Sistemati i campetti di Piazza Don Giuseppe Morosini a Valle. Dopo la nostra segnalazione il comune è intervenuto.
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L’appello che Antonio Giova ha fatto tramite questo blog all’amministrazione Festa quindici giorni fa non è caduto nel vuoto. Un altro risultato per tutti noi.
La video-intervista ad Antonio Giova
La segnalazione di Antonio
Lo scorso 28 febbraio insieme al 16enne Antonio Giova abbiamo segnalato al comune di Avellino le pessime condizioni dei campetti di Piazza Morosini a Valle.
Canestri distrutti, reti divelte e quadro elettrico rubato rendevano impossibile ai giovani del quartiere fare sport.
A fare da ciliegina sulla torta poi c’erano i rifiuti lasciati dai soliti incivili che non hanno a cuore nemmeno il decoro pubblico del proprio isolato.
La condizione dei campetti di Piazza Morosini segnalati da Antonio Giova
L’intervento del comune
Abbiamo comunicato la situazione all’assessore allo Sport del comune di Avellino, Giuseppe Giacobbe, che subito si è attivato per risolvere il problema.
L’esponente della giunta Festa ha mandato dei tecnici sul posto per capire realmente le condizioni della struttura.
Nell’arco di quindici giorni il canestro è stato sistemato e sono state messe anche delle nuove reti.
I campetti di piazza Morosini a Valle dopo l’intervento del comune
Il comune è poi al lavoro per l’illuminazione. Sistemare il quadro elettrico sparito nel nulla è un intervento che richiede infatti più tempo.
Non possiamo che non fare quindi un plauso alla sensibilità di Antonio e al rapido intervento dell’amministrazione comunale.
È doveroso poi un “appello alla civiltà“. Non è possibile che nei campetti ci sia gente che porti i propri animali domestici a sporcare oppure ci getti rifiuti.
Prima di lamentarci delle condizioni Avellino è il caso che ognuno faccia il proprio piccolo altrimenti non miglioreremo mai.
L’importanza del segnalare
Questo articolo è l’ennesima prova che segnalare i disservizi della città è un atto doveroso e utile se si vuole davvero un’Avellino diversa.
L’abbiamo sempre detto in questo blog: la cooperazione e il confronto tra cittadini e istituzioni è un punto da cui ripartire per il bene di tutti.
È il momento di impegnarci tutti per Avellino. Ora!
Fare sport in tranquillità ad Avellino si conferma un tabù. Siamo stati a Valle e abbiamo ascoltato il 16enne Antonio Giova che ci ha mostrato le condizioni dei campetti di piazza Don Giuseppe Morosini.
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Da anni la struttura è abbandonata all’incuria e i continui atti vandalici non hanno fatto altro che peggiorarne le condizioni.
La video intervista ad Antonio Giova
Campetti di Valle in mano ai vandali
Ai campetti polivalenti di Valle uno dei due canestri è rotto e in diversi punti le grate che circondano le strutture sono state divelte.
Interi pezzi di inferriate sono stati rimossi da qualcuno e mai sostituiti. C’è poi il caso dell’illuminazione. Di sera i lampioni non si accedono più da ormai tanto tempo.
Il posto dedicato al quadro elettrico è vuoto e i fili penzolanti…forse anche questo è stato rubato. Tutto abbandonato a se stesso.
Il grande senso civico di Antonio
Antonio, nonostante abbia 16 anni, è molto affezionato a questi campetti. Ha raccontato come sin da piccolo ha sempre giocato qui.
Il giovane, che ha una forte passione per la pallacanestro, ha detto come più volte, insieme agli amici e agli abitanti del quartiere, ha provato a sistemare il canestro e dare nuovo decoro all’area.
Il risultato? Sempre lo stesso. Con la mancanza dei controlli basta poco e tutto è di nuovo distrutto.
Perfino delle sedie che avevano portato lì stesso loro per non sedersi a terra, da un momento e all’altro della partita sono sparite o sono state distrutte.
Colpa di chi?
Come sempre se c’è un disservizio vuol dire che qualcuno non ha lavorato abbastanza e i campetti di Valle ne sono la prova.
La struttura ogni giorno resta sempre incustodita. Le porte non vengono mai chiuse e lungo il perimetro dei campetti non c’è l’ombra di una telecamera.
