Concorso comune di Avellino: ecco cos’è successo davvero

Concorso comune di Avellino: ecco cos'è successo davvero

Sono passate circa ventiquattro ore dalla figuraccia dello pseudoconcorso indetto dal comune di Avellino per le nuove assunzioni.

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Anche io sono stato tra le vittime dei presunti brogli che hanno portato all’annullamento di tutto…ecco cosa è accaduto.

Concorso comune di Avellino: orari sballati

Veniamo convocati alle 8 di mattina per le procedure di accettazione che dovevano finire entro le 10, ora di inizio previsto del concorso.

Prima delle 11 e 30 passate però non entriamo tutti nella sala che avrebbe dovuto ospitare il test.

Tra lamentele varie e microfoni che non si sentono veniamo invitati a posare i cellulari che sono stati fatti entrare in aula concorsuale e di predisporci all’inizio del test.

Presunti brogli e caos organizzativo al concorso del comune di Avellino: annullata la prova

Concorso al comune di Avellino: l’ambiente shock

A sorprendere quasi tutti era l’ambiente in cui si doveva svolgere il concorso.

In primis i riscaldamenti non erano per niente accesi e faceva freddo. Tutti eravamo con i cappotti addosso…e avevamo pagato ben 20 euro.

In più i banchi non erano per niente distanziati tra loro e su qualche tavolo addirittura pioveva acqua dal tetto.

I bagni erano quasi inaccessibili. O meglio ce n’erano circa tre o quattro a disposizione di 1500 persone e, nell’attesa della prova, si era creato una via vai continuo tanto da non riuscire a iniziare la lettura del regolamento.

Concorso al comune di Avellino: caos tra cellulari e mascherine

Durante il via vai generale dei candidati ci viene chiesto di spegnere i telefoni cellulari e i dispositivi elettronici e di riporli sopra al banco, nonostante all’esterno della struttura era evidente il divieto di ingresso di questi dispositivi.

“Il concorrente avrà già lasciato all’esterno della sede concorsuale ogni bagaglio, libro, codice, dispensa o altro documento cartaceo di qualsiasi tipo ed i propri effetti personali ed in particolare eventuali apparecchiature elettriche (telefono, PC portatile, Tablet, orologio digitale, ecc.) e, in caso contrario verrà invitato nuovamente a farlo”.

Questo era scritto nell’avviso sullo svolgimento della prova concorsuale pubblicato sul sito del comune.

Peccato che di questi passaggi non ne è stato rispettato uno. Come si può evincere dai video infatti nemmeno il punto in merito all’obbligo di indossare le mascherine è stato adempiuto.

«Gli operatori di vigilanza e gli addetti all’organizzazione e all’identificazione dei candidati nonché i componenti della commissione esaminatrice saranno muniti di facciali filtranti FFP2/FFP3 privi di valvola di espirazione».

Bene, non tutti i membri della commissione avevano la mascherina come previsto dal regolamento e così potremmo procedere anche per altri punti dell’avviso comunale.

Concorso al comune di Avellino: scatta la protesta

Nel momento in cui la commissione stava cercando di spiegare lo svolgimento del concorso, inizia la protesta.

Il presidente, attuale segretario generale del comune di Avellino Vincenzo Lissa, inizia la lettura delle indicazioni di svolgimento della prova intorno alle 12 con le proteste di alcuni che lamentavano la voce bassa e il microfono poco funzionante.

All’improvviso poi scatta la protesta. Nel momento in cui si stava andando a sorteggiare la prova da somministrare, sembrerebbe che già si stava fotocopiando una delle quattro…come se tutto fosse stato scelto già.

In più c’è chi ha dichiarato che avrebbe visto gente con le domande e le risposte del concorso sul cellulare.

Usare il condizionale purtroppo è d’obbligo in quanto non è stata data alcuna spiegazione ufficiale a noi candidati. Sia la commissione sia un poliziotto con un microfono in mano, hanno provato a calmare i presenti senza però dare una motivazione ufficiale di quanto accaduto.

Intorno alle 13 poi la commissione, dopo aver “sentito” i testimoni su quanto accaduto ha deciso di rinviare il concorso a data da destinarsi.

