Avellino, “Covid hospital” già durante Colera e Spagnola

covid hotel avellino

«Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l’altro», disse Victor Hugo e probabilmente aveva ragione.

In questo periodo di emergenza sanitaria ci siamo resi conto di come tante abitudini adottate nel passato durante le pandemie dei secoli scorsi, sono state rispolverate per fronteggiare il Coronavirus.

Anche Avellino, che per altro ha proprio un palazzo intitolato ad Hugo, ha affrontato diverse epidemie con i lazzaretti. Covid Center prima del coronavirus. Anche allora, come oggi, le parole d’ordine erano isolamento e distanziamento.

I Covid Hotel dell’800

Nelle ultime settimane in Italia si sta sempre più parlando di Covid Hotel per accogliere i malati meno gravi di Coronavirus che non possono restare a casa con i loro familiari.

Questa idea, come potete immaginare, prende esempio dai vecchi Lazzaretti dove i malati seguivano la quarantena in attesa della guarigione.

Oltre un secolo fa anche ad Avellino le amministrazioni comunali avevano aperto ben due “hotel” per i malati meno gravi di Colera e Spagnola.

Dove si trovavano?

A svelare questa curiosità storica avellinese ci ha pensato sui social lo storico Andrea Massaro.

«La città di Avellino ha avuto tra le sue strutture vari lazzaretti in epoche diverse. L’ultima, in ordine di tempo, richiama la terribile influenza, la “spagnola”, che fece 50 milioni di vittime e che infuriò negli anni 1918-20», ha scritto Massaro.

L’esperto della storia irpina ha infatti raccontato che uno dei diversi “Hotel” per i malati si trovava in località Santo Spirito, a pochi passi dall’attuale Parco Manganelli di via Francesco Tedesco.

Questo lazzaretto poi fu messo in vendita insieme ad altri beni importanti della città nei primi anni successivi all’epidemia a causa del forte deficit dei bilanci comunali.

La foto dell’atto di avviso s’asta per la vendita del lazzaretto (Fonte: Andrea Massaro)

Un’altra struttura poi, che risale invece all’epidemia di Colera di fine ottocentro, si trovava tra il Convento dei Cappuccini e la Scuola Agraria.

Violenza sulle donne: studenti online per dire basta

battiamoci insieme no alla violenza sulle donne

Mercoledì 25 novembre, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. ?

A causa dell’emergenza sanitaria molte manifestazioni di sensibilizzazione sul tema non potranno essere fatte. Così mi è venuta un’idea.

Flashmob online

Essendo anche io uno studente, mi sono reso conto che il problema della violenza sulle donne non viene mai affrontato abbastanza. ?

Ho perciò pensato a un grande evento online, a distanza, nel quale noi studenti siamo i protagonisti. ?

Il 25 novembre, gli studenti di tutte le scuole che hanno aderito e aderiranno all’iniziativa, potranno farsi un segno rosso simbolico sotto l’occhio destro o indossare una maglia rossa, scattarsi un selfie e taggare la page Instagram @battiamocinsieme. ?

Su questo profilo social tutti gli studenti potranno trovare notizie su come la violenza sulle donne sia presente in Italia. Grazie alla mia compagna di classe Noemi D’Archi, infatti, abbiamo ricercato diverse informazioni per rendere l’evento il più istruttivo possibile. ?‍?

Quante scuole hanno aderito?

Abbiamo fatto tutto in pochi giorni. Siamo riusciti ad arrivare, grazie ai social, in sette regioni diverse, da nord a sud. Gli studenti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Sardegna e Sicilia infatti, parteciperanno all’evento.

Siamo riusciti a raccogliere adesioni di migliaia e migliaia di studenti unendo ben trentasei scuole, tutte con un unico obiettivo: combattere la violenza sulle donne.

Chi ha sposato la proposta?

Ecco le scuole che hanno aderito all’iniziativa grazie alla sensibilità dei rappresentanti di istituto:

Avellino

  • Convitto Nazionale Pietro Colletta

  • Istituto Agrario “Francesco De Sanctis”

  • Istituto tecnico Geometri “Oscar D’Agostino”

  • Liceo Scientifico “Vittorio De Caprariis” (Avellino, Altavilla e Solofra)

  • Liceo Classico, Scienze Umane ed Economico Sociale “Publio Virgilio Marone”

  • Istituto tecnico economico “Luigi Amabile”

  • Liceo scientifico “Pasquale Stanislao Mancini”

  • Istituto Alberghiero Ipseoa “Manlio Rossi Doria”

  • Istituto Tecnico Tecnologico “Guido Dorso”

  • Isiss Gregorio Ronca (Solofra)

  • Iiss Francesco De Sanctis (Sant’Angelo dei Lombardi)