All’abbandono da parte dell’amministrazione comunale si aggiunge poi la maleducazione dei soliti incivili. L’area è piena di rifiuti e puntualmente c’è chi porta i propri cani a sporcare lì.
Il quadro elettrico sparito
Le grate distrutte tra i due campi
Il canestro rotto dei campi di Valle
Diritto allo sport negato
Anche in questa zona della città il diritto allo sport sembra del tutto negato. In estate mi sono occupato, insieme a IrpiniaTv, di buona parte dei campi cittadini.
Da San Tommaso, a Valle e a Borgo Ferrovia la storia purtroppo è sempre la stessa. Ovunque mancano i controlli e la manutenzione è davvero un’utopia.
L’amministrazione comunale di Avellino ha tagliato e abbandonato alcuni alberi fluviali sulle sponde del torrente Fenestrelle. Lo ha fatto nel modo più disastroso possibile.
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Tagli non eseguiti a regola d’arte che hanno finito per distruggere la flora e la fauna di quella sponda del torrente che bagna il capoluogo. Inoltre, presto, alcuni di quei tronchi potrebbero ricrescere.
Tutti guardano e nessuno parla: continua lo scempio
Ripercorriamo gli eventi. Il 30 dicembre 2021 sono iniziati i lavori di manutenzione dell’alveo. Dopo una segnalazione degli uffici del Comune di Avellino, la strada è stata chiusa al traffico per permettere la piena esecuzione dei lavori.
L’ordinanza del Comune di Avellino
Quelli che dovevano essere semplici interventi di manutenzione, sono diventati l’ennesima occasione per cancellare una ampia fetta di vegetazione tipica della zona.
Sono stati infatti tagliati, fino ad altezza muretto e non dalla base, tutti gli alberi fluviali che erano in piena salute.
Le foto di seguito non hanno bisogno di commenti. Gli interventi sono stati eseguiti in modo non uniforme: non c’è stata nessuna potatura né taglio totale delle piante. I tronchi sono stati abbandonati e adesso le piante potrebbero anche tornare a crescere.
Oltre il danno, insomma, anche la beffa.
Gli alberi tagliati di netto lungo il Fenestrelle
Quei tronchi abbandonati
L’aspetto ancora più discutibile è il destino toccato in sorte a quei tronchi, abbandonati sull’argine opposto del torrente.
Dal 30 dicembre a nessuno è venuto in mente di andarli a rimuovere, eppure, in caso di forti piogge potrebbero cadere nell’alveo del torrente già pieno di rifiuti.
I tronchi abbandonati sulla sponda opposta e i rifiuti sparsi sul letto del fiume
Non è poi da trascurare un aspetto prettamente ambientale. Tutto è stato stravolto. Come riporta il sito dell’associazione Gufi Italia «Alcuni ricercatori che studiano gli ambienti fluviali e le zone umide (wetlands) hanno definito questi ambienti “supermarkets of biodiversity”: ambienti ricchissimi di specie».
Dopo otto mesi: zona diversa ma stessa storia
Lo ricorderete tutti l’ultimo taglio selvaggio fatto ai danni della vegetazione cittadina sulle sponde del Fenestrelle.
Lo scorso aprile ad Avellino alle spalle del Genio Civile, lungo la strada che da piazzetta Perugini porta a Contrada Chiaire, qualcuno ha iniziato a tagliare tutta la vegetazione presente.
Il fatto destò presto scandalo tanto da far intervenire i Carabinieri forestali di Avellino. Né l’amministrazione Festa e né il Genio Civile sapevano nulla.
Avellino, disboscamento lungo le sponde: lo scempio del Fenestrelle. Servizio di IrpiniaTv
Dopo gli accertamenti dei militari dell’Arma si è giunti alla conclusione che i lavori erano stati eseguiti abusivamente a opera di qualche privato e per lo più in un’area di demanio pubblico.
Intanto però la collina è rimasta così. Nessun nuovo albero è stato ripiantanto e chissà se qualcuno ha pagato.
Che una delle difficoltà più importanti di Avellino fosse l’inquinamento non è di certo una novità. Ai problemi però bisogna sempre trovare una soluzione e in questo caso ne esistono davvero molte.
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Oggi vedremo come la lotta alle polveri sottili possa partire dall’arredo urbano grazie a una tecnologia innovativa: i city tree.