Concorso comune di Avellino: ecco cos'è successo davvero
Concorso comune di Avellino: ecco cos’è successo davvero

Concorso al comune di Avellino: una figuraccia tra lacrime e nervi tesi

Il dato più preoccupante è la vera figuraccia che il comune di Avellino e l’amministrazione Festa hanno fatto nei confronti dei cittadini.

Vedere gente venuta da fuori regione con le lacrime agli occhi per il rinvio del concorso è stato straziante.

In più mi sono sentito molto umiliato da cittadino e da candidato. Non è stata dimostrata la minima vicinanza per quanto accaduto da parte dell’amministrazione comunale che, con una nota, ha spiegato di essere alla ricerca dei “sabotatori”.

Dall’inizio del comunicato, nemmeno per una volta, è stata citata una parola: “scusa”. Ecco a questa città non serve il sindaco Sherlock Holmes ma un amministratore che ammette gli errori fatti e le brutte figure.

Sì perché per Avellino questa è stata davvero una brutta figura. A capo della commissione di concorso c’erano due dirigenti comunali e questo ha aggravato ancor di più il danno d’immagine per l’ente.

A questo punto dopo oltre ventiquattro ore, da umile e semplice avellinese di 19 anni chiedo io scusa a tutti. Chiedo scusa a tutti coloro che hanno speso soldi per venire ad Ariano Irpino a svolgere un concorso.

Chiedo scusa a coloro che sono venuti dalle altre parti dell’Irpinia, dal napoletano, dalla Puglia e da tutti gli altri territori.

Avellino non merita la brutta figura che ha fatto davanti a tutti ieri mattina. Avellino è altro. Saranno davvero puniti i responsabili di tutto ciò?Chissà…ma questa è un’altra storia, enjoy!

Avellino, colata d’asfalto sfregia il centro: 4 mesi di vergogna

Avellino, colata d’asfalto sfregia il centro: 4 mesi di vergogna

«Un mese e sarà tutto come prima», era questa la promessa dell’amministrazione comunale dopo aver fatto una colata di asfalto sui basoli antichi nel centro storico cittadino lo scorso maggio.

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Intanto sono passati diversi mesi e nulla è stato sistemato. Una delle vie storiche di Avellino è stata rovinata e nessuno è corso ai ripari.

Avellino, quella colata di asfalto che fa male al centro storico

Ripercorriamo un attimo la vicenda. Siamo a ridosso del 22 maggio 2022 e fervono i preparativi per la processione di Santa Rita. Finalmente dopo l’emergenza Coronavirus, uno degli eventi più sentito dagli avellinesi, torna in strada.

In quei giorni in diverse arterie della città (piazza kennedy, via guarini, piazza macello…) sono in corso dei lavori di rifacimento a tratti del manto stradale.

Sotto la voce della “tutela all’incolumità pubblica” il comune di Avellino ben pensa di incaricare la ditta di sistemare un po’ la strada anche davanti la chiesa di San Francesco Saverio da dove uscirà la processione.

Peccato però che lì non c’era asfalto ma degli antichi basoli che, al di là del valore storico o meno, contraddistinguono il centro storico cittadino (gli stessi che sono presenti a corso Umberto I per intenderci).

E così, in poche ore e senza preavviso con un’apposita ordinanza comunale, i vecchi basoli sono stati ricoperti da una bella coltre di catrame nero.

Asfalto al centro storico: l’indignazione

Saputa la notizia si sono subito levate molte polemiche di indignazione per la scelta dell’amministrazione Festa.

Arrivato sul posto durante i lavori, l’assessore al ramo Antonio Genovese, ha cercato di mettere una toppa al buco ma oramai il latte era stato versato.

L’esponente della giunta Festa ha così ben pensato di promettere, entro un mese, la rimozione della nuova colata di asfalto per far riaffiorire i basoli storici.

A chi invece chiedeva il motivo di questa spesa inutile di denaro pubblico, Genovese ha risposto che si trattava di un intervento urgente in vista della processione di Santa Rita poiché i basoli erano dissestati e c’era un rischio per la pubblica incolumità.

Insomma, visto che il comune non era stato capace di fare manutenzione alla pavimentazione storica, l’assessore ha ben pensato di coprire tutto con un po’ di catrame fresco fresco di produzione.

