizio garantisce infatti, la possibilità di accedere a numerosi documenti e di reperire molte informazioni accedendo semplicemente con identità digitali come Spid, Cns e Cie.

Tutto comodamente accessibile dal cellulare che hai in tasca. Basta fastidiosi recapiti a casa che, vista la tua assenza, ti costringono a recarti in posta.

Basta attese inutili per documenti fondamentali. Basta notifiche tardive legate a pagamenti che, come se niente fosse, si trasformano in more da pagare.

Poco importa se il cittadino, quel povero cittadino, i documenti li abbia già ricevuti in ritardo. Spesso frustrazione e impotenza sono tali, che si preferisce pagare in più pur di non contestare una richiesta ingiusta.
Con il domicilio digitale parte di queste incombenze sarebbero risolte.

Puoi infatti vedere, scaricare e stampare i tuoi dati anagrafici e richiedere autocertificazioni sostitutive delle certificazioni fin da subito.

Provare per credere: basta spostarsi qualche chilometro più in là. Mercogliano per esempio, si è mossa da tempo. Per Avellino, chissà quanto dovremo aspettare ancora.

Avellino, Aiello non fa miracoli: è la politica che dorme

Avellino, Aiello non fa miracoli: è la politica che dorme

Quando c’è la volontà nulla è impossibile. Anche la chiesa dei Liguorini a San Tommaso, popoloso quartiere di Avellino, presto sarà salva.

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La Diocesi del capoluogo irpino, su richiesta del Vescovo Arturo Aiello, è riuscita a sistemare un altro tassello della storia cittadina.

La domanda però sorge spontanea: “Perché non ci riesce anche il Comune?”.

Aiello: il vescovo che fa miracoli

Da quando è arrivato ad Avellino nel 2017, il vescovo Aiello ha restituito alla città tanti spazi che l’amministrazione pubblica aveva abbandonato.

Di cosa sto parlando? La grande aiuola di piazza Libertà, il verde e i campi sportivi di Parco Palatucci, il restauro del Duomo, sono solo alcuni dei grandi interventi portati avanti dal vescovo Aiello negli ultimi quattro anni.

Come promesso poco meno di due anni fa, adesso, inizieranno i lavori per salvare la Chiesa settecentesca dei Liguorini a San Tommaso.

La Chiesa dei Liguorini oggi
La Chiesa dei Liguorini oggi

Perché deve muoversi la Curia?

Perché l’amministrazione comunale non lo fa? Qualunque sia il punto di vista, qualcosa non torna. Forse, in realtà, tutto torna: se guardiamo, anche, a cosa è accaduto negli ultimi anni.

Eppure gli incentivi per l’amministrazione non mancano. Nulla di diverso dai predecessori, si intende.

Facciamo i conti giusto per capire quanto un’amministrazione venga pagata per fare o, talvolta (si spera poche volte), per non fare. O non fare abbastanza.

I freddi numeri: il sindaco guadagna oltre 4500 euro lordi al mese, il vicesindaco 3381, gli assessori tra i 1352 e i 2705 euro e i consiglieri 32 euro a seduta. Un gettone di presenza niente male, che dite?

La rabbia cresce perché a volte basta poco per fare la differenza. Quello che il vescovo sta facendo, lo dimostra.

Negli ultimi decenni gli amministratori di Avellino non hanno mai dimostrato interesse per la città e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Come diventare un sindaco modello

Già, ma cosa deve fare un sindaco? Una ricetta perfetta, ovviamente, non esiste.

Dopotutto anche i giudizi sull’operato di qualcuno finiscono, spesso, per peccare di parzialità. Allora, forse, può essere più semplice procedere per esclusione.

Cosa non basta per essere un buon sindaco? Di certo i requisiti anagrafici o il sangue biancoverde. Tutt’al più aggiungono del colore, ma poi serve la sostanza.