Avellino e la piaga dell’inquinamento
Avellino e le polveri sottili hanno un legame molto stretto, ormai lo sappiamo tutti. Dal report Mal’Aria 2020 di Legambiente siamo risultati il settimo capoluogo di provincia d’Italia per sforamenti di polveri sottili.
Anche nel 2021 abbiamo superato di molto i limiti stabiliti per legge mentre quest’anno sono stati registrati dalle centraline Arpac già due sforamenti nei primi giorni di gennaio.
Scopri qui la qualità dell’aria di Avellino in tempo reale grazie alle centraline della rete AURA.
Per risolvere questa situazione non c’è un’unica strategia. La soluzione perfetta non esiste. Tuttavia ci sono tante azioni che potrebbero, e aggiungo dovrebbero, essere messe in campo.
Molto spesso però si preferisce la politica dello “scarica barile”. Ma questa è un’altra storia. Ora analizziamo la proposta dei city tree.
City tree: cosa sono
I city tree sono un’invenzione della start up tedesca Green city solutions. Li possiamo definire come delle grandi panchine ecologiche e innovative.
Si tratta infatti di semplici sedute dotate però di grandi pannelli composti da muschio e altre piante che assorbono in poco spazio grandi quantitativi di anidride carbonica presente nell’aria (240 tonnellate di CO2).
Secondo le stime più dettagliate, per ogni metro quadro di parete di City tree, ci sono 1682 piante. Questo sistema quindi, oltre che pulire l’aria, contribuisce anche a migliorare la biodiversità delle città.
I City Tree sono poi dotati di appositi serbatoi d’acqua per irrigare le piante all’occorrenza mentre ne esistono alcuni capaci di immagazzinare energia elettrica grazie a pannelli solari e fornire così anche illuminazione e altri servizi.
I City tree in Italia
Quello dei City tree è un progetto europeo che sta coinvolgendo molte città di tutto il continente.
City tree: le panchine mangia inquinamento
In Italia la prima città ad aver adottato per il momento questo sistema di ultima generazione è Modena che ha aderito al progetto “City tree scaler” dal 2017 al 2018 con la tanto di monitoraggio dei dati raccolti.
Anni fa anche ad Avellino ce una “panchina ecologica” molto simile progettata però da un’azienda italiana in piazzetta Trieste e Trento.
Purtroppo il comune a causa della mancata manutenzione l’ha fatta morire e se non fosse stato per la passione di Dora Virtuoso la piazzetta oggi sarebbe ancora nel degrado più totale.
Perché non approfittare dei tanti bandi finanziati con i fondi europei e non solo per portare questa innovazione anche ad Avellino?
Avellino avrà la sua piattaforma di calisthenics. La proposta lanciata su questo blog qualche mese fa è stata accolta dall’amministrazione comunale.
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Soldi stanziati e struttura in arrivo. Una vittoria per i giovani e gli sportivi della città. Ancora una volta il format delle proposte lanciate al comune ha dato l’effetto sperato.
Avellino: in arrivo la piattaforma di calisthenics
Con la determina dirigenziale dello scorso 16 dicembre, il comune di Avellino ha annunciato l’acquisto di una piattaforma di calisthenics da dedicare alla città.
La struttura, dal costo di circa 3mila euro, sarà installata al Campo Coni nelle prossime settimane, a disposizione di tutti gli sportivi e appassionati.
Da una proposta alla realtà
Quella della piattaforma di calisthenics è un’importante battaglia portata avanti da questo blog.
Il 26 settembre 2021, infatti, insieme al 19enne Adrian Cambareri, abbiamo proposto all’amministrazione Festa la realizzazione della piattaforma.
Siamo poi stati convocati dagli uffici comunali responsabili delle politiche sportive, dove la nostra idea è stata illustrata all’assessore, Giuseppe Giacobbe.
L’assessore si è subito attivato. Sono così stati intercettati i fondi necessari per garantire agli sportivi avellinesi un altro spazio per allenarsi.
L’idea di invogliare il comune a creare un nuovo spazio per gli sportivi di Avellino è partita dal giovane Adrian.
Devo essere onesto, senza di lui non avrei mai pensato che la piattaforma di calisthenics potesse essere un bisogno di parte della città. Questa è l’ennesima prova che l’unione fa la forza.