Asfalto al centro storico: e ora?

Intanto sono passati oltre quattro mesi e nessuno è intervenuto. I residenti e alcuni cittadini (me compreso) sono anche scesi in piazza contro questo intervento ma né il sindaco né l’assessore li hanno ascoltati.

La colata di asfalto è ancora lì e nessuno si è degnato di rimuoverla e di mantenere le promesse…un compito davvero arduo per chi fa politica qui.

Speriamo adesso che con questo articolo si possa rinfrescare la memoria dell’amministrazione comunale. Dopotutto sarà stata solo una dimenticanza…l’ennesima.

Avellino, vietati prodotti in plastica: multe fino a 25mila euro

Avellino: stop alla vendita di prodotti in plastica. Multe fino a 25mila euro

Avellino è ufficialmente un comune plastic free. Arriva il pugno duro dell’amministrazione Festa: divieto di vendita di tutti i prodotti plastici monouso non biodegradabili.

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L’ordinanza entrerà in vigore dal prossimo 8 agosto. Per vendere le scorte c’è tempo fino al 30 settembre poi multe fino a 25mila euro.

Avellino comune plastic free: stretta sui commercianti

Dal prossimo 8 agosto in tutto il territorio comunale vigerà il divieto di “utilizzo di qualsiasi materiale monouso in plastica e altro materiale non biodegradabile come piatti, bicchieri, cannucce, posate, palloncini e aste per gli stessi, bastoncini fioccati, mescolatori di bevande e di buste in plastica”.

In particolare ai commercianti sarà vietata la vendita dei seguenti prodotti:

  • bastoncini cotonati;
  • posate, piatti, cannucce, agitatori per bevande (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette) in plastica monouso;
  • aste da attaccare a sostegno dei palloncini;
  • contenitori per alimenti in polistirene espanso (es. scatole con o senza coperchio, compresi i contenitori tipo fast food);
  • contenitori, tazze o bicchieri per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi;
  • prodotti in plastica oxo-degradabile;
  • buste e contenitori di plastica.

I commercianti avranno tempo fino al 30 settembre 2022 per consumare le scorte dei prodotti già acquistati.

Il divieto riguarderà anche eventi e manifestazioni varie, oltre che i distributori automatici, compresi quelli negli uffici pubblici.

Il provvedimento segue le già varie disposizioni nazionali ed europee in materia di commercializzazione di prodotti in plastica.

Avellino plastic free: multe salate per i trasgressori

Multe salatissime per i trasgressori. Coloro che non rispetteranno quest’ordinanza infatti andranno incontro a sanzioni amministrative fino a 500 euro.

I cittadini che, nello specifico, continueranno a commercializzare i prodotti vietati, saranno passabili di una sanzione dai 2.500 ai 25mila euro aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda “ingenti quantitativi di borse di plastica”).

Avellino plastic free: scarica l’ordinanza

Avellino plastic free: un’altra vittoria

Il 24 settembre 2021, durante lo sciopero globale per il clima, Legambiente Avellino e Fridays for future avevano presentato cinque punti al sindaco Festa.

Tra questi c’era “l’eliminazione della plastica monouso dal comune, come già richiesto e previsto all’interno della dichiarazione di emergenza climatica ed ambientale firmata dal comune di Avellino quasi due anni fa”.

Finalmente, dopo le promesse fatte, sono arrivati i fatti. Avellino si potrà presto ritenere una città plastic free.

Avellino, che fine ha fatto l’anagrafe degli artisti?

C’era una volta ad Avellino l’anagrafe degli artisti. Qualcuno la ricorda? Beh probabilmente no. Si tratta dell’ennesimo progetto partito e mai portato a termine dell’amministrazione comunale.

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Ripercorriamo insieme di cosa si tratta con la speranza di rinfrescare la memoria all’assessore Luongo, promotore dell’iniziativa, e di far sì che dopo due anni entri in vigore per il bene della cultura e degli artisti cittadini.

Cos’è l’anagrafe degli artisti

Annunciata dal sindaco Gianluca Festa prima e accolta con soddisfazione dall’assessore alle politiche giovanili Stefano Luongo poi, l’anagrafe degli artisti è un progetto che nasce con l’obiettivo di valorizzare la cultura e gli artisti avellinesi.