Una progettualità chiara, conoscenza della macchina amministrativa, libertà dal giogo del consenso, capacità di sfidare lo status quo quando andare contro-corrente è l’unico modo di centrare i risultati sul lungo termine. Gli unici che contano.

Non solo promesse e annunci che, per un caso o per un altro vengono puntualmente disattesi.

Il Vescovo di Avellino, Arturo Aiello.
Il Vescovo di Avellino, Arturo Aiello.

È semplice puntare il dito

Sì, sicuramente sì. È troppo semplice puntare il dito e criticare cosa non va.

Il problema di fondo però è sempre lo stesso da anni: la mancanza di ascolto e collaborazione.

Tramite questo blog abbiamo segnalato disservizi e idee per Avellino. Sia via Pec, sia in modo più informale. Non c’è stata mai una risposta.

Eppure si trattava di ordinaria amministrazione: dalla sostituzione delle giostre per bambini, alla riqualificazione dei monumenti, alla cura del verde urbano.

Quando i cittadini, specialmente se giovani, hanno voglia di migliorare la propria città, devono essere ascoltati.

Perché noi giovani, purtroppo, ad Avellino non abbiamo lo spazio che meritiamo. Quello spazio, anche più istituzionale, che ci è stato tolto anni fa. Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Per adesso l’auspicio più grande è che il Vescovo Aiello inizi a dare ripetizioni private a chi amministra la nostra città. L’alternativa è che ci vuole un miracolo, per…Davvero.

L’idea del 16enne Andrea: Avellino riparta da turismo e digitale

L’idea del 16enne Andrea: Avellino riparta da turismo e digitale

“L’Irpinia è una terra piena di problemi, non c’è futuro qui”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? Per me però le soluzioni devono arrivare dai cittadini.

L’obiettivo del mio blog alla fine è questo: quello di raccogliere idee e segnalazioni dei cittadini che hanno voglia di cambiare le cose.

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Oggi parleremo dell’idea di Andrea Mastroberti, 16enne molto legato ad Avellino che ha voluto fare una proposta all’amministrazione comunale.

Si riparta dal turismo

«Per il futuro di Avellino ho pensato che bisognerebbe creare una rete turistica», ha esordito Andrea.

«Si potrebbe partire dal posizionamento delle classiche cartellonistiche d’indicazione e informative nelle strade della città e vicino ai monumenti principali».

«Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città».

Ad Avellino non si è mai puntato molto sul settore turistico, eppure questa potrebbe essere un’ottima strategia per risollevare l’economia locale e per dare visibilità al nostro territorio.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Perché nessuno punta sul turismo?

Andrea ha deciso di dare la sua idea sulla questione cultura e turismo ad Avellino: «Credo che nessuno si sia mai interessato allo sviluppo turistico della città».

«I monumenti che abbiamo non vengono valorizzati, il turista non è invogliato a visitarli».

Andrea vive nella provincia di Napoli anche se ha una famiglia di origine irpine, i nonni e la mamma sono di Roccabascerana.

Nonostante lui non viva qui, ha un forte legame con l’Irpinia e in particolare con Avellino.

«Scendo spesso in città anche per fare solo una passeggiata – ha detto Andrea -. Penso che Avellino non abbia fatto molti passi in avanti per diventare un luogo a misura di giovane».

Avellino e i giovani

«Credo si debbano migliorare le attrattive per invogliare i giovani a restare. Molti ragazzi sono andati via per la mancanza di opportunità anche se amano questa terra», ha sottilineato Andrea.

«Al di là del problema sul futuro lavorativo dei giovani, Avellino potrebbe migliorare molto su tante altre tematiche: dalle strutture sportive, all’inclusione sociale, divertimento, intrattenimento e così via».

Avellino che futuro ha?

Andrea è molto ottimista sul futuro di Avellino. «Fin’ora non c’è stata una vera voglia di creare opportunità. Sono convinto che questa città possa tornare a risplendere».