  • Liceo Classico “Pietro Colletta”

  • Liceo “Paolo Emilio Imbriani”

  • Isiss “Paolo Anania De Luca”

Abruzzo

  • Iis G.Peano – C.Rosa (Nereto)

Calabria

  • Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci (Reggio Calabria)

Campania

  • Ites Leonardo Da Vinci (Santa Maria Capua Vetere)

  • Isis Leonardo Da Vinci (Poggiomarino)

  • Liceo E.G. Segrè (San Cipriano d’Aversa)

  • Liceo Scientifico Armando Diaz (Caserta)

  • Liceo Alessandro Manzoni (Caserta)

  • Liceo Giannone (Caserta)

  • Istituto alberghiero Ipssart (Teano)

  • Its G. Buonarroti (Caserta)

  • Itis-Liceo Scientifico F Giordani (Caserta)

  • Liceo G.B. Piranesi (Capaccio)

  • Liceo Alfonso Gatto (Agropoli)

Basilicata

  • Iis Enrico Fermi (Policoro)

Emilia Romagna

  • Liceo Rinaldo Corso (Correggio)

  • Liceo Manfredo Fanti (Carpi)

  • Its Luigi Einaudi (Correggio)

Lombardia

  • Isis Giulio Natta (Bergamo)

  • ISchool (Bergamo)

  • Isis Luigi Einaudi (Dalmine)

  • Liceo Scientifico Lorenzo Mascheroni (Bergamo)

Puglia

  • Iiss Giuseppe Toniolo (Manfredonia)

Sardegna

  • Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II (Cagliari)

Sicilia

  • Iis Francesco Redi (Paternò)

  • Iss Quintino Cataudella (Scicli)

  • Iis Isa Conti Eller Vainicher

Storia breve di Avellino: fra re, papi e contesse

Qual è l’origine di Avellino. Sapevate che i Romani hanno sempre considerato le terre d’Irpinia come un punto strategico? E che Ruggero d’Altavilla è stato nominato Re di Sicilia qui dall’Antipapa Anacleto II?

Tutto partì da Abellinum

Secondo alcune ricostruzioni storiche, la città di Avellino è nata intorno all’82 avanti Cristo in un luogo vicino all’attuale capoluogo irpino, precisamente nell’odierna Atripalda..

Si narra che Silla, sconfitti Sanniti e Irpini, fece costruire una colonia militare, Abellinum. L’originale insediamento seguiva i classici dogmi dell’epoca. La città era divisa in cardi e decumeni.

In età repubblicana Roma la dotò di organi istituzionali e fece costruire uno degli acquedotti più grandi dell’epoca che collegava Serino, in Irpina alla città napoletana di Bacoli.

I Longobardi

Con la diffusione del Cristianesimo iniziarono anche qui le persecuzioni. I primi martiri furono Modestino, Flaviano e Fiorentino poi divenuti santi e patroni di Avellino.

I Longobardi distrussero l’antica Abellinum. Gli abitanti si rifugiarono così nell’attuale collina della Terra, dove ore sorge il Duomo e tutta la parte antica di Avellino.

Durante il dominio longobardo, fu costruito anche l’antico castello di cui oggi restano solo i ruderi. Nell’896 per la prima volta si ha notizia di un Oppidum Abellinum. In quell’anno Guido II di Spoleto cercò di attaccare Avellino. È del 12esimo secolo poi la prima testimonianza scritta sui documenti notarili, della presenza del castello.

Il Regno delle due Sicilie nacque qui

Con l’arrivo dei Normanni la città visse un periodo fiorente. Nel 1130 nel Duomo di Avellino, l’antipapa Anacleto II consegnò una bolla a Ruggero II d’Altavilla che anticipò la sua nomina a Re di Sicilia, Calabria e Puglia.

Aveva così inizio il Regno delle due Sicilie. Le dispute tra Ruggero e il cognato Rainulfo, conte di Avellino, però sono sempre più insistenti. Inizia così una guerra tra i due che si estede fino in Puglia.

Ruggero si afferma sul cognato e lo invia a Roma per proteggere l’Antipapa. Così il re di Sicilia ha la possibilità di ristabilire l’ordine e di confiscari anche diversi territori a Rainulfo.

La punizione di Innocenzo II

Lotario, con l’appoggio di Innocenzo II, decise di scendere in Irpinia per fermare l’espansione di Ruggero e per punirlo.

In quel momento però il sovrano era in Sicilia. Il Papa e Lotario entrarono nella città senza molte difficoltà. Così Ruggero decise di punire il suo popolo attaccando e distruggendo il castello e le altre costruzioni.

Intorno al 1400, con l’arrivo degli Aragonesi, la città fu distrutta di nuovo. Troiano Caracciolo infatti si scontrò con Alfonso d’Aragona venuta da Nola proprio per prendere possesso di un nuovo territorio. Dopo un trattato di pace il castello fu ricostruito.