L’idea dell’amministrazione comunale era quella di creare un albo, con aggiornamenti semestrali, dove i cittadini potessero consultare chi sono gli artisti locali nei vari settori culturali.

L’iscrizione avviene online mentre la pubblicazione dell’albo spetta al comune di Avellino che sembra però essersene totalmente dimenticato.

Quelle promesse mai mantenute

Eh sì, avete capito bene. Siamo davanti l’ennesimo caso di amministrazione smemorina. Come si legge sull’avviso pubblico diffuso dal’ente di Piazza del Popolo, l’anagrafe è consultabile sul sito del comune di Avellino nell’apposita sezione.

Peccato però che cliccando la voce “ Visualizza l’anagrafe degli artisti” sul portale di Palazzo di Città, non si apra nessuna finestra.

Eppure il bando prevedeva che l’anagrafe venisse aggiornata periodicamente in corrispondenza di ogni semestre. Intanto ne sono passati già quattro, sin ben due anni, e dell’albo non se ne vede neanche l’ombra.

Alcuni dettagli dell'avviso pubblico sull'Anagrafe degli artisti
Alcuni dettagli dell’avviso pubblico sull’Anagrafe degli artisti

Proprio in occasione della pubblicizzazione della meritevole iniziativa, l’assessore Stefano Luongo sui social diceva: «Una semplice azione, da tempo richiesta, volta ad intensificare il processo di valorizzazione delle capacità e abilità delle risorse locali e a contribuire alla crescita culturale e artistica della nostra città».

Peccato però che, al momento, sono rimaste tutte parole al vento…pardon su Facebook.

Anagrafe degli artisti: perché non è partita?

Come mai l’Anagrafe degli artisti non è partita? Perché nessuno al comune si è ricordato che l’albo, da statuto, va pubblicato online?

Non si è iscritto nessuno? O si sono tutti dimenticati dell’esistenza degli artisti in città, snobbando così un progetto che potrebbe mettere in mostra i tanti talenti del capoluogo?

Chissà, dopo l’articolo è probabile che questo progetto partirà…semmai insieme alla metropolitana leggera e al tunnel.

Avellino, nuovi fiori al Corso dopo la nostra segnalazione

Ad Avellino torna il decoro nel centro città. Dopo la mia segnalazione sulle condizioni delle aiuole di Corso Vittorio Emanuele, l’amministrazione comunale è intervenuta.

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Sono state installate nuove piante ed essenze floreali al posto di quelle che si erano seccate per la poca acqua e manutenzione.

Avellino: nuovi fiori al corso

Da questa mattina corso Vittorio Emanuele si è tinto di nuovi colori.

Gli operai incaricati dal comune capoluogo hanno sistemato nelle aiuole le nuove piante ed essenze floreali.

I lavori, che sono costati tra i 10 e i 15mila euro, stanno procedendo speditamente lungo l’arteria pedonale cittadina.

Nuovo decoro al corso: la nostra vittoria

L’otto maggio scorso avevo segnalato su questo blog le pessime condizioni delle aiuole di Corso Vittorio Emanuele.

Le erbacce invadevano le sedute e le varie essenze erano ormai morte a causa della mancata irrigazione.

Il comune si era dimenticato che anche le piante sono esseri viventi e hanno bisogno di essere curate.

Nonostante tutto però, dopo la mia segnalazione, il comune senza batter ciglio è intervenuto sul problema.

Quattro giorni fa i giardinieri hanno ripulito le aiuole dalle piante secche e dalle erbacce mentre stamattina è stata la volta delle nuove piantumazioni.

Avellino e l’allergia alla manutenzione

Che Avellino e i suoi amministratori siano allergici alla manutenzione e alla cura del verde è purtroppo un dato di fatto.

Ricordiamo che l’anno scorso le piante del corso non sono state innaffiate per oltre quindici giorni…ed eravamo in piena estate.

Purtroppo non sempre si comprende che per avere una città verde e bella è necessaria tanta cura e manutenzione.