«Avellino ha bisogno di essere curata e amata da tutti. Bisogna ripartire dai giovani».

Per il 16enne infatti bisogna innovare un po’ la città perché molto spesso si tende a pensare Avellino solo in un’ottica post terremoto.

«Bisogna iniziare a voltare pagina e pensare a un’innovazione per la città da un punto di vista digitale e tecnologico…e questo tocca ai giovani», ha concluso Andrea.

Viale Italia Avellino: focolaio scongiurato. Cure a piazza Kennedy

Viale Italia Avellino: focolaio scongiurato. Cure a piazza Kennedy

Ce l’abbiamo fatta, un’altra battaglia pubblicata su questo sito è stata portata a termine.

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La cooperazione tra cittadini, associazioni e amministratori si è rivelata ancora una volta vincente. Speriamo che le orecchie di palazzo di Città siano sempre più aperte verso chi vuole collaborare per il bene di Avellino.

Viale Italia: focolaio scongiurato

Il 25 luglio scorso su questo sito avevamo segnalato il problema di un platano gravemente malato a Viale Italia.

Nell’articolo ci eravamo spinti a farne una prima diagnosi, dicendo che forse era malato di cancro colorato.

Il rischio era che, senza un immediato intervento, la malattia si diffondesse anche ad altri platani, rischiando così di infettare nuovi alberi.

A pochi passi dall’albero malato infatti c’è un platano monumentale, l’unica pianta cittadina riconosciuta a livello regionale.

L’intervista fatta da IrpiniaTv

Viale Platani: quando i cittadini collaborano…

Dopo l’articolo, come facciamo di solito, inviamo via Pec al comune proposte e segnalazioni di qualsiasi tipo.

Abbiamo così scritto una lettera al comune lo scorso 26 luglio con la quale abbiamo segnalato lo stato dell’albero e la sua pericolosità in caso di mancato intervento. Qui sotto puoi trovare il testo della lettera.

Forse sarà un caso, ma intanto il comune si è attivato e nell’arco di due settimane ha dato il via agli interventi previsti per legge che purtroppo contemplano solo l’abbattimento delle piante.

L’intervista rilasciata a Ottochannel

Da Viale Italia a Piazza Kennedy: salvato il verde

Il problema dell’albero di Viale Italia lo avevamo segnalato noi del circolo Legambiente Avellino – l’Alveare alla stampa.

Lo scorso 19 giugno abbiamo organizzato una manifestazione a Piazza Kennedy, nell’attuale Parco Di Nunno, per chiedere al comune di salvare i 18 pini affetti dalla cocciniglia.

Avevamo chiesto a Palazzo di Città di intervenire con una terapia sperimentale che potrebbe scongiurare l’abbattimento delle piante.

Così dopo i sopralluoghi degli esperti della Federico II, il comune ha deciso di seguire la linea della sperimentazione e ha approvato le cure per i pini del Parco di Nunno per una spesa di soli 2mila euro.

L’intervista rilasciata a Irpinianews

Verde pubblico: c’è tanto da fare

Parlando di verde pubblico ad Avellino c’è sicuro ancora tanto da fare. Manca infatti un piano verde ufficiale e aggiornato che preveda la cura e gli interventi di nuove piantumazioni.

L’auspicio è che l’amministrazione comunale, con l’aiuto di cittadini e associazioni, possa pianificare una volta per tutte gli interventi di cura del verde cittadino e riportare Avellino allo splendore della tanto decantata “città giardino”.

Idea per Avellino: giochi per bimbi disabili. Ci sono i fondi

Idea per Avellino: giochi per bimbi disabili. Ci sono i fondi

L’abbattimento delle barriere architettoniche è una delle sfide più difficili per un’amministrazione comunale.

Basta girarci intorno per renderci conto che Avellino, così come tante altre città, non è facilmente accessibile ai diversamente abili e in particolari alle persone in carrozzella.