Collaborare fra cittadini, non è solo ideologia sterile, accresce sensibilmente le possibilità di essere ascoltati dalle amministrazioni e di migliorare Avellino e l’intera provincia.
Questa città, non mi stancherò mai di ripeterlo, ha bisogno di idee e di innovazione. È il momento di tirarle fuori.
È stata ripulita la dog toilette di Viale Italia ad Avellino. Dopo la segnalazione fatta da questo blog, il comune è intervenuto sistemando il contenitore all’altezza della Scuola Solimena.
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Nel frattempo è stata annunciata l’installazione di nuovi cestini dedicati in altre 13 zone della città.
Viale Italia: dog toilette ripulita
Lo scorso 28 novembre, su questo blog, avevamo segnalato la mancata pulizia di una delle dog toilette messe a Viale Italia dall’amministrazione comunale.
Il contenitore era pieno da oltre una settimana e nessuno aveva pensato di svuotarlo.
Per fortuna, dopo il nostro appello, la dog toilette è stata ripulita e svuotata. Oggi i cittadini possono tornare a usarla tranquillamente.
Dog toilette: mancano ancora le bustine
Un altro problema però non è stato ancora risolto. Buona parte delle dog toilette installate negli ultimi anni hanno uno scomparto dedicato alle bustine da usare per raccogliere i bisogni dei propri animali.
Tuttavia, una volta finite, nessuno le ricarica. Questo disservizio lo abbiamo riscontrato in molte zone di Avellino, tra cui proprio Viale Italia.
La Dog Toilette strapiena di Viale Italia
Il contenitore ripulito dopo la segnalazione
Avellino: 13 nuove dog toilette
Nel frattempo il Comune, con l’assessorato all’ambiente, ha annunciato l’installazione di 13 nuove dog toilette in tutta la città.
Ad Avellino saranno installate nelle seguenti strade:
Via Fontanatetta nei pressi del mercatino
Via Pironti civico 66
Via Pironti civico 2
Contrada S. Eustachio civico 6
Contrada S. Eustachio civico 3/q
Via De Venuta civico 11
Piazza del Popolo discesa Comune
Via Cassese civico 66
Via Francesco Tedesco civico 100/c
Via Madonna de la Salette civico 9
Picarelli nei pressi della scuola
Via Calvemini civico 69
Piazza D’Armi lato Carcere Borbonico.
L’obiettivo è sensibilizzare ancor di più i cittadini nel corretto conferimento dei bisogni dei nostri amici a quattro zampe. La speranza è che nessuna dog toilette venga dimenticata. Come era accaduto in viale Italia.
Auguri Convitto, buon 190esimo compleanno! Oggi sono giusto 190 anni dall’inaugurazione della celebre struttura di Corso Vittorio Emanuele di Avellino. Scopriamo la sua storia.
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L’istituto, oggi sede di scuole elementari, medie e superiori, è dedicato al celebre patriota e storico italiano Pietro Colletta.
Il Convitto Colletta presentato dagli alunni
Il Convitto voluto dai Bonaparte
Come dicevamo, oggi sono 190 anni dalla nascita del Convitto Colletta. La sua nascita è stata sancita nel 1807, quasi trent’anni prima della sua inaugurazione.
Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore del celebre Napoleone, era a capo del Regno di Napoli in sua rappresentanza quando stabilì che ogni provincia dello Stato dovesse avere un “Collegio Reale“.
Avellino, che all’epoca faceva parte della provincia del Principato Ultra, fu scelta come luogo per costruire il grande istituto in quanto capoluogo.
La burocrazia, lunga anche all’epoca, portò all’approvazione del progetto solo nel 1823.
Inaugurato il primo dicembre del 1831, il convitto di Avellino fu costruito a forma di “T” su un terreno di proprietà del sacerdote don Antonio Gallo, acquistato per 4mila ducati.
La forma a “T” del Convitto di Avellino.
Convitto Avellino: le cattedre di prestigio
In origine la struttura presentava solo due piani. Toccherà aspettare il 1860 per la costruzione del terzo livello con l’orologio a campane.
Le cattedre istituite al Convitto di Avellino nei primi anni furono davvero tante e tutte molto prestigiose.