Le piante devono essere seguite e aiutate nella loro crescita. Non basta piantarle. Sembra paradossale ma in questo modo si risparmierebbero anche molti soldi e la città sarebbe sempre bella e sistemata.

Dopo il caso di Corso Vittorio Emanuele, il comune avrà capito come intervenire? Sarà questa la volta buona?

Lo sapremo solo nelle prossime settimane. Intanto godiamoci le nuove piante nel centro città.

Avellino, erbacce e piante secche al corso per la Sanremo del sud

Avellino, erbacce e piante secche al corso per la Sanrermo del sud

Nuovi caldi ma stessi problemi. Ad Avellino la cura del verde sembra essere un tabù perfino in centro città. Siamo a Corso Vittorio Emanuele dove, con i primi caldi, le erbacce hanno preso il sopravvento nelle aiuole.

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Nemmeno l’ombra della manutenzione. Molto probabilmente adesso bisognerà tagliare via tutto e spendere soldi per nuove piantumazioni.

Avellino e il verde: mamma e che guaio

Se da un lato si continua ad annunciare un piano del verde che deve essere presentato alla città da un mese, dall’altro non si riesce a manutenere nemmeno le piante di Corso Vittorio Emanuele.

È questo purtroppo il quadro della gestione del verde pubblico del comune di Avellino.

Basta fare una passeggiata lungo la “buon’anima” del salotto buono per rendersi conto della condizione delle aiuole.

Le erbacce sono ovunque e pian piano stanno invadendo persino le sedute. Le vecchie piante oramai sono irriconoscibili.

Avellino e il verde: passano gli anni ma la storia non cambia

Sono passati appena cinque anni dall’ultimo grande restyling di Corso Vittorio Emanuele con l’installazione di nuove aiuole e sedute per volere dell’ex assessore all’urbanistica Ugo Tomasone della giunta Foti.

Le condizioni del nuovo arredo sono purtroppo pessime. Al di là della sporcizia e delle macchie che si possono notare accanto a ogni palo e lampione, i led che illuminavano le panchine non sono mai stati sostituiti mentre le piante nelle aiuole non vengono curate da tempo.

L’anno scorso in piena estate si pensò a una maxi potatura dopo aver lasciato per oltre quindici giorni le piante senz’acqua…niente di più sbagliato tant’è che adesso si vedono i risultati.

Le piante sono state abbandonate a se stesse e sono praticamente secche. Niente di meglio per le erbacce che stanno crescendo in totale libertà e inghiottendo anche quelle poche essenze rimaste.

Avellino e il verde: tante promesse e zero fatti

Le promesse sulla gestione del verde pubblico ad Avellino sono sempre state tante negli ultimi anni e più giorni passano più ne possiamo sentire e leggere ovunque.

Purtroppo però, anche in questo caso, restano per lo più parole. Eppure proprio nel suo programma elettorale Gianluca Festa a proposito di verde scriveva “…al tempo stesso va curato il decoro di aree verdi e spazi pubblici…”.

Programma elettorale Gianluca Festa
Programma elettorale Gianluca Festa

Se non fosse per qualche potatura di tanto in tanto e alla grande mano dei privati che stanno prendendo in gestione intere rotonde e quartieri, questa città sarebbe un bosco.

Avellino sarà la Sanremo del sud“. Era questa una delle sfide annunciate in conferenza stampa dall’amministrazione Festa per il 2020. Per carità, c’è stata l’emergenza covid di mezzo è normale che i tempi siano slittati.

Forse però il nostro sindaco avrà perso la cognizione del tempo. Siamo nel 2022 e dalla sua elezione con tanto di canti e balli calpestando il prato di piazza Libertà, sono passati quasi tre anni.

Se non fosse per i concerti improvvisati del primo cittadino, della Sanremo del sud non ci sarebbe neanche l’ombra. Per fiori e piante bisogna aspettare…pensiamo al passato e godiamoci le esibizioni di due anni fa…enjoy!

31 maggio 2020 – “Avellino, il sindaco dirige cori da stadio in strada tra giovani ammassati e senza mascherine

Sport e socialità per l’Eliseo: l’idea di Gioele e Federica

Sport e socialità per l'Eliseo: l'idea di Gioele e Federica

Campi sportivi e svago per risollevare l’Eliseo. Questa è la proposta che i giovani avellinesi Gioele Nazzaro e Federica La Guardia fanno al comune capoluogo.