Proprio da questo problema nasce la mia nuova proposta per la città. (Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

Giostre per i bimbi disabili

Quando sono stato a Vieste quest’anno, in una delle piazze della città ho notato una giostra per bambini che non avevo mai visto qui.

Mi sono avvicinato e ho letto su un cartello che era riservata ai più piccoli in sedia a rotelle.

Devo ammettere che sono rimasto contento di questa pensata del comune pugliese. Così ho pensato: “Perché non installarle anche ad Avellino?”.

Giostre “speciali”, sono così rare?

Come potrete immaginare la risposta a questa domanda è no, anzi. Le giostrine dedicate ai bambini diversamente abili sono anche abbastanza comuni.

Ci vuole però una certa sensibilità da parte delle amministrazioni comunali. Questo fin’ora ad Avellino non è quasi mai avvenuto.

Un esempio di giostra per i bimbi in carrozzella.
Un esempio di giostra per i bimbi in carrozzella.

Giostre per disabili. Problema fondi?

Come può il comune di Avellino finanziare l’installazione di queste giostre in città? La soluzione c’è.

Grazie all’amico Pasquale Matarazzo che ha fatto un appello su Facebook, ho scoperto che la Regione Campania ha indetto un bando ad hoc proprio per questi interventi.

I fondi a disposizione sono 100mila euro e saranno destinati in particolare ai comuni con più di 50mila abitanti.

Dalle 08 del 18 agosto alle 12 del 17 settembre 2021, c’è tempo per presentare domanda di finanziamento via pec, inviando una richiesta all’indirizzo dg.500500@pec.regione.campania.it.

Comune, ora mancano le carte!

La scorsa settimana abbiamo parlato di quanti bambini ad Avellino non possono giocare sulle giostrine perché rotte in diverse zone della città.

Approfittando proprio di questo disservizio, l’amministrazione comunale ora potrebbe risolvere due problemi in uno.

Sistemare le giostre vecchie, e installare dei nuovi giochi per i bambini diversamente abili.

Cara amministrazione lascio qui il link del bando indetto dalla Regione. Se vi dovesse servire…è gratis!

Estate avellinese: arrivano De Martino, Izzo e Paolantoni

Che coppia noi 3, lo spettacolo arriva ad Avellino.

Stefano De Martino, Biagio Izzo e Francesco Paolantoni animeranno l’estate avellinese. I dettagli dell’evento sono pochi ma la data è blindata. Tutte le novità.

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Che Coppia noi 3: la tournée napoletana

Andrà in scena ad Avellino lo spettacolo “Che Coppia noi 3“. Oltre ai tre volti noti napoletani ci sarà anche il regista Mario Porfito.

A darne notizia è stato direttamente lo show man e ballerino, Stefano De Martino. Con un post su Facebook e una storia su Instagram, l’ex marito di Belen Rodriguez ha annunciato la tournée estiva che ad agosto toccherà sedici città.

Che coppia noi 3: di cosa parla?

Che coppia noi 3 nasce dal forte legame che c’è tra i tre napoletani che da anni collaborano sui set di spettacoli teatrali e televisivi.

Il portale lagazzettadellospettacolo.it ha spiegato il ruolo dei tre artisti durante lo spettacolo:

«Stefano De Martino può essere identificato come un “cantastorie” che cerca di tenere a bada gli esuberanti compagni di scena, Biagio Izzo spinge la sua comicità nella leggerezza di grassa risata che ci ha insegnato a vivere in questi anni, Paolantoni in scena porta quello che sono i personaggi, che dovrebbero essere di una espressione teatrale alta, ma che trasformano Dio e il Principe Azzurro delle favole, in una occasione per farsi quattro risate sui qui-pro-quo».

Quando saranno ad Avellino?

Le tappe saranno tutte nel centrosud, con ben otto serate solo in Campania. Ad Avellino toccherà la penultima data di agosto.