Prima tocca a quella di Diritto pubblico con i Padri Scolopi, poi il Liceo di Scienze Classiche con diverse cattedre a livello universitario.
Convitto Avellino: il Regio Liceo Ginnasio
Nel 1861 il Convitto di Avellino divenne Regio Liceo Ginnasio e Convitto Nazionale. L’istituzione fu sottratta ai padri Scolopi che negli anni l’avevano fatta diventare un centro d’idee liberali e rivoluzionarie.
Preso in consegna dal ministero dell’Istruzione del neonato Regno d’Italia, il Convitto fu intitolato a Pietro Colletta.
Il riconoscimento a De Sanctis
Nel 1917, nel pieno della prima guerra mondiale, gli studenti del Convitto Nazionale decisero di installare un busto di Francesco De Sanctis nel giardino antistante la storica istituzione.
L’obiettivo era ricordare per sempre uno dei politici irpini più importanti dei primi anni del Regno d’Italia.
Francesco De Sanctis
Elogiato e spesso criticato per le sue idee lungimiranti anche in Irpinia, De Sanctis ha spesso soggiornato al Convitto Nazionale di Corso Vittorio Emanuele dove ha sempre trovato un’ottima accoglienza.
Seguì nel 1921 l’inaugurazione delle due lapidi in memoria dei giovani ex allievi caduti in battaglia durante la Grande Guerra.
Il Convitto di oggi
Tra gli anni sessanta e settanta ci è stata poi la grande scissione del Convitto di Avellino. Il Liceo Classico “Pietro Colletta” fu affidato alla nuova sede dei Cappuccini in via Tuoro.
Il palazzo di Corso Vittorio Emanuele restò in funzione grazie alle scuole elementari, medie e ginnasio. Qualche anno dopo tornò anche l’indirizzo liceale.
Al 1995 si deve poi l’istituzione di un corso di studi innovativo e al passo coi tempi: il Liceo Classico Europeo che fonde il passato con l’importanza delle lingue, del diritto e della cultura internazionale.
Oggi la struttura è in funzione come semi convitto ed è sede di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado divisa in Liceo Classico e Liceo Classico Europeo.
Cestini pieni e deiezioni canine a terra. Così gli Avellinesi devono convivere a Viale Italia. Il contenitore destinato alle “cacche degli amici a quattro zampe”? Pieno da una settimana. Chi interviene?
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In città gli altri cestini sono stati puliti con periodicità come è giusto che sia. Davanti la Solimena però qualcuno sembra essersi scordato di questo contenitore.
Padroni educati ma cestini pieni
In questo caso non è un problema di civiltà. A Viale Italia le buste con gli escrementi vengono lasciate a terra. Purtroppo, come detto, il cestino dedicato a contenere le deiezioni canine è pieno da oltre una settimana.
Prima di scrivere questo articolo ho monitorato di persona il problema. Ho anche raccolto delle testimonianze. Da oltre sette giorni, come vi dicevo, nessuno si occupa di svuotare quel cestino.
La Dog Toilette strapiena di Viale Italia
Cani e padroni civili
Il caso delle deiezioni canine sparse in città è sempre stato un problema per Avellino. Negli ultimi anni le amministrazioni comunali, l’ultimo intervento è proprio stato effettuato dalla giunta Festa, hanno provveduto a installare numerose dog toilette in città.
Nel capoluogo, tra centro e periferia, sono in totale 57 i contenitori dedicati ai nostri amici a quattro zampe.
È un dato di fatto che in alcune zone della città la situazione sia nettamente migliorata. Poi, però, ci sono aree dimenticate.
Anche la sensibilità dei cittadini è cambiata. L’iniziale problema degli altri rifiuti conferiti nelle dog toilette è stato infatti in parte risolto.
Un altro problema però c’è. E questo è diffuso un po’ in tutte le zone della città.
Le nuove dog toilette installate lo scorso gennaio prevedono anche un apposito spazio per le bustine. Vanno usate, quando i padroni degli animali le dimenticano.
La Dog Toilette davanti la Scuola Solimena.
Purtroppo, però, una volta terminato lo stock, nessuno le ha rimpiazzate. Una dimenticanza che, aggiunta a quella più grave della pulizia dei cestini, crea ben più di un problema.