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L’idea è sfruttare il piazzale dell’ex cinema cittadino per portare sana vitalità alla zona e dare nuovi spazi ai giovani della città attraverso lo sport.

La video intervista

Sport e socialità per l’Eliseo: l’idea di Gioele e Federica

Sport nel piazzale dell’Eliseo: l’idea di Gioele e Federica

Gioele e Federica sono due studenti avellinesi delle scuole superiori. Frequentano spesso il centro città e, non avendo spazi ricreativi pubblici dove poter passare il tempo libero, hanno subito pensato a un’idea per risollevare l’Eliseo.

I ragazzi vorrebbero che il piazzale dell’ex Gil diventi un luogo di aggregazione, in particolare nel periodo estivo con l’arrivo delle belle giornate.

Per questo hanno deciso di lanciare un appello al comune di Avellino tramite il nostro blog: trasformare lo spiazzale dell’Eliseo in un’area sportiva e ricreativa.

Per Gioele e Federica l’amministrazine comunale potrebbe installare dei campi da calcetto, basket o pallavolo contando sull’aiuto di altri enti o associazioni.

Il tutto potrebbe essere immaginato come un qualcosa di removibile e periodico, in corrispondenza dei mesi estivi.

Avellino, l’esigenza di spazi pubblici per i giovani

Dalle parole di Gioele e Federica emerge un quadro chiaro della situazione dei giovani ad Avellino: mancano spazi e attività.

Troppo spesso noi adolescenti e non solo, siamo costretti ad andare a Salerno se non a Napoli per passare un fine settimana diverso dal classico “struscio” per il corso o dall’ennesimo drink davanti il bar di fiducia.

Ad Avellino di fatto le attività organizzate per i giovani dall’amministrazione comunale durante l’anno sono pari a zero. Eppure si potrebbero sfruttare le tante realtà locali, associative e non, molto impegnate sul territorio.

Avellino, tutto fumo e niente arrosto

Le parole della politica però non si fanno attendere. Ad Avellino era stata promessa una rivoluzione: gli stati generali dei giovani.

Oltre all’apertura delle candidature del servizio civile e un consiglio comunale monotematico sulla questione, nel capoluogo per le politiche giovani è stato fatto troppo poco, se non nulla.

Realtà sane e fondamentali per una buona fetta dei giovani avellinesi come Avionica sono state costrette a mettersi in proprio e ad abbandonare i luoghi comunali come il Casino del Principe che oggi sono chiusi in attesa della famosa “fondazione di partecipazione”.

Ecco. Ad Avellino serve una maggiore collaborazione tra politica e cittadinanza. Servono meno promesse e più fatti, più azioni concrete. Questa città ha tante potenzialità, l’ho sempre detto sul blog, basta solo metterle a fuoco.

Eliseo: il cinema maledetto tra sbarre e telecamere

La storia degli ultimi anni dell’ex cinema Eliseo si può riassumere in due parole: vandalismo e menefreghismo.

La prima riguarda i cittadini incivili, la seconda la politica avellinese. L’ex gil è stato preso di mira decine di volte da teppisti che ne hanno imbrattato le pareti anche dopo le ritinteggiature. Le finestre sono state sfondate, così come le porte.

La risposta qual è stata? Qualche condanna sui media e basta. Dopo qualche tentativo, si è deciso di abbandonare la battaglia contro i writer selvaggi.

Per le finestre e le porte invece sono state adottate differenti soluzioni…una più ingegnosa dell’altra.

In primis si è deciso di murare tutto. Dopo la nostra segnalazione e dopo che alcuni vandali avevano sfondato anche i muri si è passati alle grate di ferro e alle porte blindate.

È stato poi installato un sistema di allarme, dato in gestione a un’azienda privata, che suona ogni qual volta ci si avvicini alle telecamere.

Forse così i vandali non avranno molto spazio per divertirsi. Intanto però uno dei luoghi simbolo della cultura avellinese resta chiuso tra il menefreghismo, appunto, di tutti gli amministratori che hanno scaldato le poltrone in questi anni.