Il trio sarà nel capoluogo infatti il prossimo 27 agosto. Non sono noti ancora il luogo e l’orario dello spettacolo.

de martino, izzo e paolantoni ad Avellino
La storia di Stefano De Martino sulla tournée ad Avellino.

Gratuito o a pagamento?

La locandina sponsorizzata da De Martino, invita i fan a visitare il sito Go2.it per info e prevendite.

Non tutte le date però sono ancora state caricate sul portale e non c’è nemmeno quella di Avellino.

Il motivo? O l’evento sarà aperto al pubblico e senza biglietto, oppure si aspetta la presentazione del cartellone estivo avellinese che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni da parte dell’amministrazione comunale.

Avellino, ancora giostre rotte: bimbi tristi e dimenticati?

Giostre rotte ad Avellino.

Dopo bandi, soldi spesi e aree giochi chiuse, a non tutti i bambini di Avellino è ancora concesso giocare e divertirsi liberamente.

Scivoli e altalene in alcune zone della città sono danneggiate o sporche e il diritto al divertimento non è sempre garantito.

Nonostante gli interventi fatti dall’amministrazione Festa, in alcuni spazi verdi i giochi sono ancora rotti, sporchi o sono stati rimossi e mai più restituiti alla città.

È da capire poi come facciano queste giostre a rompersi in continuazione. (Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!).

L’altalena rotta di Largo Salvatore Scoca, nei pressi del discount MD.

Giostre rotte: dove sono quelle buone?

Salvo qualche intervento di manutenzione straordinaria, le giostre gratuite e in buone condizioni per i bambini ad Avellino sono un’utopia in alcune parti della città.

Che si tratti di centro città, ville o parchi la situazione non cambia. Si passa dalle altalene rotte, fino agli scivoli senza manutenzione e alle giostre rimosse e mai sostituite.

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e così è giusto sottolineare che dopo mesi di segnalazioni da parte dei cittadini alcune giostre sono state riparate.

È il caso di Parco Santo Spirito (che però ha ancora bisogno di tanti interventi), della villa Comunale di Corso Vittorio Emanuele, dei parchetti di Contrada Baccanico e così via.

Facendo un breve giro in città, abbiamo però fotografato ancora delle giostre rotte. Qui i cittadini sono stati meno fortunati e nonostante i sopralluoghi del comune il problema non è stato ancora risolto.

Stiamo parlando delle altalene di Largo Salvatore Scoca che da molto tempo sono state rimosse perché rotte, o di quelle della Villa di via Cristoforo Colombo che avrebbero bisogno di una sistemata o degli scivoli di Valle che sono pieni di sporcizia.

Non mancano poi le erbacce a San Tommaso o lo scivolo rotto e con i chiodi sporgenti di Piazza Giuseppe Mazzini.

Quelle giostre dimenticate di Via Colombo

Se da un lato nella villa comunale del Corso lavora ancora un giostraio che, dopo interruzioni e concessioni scadute, è finalmente riuscito a tornare, per la gioia dei bambini, nel posto che occupava da 15 anni, nell’altra villa non è tutto rose e fiori.

L’area verde dell’ex Distretto è in pieno degrado tra fontane rotte, cestini spariti e sporcizia.

Un altro tasello che poi manca sono le giostre che anni fa c’erano in fondo alla villa e che per un motivo o per un altro sono state eliminate, togliendo così lavoro ai giostrai e divertimento ai più piccoli.

Quel diritto al gioco a volte dimenticato

L’importanza delle giostre e di luoghi adatti al tempo libero dei bambini non è per niente da sottovalutare.

Il diritto al divertimento, al tempo libero e al gioco è anche questo ed è stato riconosciuto dalla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, approvata già nel 1989.

In Italia è stato ratificato nel 1991 con la legge 176. L’importanza dei momenti ludici all’aperto per i bambini, è stata evidenziata anche da importanti studi americani come quelli condotti dall’American Academy of Pedriatrics.