Vandali all’Eliseo. Vetri a terra e finestre distrutte. Il comune anziché riparare, ancora una volta le spalle alla città e mura gli accessi rotti dell’ex Gil. È la conferma, questa, di un’amministrazione che non sa nemmeno da dove partire per restituire il bene ad Avellino.
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I lavoratori di Palazzo di Città hanno ben pensato di usare un po’ di cemento per evitare che nuovi indiscriminati si infiltrassero nella struttura abbandonata di via Roma.
Avellino: su i muri contro i palazzi della Cultura
Fa discutere e non poco la scelta dell’amministrazione comunale di murare alcuni accessi dell’ex Cinema Eliseo di Avellino.
La struttura, da anni simbolo di degrado e abbandono, nelle ultime settimane è stata oggetto di alcuni atti vandalici da parte di adolescenti indiscriminati.
Il comune però, anziché dichiarare guerra agli incivili, decide la strada più semplice e vile per tutti: sotterrare l’ascia di guerra e murare gli accessi distrutti dell’Ex Gil.
Il servizio di Telenostra sugli ultimi atti vandalici all’Eliseo
Muri all’Eliseo: segno di un’amministrazione indifferente
Perché è da condannare il gesto di murare gli accessi dell’Eliseo? Beh i motivi sono diversi, ma andiamo con ordine.
Non è la prima volta che quei vetri sono andati in frantumi. Qualche anno fa non è stato possibile risalire ai responsabili visto che la telecamera non riprendeva proprio quel punto. Come mai col tempo nessuno ha pensato di potenziare la videosorveglianza nella piazza? Perché non si aumentano i controlli nella zona?
Finestre murate all’Eliseo di Avellino.
Con il gesto di murare le finestre di una struttura, non si fa altro che avallare la tesi secondo cui l’amministrazione Festa non sa che fare con l’Eliseo.
Una struttura che infatti sarebbe prossima ad aprire, non verrebbe murata per poi spendere altri soldi e rompere quei blocchi di cemento.
La teoria del “tu distruggi, io riparo”
Murare delle finestre rotte dagli incivili significa darla vinta a loro e arrendersi quindi davanti a quattro teppistelli che non hanno niente altro da fare che intrufolarsi in strutture abbandonate dalla città.
A dare ragione a questa affermazione è una delle teorie di criminologia più note al mondo conosciuta come “Teoria delle finestre rotte“, introdotta dagli studiosi Kelling e Wilson.
Secondo i due esperti di scienze sociali, più si reprimono e si cancellano i reati minori come atti di vandalismo e deturpazione dei luoghi, e più si previene la nascita di futuri crimini pericolosi tra la popolazione.
Questa teoria prevede quindi che al vandalismo si risponda in modo immediato e diretto punendo i reponsabili e riparando tutto ciò che è stato rotto.
Eliseo: luogo di spaccio e abbandono
Che l’ex cinema Eliseo sia un luogo dimenticato da tutti lo si sa da tempo. Eppure questa struttura, che dovrebbe rientrare tra i monumenti di attrazione di Avellino, si trova in quello che era il “salotto buono” della città.
Molti sanno, o meglio fanno finta di non sapere, che all’Eliseo la sera si fa una sola attività: si spaccia.
Il piazzale dell’Ex Gil è da anni luogo di incontro per spacciatori e consumatori di droga, così come i giardini di piazza Kennedy e non solo.
Nonostante le telecamere presenti in diversi punti della piazza, nessuno sa nulla.
Un lato dell’ex cinema Eliseo di Avellino.
Avellino, un comune che non sa quali pesci prendere
Che il comune di Avellino sia un po’ allo sbaraglio non è una novità. E dico un po’ perché voglio essere buono.
Il 31 ottobre in città si è chiusa una delle parantesi di attivismo giovanile più importanti degli ultimi anni.
L’amministrazione Festa ha deciso di chiudere il Casino del Principe e di lasciare per strada associazioni come Avionica che da anni stavano portando eventi, socialità e cultura ad Avellino (per sostenere il loro crowdfunding clicca qui).
Questo perché? Qual è l’idea di Festa? Beh sotto c’è la fondazione di partecipazione. Questo ente esterno al comune, annunciato già più volte in pompa magna, dovrà di fatto gestire tutti i luoghi della cultura di Avellino.