Avellino, il comune ci risponde e sistema i campetti a Valle

Avellino, il comune ci risponde e sistema i campetti a Valle

Sistemati i campetti di Piazza Don Giuseppe Morosini a Valle. Dopo la nostra segnalazione il comune è intervenuto.

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L’appello che Antonio Giova ha fatto tramite questo blog all’amministrazione Festa quindici giorni fa non è caduto nel vuoto. Un altro risultato per tutti noi.

La video-intervista ad Antonio Giova

La segnalazione di Antonio

Lo scorso 28 febbraio insieme al 16enne Antonio Giova abbiamo segnalato al comune di Avellino le pessime condizioni dei campetti di Piazza Morosini a Valle.

Canestri distrutti, reti divelte e quadro elettrico rubato rendevano impossibile ai giovani del quartiere fare sport.

A fare da ciliegina sulla torta poi c’erano i rifiuti lasciati dai soliti incivili che non hanno a cuore nemmeno il decoro pubblico del proprio isolato.

L’intervento del comune

Abbiamo comunicato la situazione all’assessore allo Sport del comune di Avellino, Giuseppe Giacobbe, che subito si è attivato per risolvere il problema.

L’esponente della giunta Festa ha mandato dei tecnici sul posto per capire realmente le condizioni della struttura.

Nell’arco di quindici giorni il canestro è stato sistemato e sono state messe anche delle nuove reti.

Il comune è poi al lavoro per l’illuminazione. Sistemare il quadro elettrico sparito nel nulla è un intervento che richiede infatti più tempo.

Non possiamo che non fare quindi un plauso alla sensibilità di Antonio e al rapido intervento dell’amministrazione comunale.

È doveroso poi un “appello alla civiltà“. Non è possibile che nei campetti ci sia gente che porti i propri animali domestici a sporcare oppure ci getti rifiuti.

Prima di lamentarci delle condizioni Avellino è il caso che ognuno faccia il proprio piccolo altrimenti non miglioreremo mai.

L’importanza del segnalare

Questo articolo è l’ennesima prova che segnalare i disservizi della città è un atto doveroso e utile se si vuole davvero un’Avellino diversa.

L’abbiamo sempre detto in questo blog: la cooperazione e il confronto tra cittadini e istituzioni è un punto da cui ripartire per il bene di tutti.

È il momento di impegnarci tutti per Avellino. Ora!

Avellino, l’appello di Antonio per salvare i campi di Valle

Avellino, l'appello di Antonio per salvare i campi di Valle

Fare sport in tranquillità ad Avellino si conferma un tabù. Siamo stati a Valle e abbiamo ascoltato il 16enne Antonio Giova che ci ha mostrato le condizioni dei campetti di piazza Don Giuseppe Morosini.

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Da anni la struttura è abbandonata all’incuria e i continui atti vandalici non hanno fatto altro che peggiorarne le condizioni.

La video intervista ad Antonio Giova

Campetti di Valle in mano ai vandali

Ai campetti polivalenti di Valle uno dei due canestri è rotto e in diversi punti le grate che circondano le strutture sono state divelte.

Interi pezzi di inferriate sono stati rimossi da qualcuno e mai sostituiti. C’è poi il caso dell’illuminazione. Di sera i lampioni non si accedono più da ormai tanto tempo.

Il posto dedicato al quadro elettrico è vuoto e i fili penzolanti…forse anche questo è stato rubato. Tutto abbandonato a se stesso.

Il grande senso civico di Antonio

Antonio, nonostante abbia 16 anni, è molto affezionato a questi campetti. Ha raccontato come sin da piccolo ha sempre giocato qui.

Il giovane, che ha una forte passione per la pallacanestro, ha detto come più volte, insieme agli amici e agli abitanti del quartiere, ha provato a sistemare il canestro e dare nuovo decoro all’area.

Il risultato? Sempre lo stesso. Con la mancanza dei controlli basta poco e tutto è di nuovo distrutto.

Perfino delle sedie che avevano portato lì stesso loro per non sedersi a terra, da un momento e all’altro della partita sono sparite o sono state distrutte.

Colpa di chi?