La mancanza di luoghi gratuiti, liberi e sicuri dove i bambini possano passare il tempo libero e divertirsi con i loro coetanei, è un problema da non sottovalutare.

Le giostre pulite e sistemate in tutta la città non risolverebbero totalmente il problema anche se per Avellino sarebbe già un grande passo.

Platani, nuovo focolaio di cancro colorato ad Avellino?

Platani, nuovo focolaio di cancro colorato ad Avellino?

Il verde di Avellino è sempre più secco. Il caldo estivo, le malattie e la mancanza di manutenzione continuano a decimare alberi e piante cittadine e intanto il rischio di perdere per sempre il noto viale Italia è sempre più concreto.

Dall’altro lato del viale, alle porte di Corso Vittorio Emanuele, un albero è quasi morto. È di nuovo il cancro colorato? (Entra nel gruppo Whatsapp. Riceverai le segnalazioni, le idee e le vittorie ottenute da noi cittadini. Ti aspetto!)

Nuovi rischi per viale Platani

Negli ultimi anni viale Platani è stata una delle zone verdi cittadine più colpite dall’incuria e dai tagli a causa del cancro colorato, una malattia che di fatto fa morire gli alberi.

Dopo i continui abbattimenti imposti per legge a cui abbiamo assistito, tornano brutti presentimenti per il viale alberato più noto di Avellino.

Un platano all’altezza della scuola media Solimena, nelle ultime settimane, si è seccato del tutto e il rischio che sia infetto da cancro colorato è molto elevato.

Un altro platano infetto?

Una malattia si stabilisce in primis dai sintomi del paziente e i segnali di allarme lanciati dall’albero di viale Italia sono quasi inequivocabili.

L’albero, nel pieno del periodo vegetativo ha iniziato a perdere le foglie e via via a seccarsi.

Gli esperti che ho consultato temono si tratti di cancro colorato. Tuttavia sono necessarie delle indagini ad hoc condotte da esperti autorizzati, che ne confermino o meno la malattia.

Il platano malato di Viale Italia ad Avellino.
Il platano malato di Viale Italia ad Avellino.

Qual è il rischio?

Se si dovesse trattare di cancro colorato, il rischio di dover assistere a decine e decine di nuovi tagli di platani è molto elevato.

Questa malattia infatti si trasmette per contatto diretto tra piante infette e non. In più, secondo quanto stabilito per legge, per ogni pianta malata di cancro colorato da abbattere bisogna tagliare anche quelle circostanti.

Questo significa non solo perdere un importante patrimonio arboreo ma anche un enorme danno per le casse del comune già in rosso da tempo.

Cosa si dovrebbe fare?

Per prima cosa il comune dovrebbe accertarsi che si tratti di cancro colorato. Qualora non fosse così si dovrebbe comunque controllare lo stato dell’albero visto che sicuro è malato.

Nel pieno dell’estate infatti non è possibile che un albero come il platano non abbia nemmeno una foglia.

Una volta accertata la malattia si dovrebbe procedere o con la cura o, nel caso del cancro colorato, con l’abbattimento.

L'albero infetto visto da Corso Vittorio Emanuele.
L’albero infetto visto da Corso Vittorio Emanuele.

Avellino e gli alberi malati

Ad Avellino purtroppo non sono solo i platani a essere malati. Anche i pini di piazza Kennedy rischiano la morte e l’abbattimento.

Gli alberi del parco cittadino infatti sono affetti dalla cocciniglia, un parassita che, se non curato in modo sperimentale, porta al necessario taglio delle piante.

Con il circolo Legambiente Avellino – L’alveare, abbiamo segnalato al comune questo problema che è emerso più di un anno fa. Adesso sembra che l’amministrazione Festa si stia interessando per far partire le cure con l’aiuto degli esperti della Federico II.

Un annuncio simile però era già stato fatto l’anno scorso. Succederà davvero qualcosa questa volta? Speriamo…nel frattempo continuiamo a segnalare!