Quando inzierà a lavorare davvero? Quando si insedierà questa fondazione? Saranno coinvolti i cittadini e le associazioni o sarà tutto deciso nei palazzi istituzionali?
A queste domande speriamo che qualcuno dia presto risposta. Nel frattempo non ci aspetta che sperare nella provvidenza affinché illumini i soliti teppisti ed eviti ulteriori danni a una città troppo spesso umiliata dai suoi amministratori e cittadini.
Uno dei sindaci più anziani d’America ha origini irpine: è questa la storia di Vito Perillo, rieletto primo cittadino nel New Jersey.
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Nonostante i suoi 97 anni, Perillo ha un occhio molto attento all’ambiente che potrebbe tranquillamente essere preso d’esempio dai nostri amministratori.
Vito Perillo: a 97 anni sindaco negli Usa
Il 2 novembre scorso i 18mila abitanti di Tinton Falls, nel New Jersey, hanno deciso di confermare sindaco il 97enne Vito Perillo.
Dopo le polemiche sulla sua età che si erano create in campagna elettorale, il primo cittadino è stato confermato per il suo secondo mandato consecutivo.
Gli abitanti del piccolo comune americano hanno deciso di affidargli altri quattro anni (quando avrà spento 101 candeline) per cambiare la città.
«Mi hanno detto che sono diventato il sindaco più anziano del Paese. Mi sento abbastanza bene e penso che anche in molti nella nostra cittadina si sentano bene. Stamattina erano tutti contenti per me», ha dichiarato poco dopo la sua elezione Perillo al quotidiano NJ Advance Media.
Intervista a Vito Perillo
Vito Perillo: l’onda centenaria irpina negli Usa
In Italia, oltre alla notizia in sé, hanno fatto discutere molto le origini del primo cittadino di Tinton Falls.
Vito Perillo, nato nel Bronx, aveva due genitori italiani emigrati in America alla ricerca di un po’ di fortuna. Il fatto ancora più curioso è il comune di origine dei suoi genitori: Castelfranci, proprio in provincia di Avellino.
Irpinia: terra di politici centenari
Alla notizia di elezione di Vito Perillo subito sono partiti i primi accostamenti con un altro record man irpino: Ciriaco De Mita.
L’ex presidente del Consiglio e segretario della Democrazia Cristiana è stato infatti eletto lo scorso 2019 sindaco della “sua” Nusco.
Perillo alla domanda di un futuro terzo mandato ha subito risposto di no. Dopo questi quattro anni, a 101 primavere compiute, vuole godersi un po’ di tempo per sé.
De Mita invece cosa farà? Alla fine del secondo mandato come sindaco di Nusco continuerà la sua carriera politica?
Vito Perillo, sindaco di Tinton Falls
Le buone azioni di Perillo che farebbero bene ad Avellino
Perillo è stato rieletto sindaco nonostante avesse due sfidanti più giovani e 97 anni. Com’è possibile? Avrà sicuro fatto qualcosa di buono per Tinton Falls.
Così sono andato a sbirciare sul sito ufficiale del comune americano e ho scoperto che il primo cittadino con i genitori di origini irpine, ha fatto davvero tanto per la sua comunità.
Nonostante i 97 anni negli ultimi quattro anni ha avuto un grande occhio di riguardo alla tutela ambientale nel suo territorio.
A Tinton Falls, per esempio, esiste una commissione che consiglia agli abitanti quali alberi usare nei pressi delle loro abitazioni e come curarli.
In più è stata creata una commissione ambientale di cittadini per tutelare le bellezze ambientali e i corsi d’acqua del comune del New Jersey. «La Commissione Ambientale – si legge sul sito governativo – lavora a stretto contatto con il Consiglio di Pianificazione in veste consultiva, valutando lo sviluppo proposto nel Comune e commentando i benefici o gli effetti dannosi delle proposte… ed è assistita dal consulente ambientale del distretto».
Questa commissione si riunisce ogni mese ed è aperta alla partecipazione di tutti i cittadini interessati.
Con Legambiente Avellino e altre associazioni abbiamo proposto mesi fa all’amministrazione Festa l’istituzione di una consulta ambientale. Peccato però che, oltre agli annunci, ancora nulla è stato fatto.
Chissà, forse se il comune di Avellino prendesse esempio dal 97enne sindaco di Tinton Falls male non sarebbe. Voi che dite?