Una grande donna a capo

Nel 1513 Maria de’ Cardona ricevette in eredità la contea di Avellino. Donna di grande fascino e competenze ne fece rifiorire l’economia e la cultura. Maria de’ Cardona creò intorno a sè un circolo illustre e fondò anche l’accademia culturale dei Dogliosi.

La famiglia Caracciolo con Marino II fece proseguire la crescita culturale di Avellino dando ancor più vigore all’accademia.

Tanti ospiti illustri

Il Castello di Avellino fu un luogo di ritrovo per tanti artisti e personaggi illustri. Grazie a Marino II fu trasformato in palazzo reale e così la cultura fu incentivata.

Tra gli artisti che più diedero lustro alla città c’è Cosimo Fanzago, il più prestigioso esponente del barocco napoletano.

All’interno del Castello furono ospitate la regina d’Ungheria e l’imperatrice Maria d’Austria. Passò qualche giorno nel centro storico avellinese anche il principe Zaga Christos, pretendente dell’Etiopia.

Da Masaniello ai moti carbonari

Nel 1647, durante la rivoluzione di Masaniello, i popolani di Montoro cacciarono con forza dal castello il principe di Avellino Francesco Marino. Al suo posto si autoproclamò un certo Di Napoli. Il duca di Guisa, reggente del territorio però, lo fece subito arrestare.

Anche duecento anni dopo, durante i moti carbonari del 1820, Avellino fu protagonista. Ferdinando di Borbone, dopo le insistenti proteste, anche violente, dei cittadini, dovette concedere una costituzione agli abitanti.

Traguardi e danni

Nel 1888 Avellino fu una delle prime città di tutto il Paese ad avere l’illuminazione elettrica pubblica. Dopo l’Unità d’Italia però l’economia crollò e i terremoti del primo novecento provocarono importanti danni.

Il 14 settembre del 1943 Avellino è stata bombardata dagli Alleati con l’obiettivo di bloccare i nazisti. Le bombe, per errore, esplosero nella piazza del mercato causando la morte di circa 3mila persone.

L’obiettivo principale era infatti il vicino Ponte della Ferriera, collegamento strategico per gli hitleriani.

Quei terribili 90 secondi

Un altro evento drammatico che ha colpito la città di Avellino è stato il sisma del 23 novembre del 1980. La terrà tremò per novanta secondi con epicentro in alta Irpinia, tra Conza della Campania e Teora, provocando ingenti danni.

La scossa fu di magnitudo 6.9 e provocò oltre 280mila sfollati in tutta la regione. I morti furono quasi 3mila mentre i feriti 8.848.

A quarant’anni da quel terribile giorno anche il capoluogo mostra ancora le ferite del terremoto che ha segnato per sempre la storia di Avellino.

Viale Italia: la petizione di Antonio Dello Iaco

Viale Italia Avellino

Nel maggio del 2017, a 13 anni, Antonio Dello Iaco ha creato una petizione online sul sito Change.org. L’obiettivo era chiaro: chiedere la riqualificazione urgente di Viale Italia, una storica arteria avellinese, che era in pieno degrado.

Le varie tappe

Durante l’estate è riuscito a raccogliere 1500 firme da avellinesi di tutto il mondo che hanno accolto anche con stupore la sua iniziativa. ?

Ha così deciso di presentare la petizione al comune di Avellino con il quale si era già confrontato a maggio. È riuscito a sollecitare l’amministrazione pubblica e a far sbloccare i lavori di riqualificazione per tutto il viale. ?

Grazie a dei fondi cofinanziati dalla Regione Campania, adesso è prevista la piantumazione di 44 nuovi platani lungo l’arteria avellinese, la creazione di una pista ciclabile e l’installazione di una rotonda.

Altri platani

In tre anni, Antonio ha continuato a seguire la vicenda con assiduità, segnalando le varie problematiche della zona. Il comune di Avellino ha deciso di piantare altri ventiquattro platani resistenti al cancro colorato. ?

Questa malattia, nota in tutta Europa, è stata la causa della morte e dell’abbattimento di centinaia di platani ad Avellino. Purtroppo il cancro colorato non è curabile e per preservare la storia del viale, bisognava intervenire! ??

Lo stato dei lavori

I lavori finanziati con i fondi del 2017, sono iniziati finalmente lo scorso agosto 2020. Per ora è stata installata la rotonda provvisoria all’altezza della Chiesa di San Ciro ed è stato ristretto il marciapiede.

Nei prossimi mesi poi la ditta dovrà piantare i 44 platani promessi dal comune di Avellino e dovrà realizzare la pista ciclabile. ?‍♂️