Come sempre se c’è un disservizio vuol dire che qualcuno non ha lavorato abbastanza e i campetti di Valle ne sono la prova.

La struttura ogni giorno resta sempre incustodita. Le porte non vengono mai chiuse e lungo il perimetro dei campetti non c’è l’ombra di una telecamera.

All’abbandono da parte dell’amministrazione comunale si aggiunge poi la maleducazione dei soliti incivili. L’area è piena di rifiuti e puntualmente c’è chi porta i propri cani a sporcare lì.

Diritto allo sport negato

Anche in questa zona della città il diritto allo sport sembra del tutto negato. In estate mi sono occupato, insieme a IrpiniaTv, di buona parte dei campi cittadini.

Da San Tommaso, a Valle e a Borgo Ferrovia la storia purtroppo è sempre la stessa. Ovunque mancano i controlli e la manutenzione è davvero un’utopia.

Fenestrelle, nuovo disastro. Tagli “folli”, poi lasciano tutto così…

Fenestrelle, nuovo disastro. Tagli “folli”, poi lasciano tutto così…

L’amministrazione comunale di Avellino ha tagliato e abbandonato alcuni alberi fluviali sulle sponde del torrente Fenestrelle. Lo ha fatto nel modo più disastroso possibile.

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Tagli non eseguiti a regola d’arte che hanno finito per distruggere la flora e la fauna di quella sponda del torrente che bagna il capoluogo. Inoltre, presto, alcuni di quei tronchi potrebbero ricrescere.

Tutti guardano e nessuno parla: continua lo scempio

Ripercorriamo gli eventi. Il 30 dicembre 2021 sono iniziati i lavori di manutenzione dell’alveo. Dopo una segnalazione degli uffici del Comune di Avellino, la strada è stata chiusa al traffico per permettere la piena esecuzione dei lavori.

L'ordinanza del Comune di Avellino
L’ordinanza del Comune di Avellino

Quelli che dovevano essere semplici interventi di manutenzione, sono diventati l’ennesima occasione per cancellare una ampia fetta di vegetazione tipica della zona. 

Sono stati infatti tagliati, fino ad altezza muretto e non dalla base, tutti gli alberi fluviali che erano in piena salute.

Le foto di seguito non hanno bisogno di commenti. Gli interventi sono stati eseguiti in modo non uniforme: non c’è stata nessuna potatura né taglio totale delle piante. I tronchi sono stati abbandonati e adesso le piante potrebbero anche tornare a crescere.

Oltre il danno, insomma, anche la beffa.

Quei tronchi abbandonati

L’aspetto ancora più discutibile è il destino toccato in sorte a quei tronchi, abbandonati sull’argine opposto del torrente.

Dal 30 dicembre a nessuno è venuto in mente di andarli a rimuovere, eppure, in caso di forti piogge potrebbero cadere nell’alveo del torrente già pieno di rifiuti.

Non è poi da trascurare un aspetto prettamente ambientale. Tutto è stato stravolto. Come riporta il sito dell’associazione Gufi Italia «Alcuni ricercatori che studiano gli ambienti fluviali e le zone umide (wetlands) hanno definito questi ambienti “supermarkets of biodiversity”: ambienti ricchissimi di specie».

Dopo otto mesi: zona diversa ma stessa storia

Lo ricorderete tutti l’ultimo taglio selvaggio fatto ai danni della vegetazione cittadina sulle sponde del Fenestrelle.

Lo scorso aprile ad Avellino alle spalle del Genio Civile, lungo la strada che da piazzetta Perugini porta a Contrada Chiaire, qualcuno ha iniziato a tagliare tutta la vegetazione presente.

Il fatto destò presto scandalo tanto da far intervenire i Carabinieri forestali di Avellino. Né l’amministrazione Festa e né il Genio Civile sapevano nulla.

Avellino, disboscamento lungo le sponde: lo scempio del Fenestrelle. Servizio di IrpiniaTv

Dopo gli accertamenti dei militari dell’Arma si è giunti alla conclusione che i lavori erano stati eseguiti abusivamente a opera di qualche privato e per lo più in un’area di demanio pubblico.

Intanto però la collina è rimasta così. Nessun nuovo albero è stato ripiantanto e chissà se qualcuno ha pagato.