Avellino: oggi 190 anni del Convitto Colletta voluto dai Bonaparte

Avellino: compie 190 anni il Convitto Colletta voluto dai Bonaparte

Auguri Convitto, buon 190esimo compleanno! Oggi sono giusto 190 anni dall’inaugurazione della celebre struttura di Corso Vittorio Emanuele di Avellino. Scopriamo la sua storia.

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L’istituto, oggi sede di scuole elementari, medie e superiori, è dedicato al celebre patriota e storico italiano Pietro Colletta.

Il Convitto Colletta presentato dagli alunni

Il Convitto voluto dai Bonaparte

Come dicevamo, oggi sono 190 anni dalla nascita del Convitto Colletta. La sua nascita è stata sancita nel 1807, quasi trent’anni prima della sua inaugurazione.

Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore del celebre Napoleone, era a capo del Regno di Napoli in sua rappresentanza quando stabilì che ogni provincia dello Stato dovesse avere un “Collegio Reale“.

Avellino, che all’epoca faceva parte della provincia del Principato Ultra, fu scelta come luogo per costruire il grande istituto in quanto capoluogo.

La burocrazia, lunga anche all’epoca, portò all’approvazione del progetto solo nel 1823.

Inaugurato il primo dicembre del 1831, il convitto di Avellino fu costruito a forma di “T” su un terreno di proprietà del sacerdote don Antonio Gallo, acquistato per 4mila ducati.

La forma a "T" del Convitto di Avellino.
La forma a “T” del Convitto di Avellino.

Convitto Avellino: le cattedre di prestigio

In origine la struttura presentava solo due piani. Toccherà aspettare il 1860 per la costruzione del terzo livello con l’orologio a campane.

Le cattedre istituite al Convitto di Avellino nei primi anni furono davvero tante e tutte molto prestigiose.

Prima tocca a quella di Diritto pubblico con i Padri Scolopi, poi il Liceo di Scienze Classiche con diverse cattedre a livello universitario.

Convitto Avellino: il Regio Liceo Ginnasio

Nel 1861 il Convitto di Avellino divenne Regio Liceo Ginnasio e Convitto Nazionale. L’istituzione fu sottratta ai padri Scolopi che negli anni l’avevano fatta diventare un centro d’idee liberali e rivoluzionarie.

Preso in consegna dal ministero dell’Istruzione del neonato Regno d’Italia, il Convitto fu intitolato a Pietro Colletta.

Il riconoscimento a De Sanctis

Nel 1917, nel pieno della prima guerra mondiale, gli studenti del Convitto Nazionale decisero di installare un busto di Francesco De Sanctis nel giardino antistante la storica istituzione.

L’obiettivo era ricordare per sempre uno dei politici irpini più importanti dei primi anni del Regno d’Italia.

Francesco De Sanctis
Francesco De Sanctis

Elogiato e spesso criticato per le sue idee lungimiranti anche in Irpinia, De Sanctis ha spesso soggiornato al Convitto Nazionale di Corso Vittorio Emanuele dove ha sempre trovato un’ottima accoglienza.

Seguì nel 1921 l’inaugurazione delle due lapidi in memoria dei giovani ex allievi caduti in battaglia durante la Grande Guerra.

Il Convitto di oggi

Tra gli anni sessanta e settanta ci è stata poi la grande scissione del Convitto di Avellino. Il Liceo Classico “Pietro Colletta” fu affidato alla nuova sede dei Cappuccini in via Tuoro.

Il palazzo di Corso Vittorio Emanuele restò in funzione grazie alle scuole elementari, medie e ginnasio. Qualche anno dopo tornò anche l’indirizzo liceale.

Al 1995 si deve poi l’istituzione di un corso di studi innovativo e al passo coi tempi: il Liceo Classico Europeo che fonde il passato con l’importanza delle lingue, del diritto e della cultura internazionale.

Oggi la struttura è in funzione come semi convitto ed è sede di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado divisa in Liceo Classico e Liceo Classico Europeo.

Avellino, Viale Italia: che brutta fine per le dog toilette

Avellino, Viale Italia: che brutta fine per le dog toilette

Cestini pieni e deiezioni canine a terra. Così gli Avellinesi devono convivere a Viale Italia. Il contenitore destinato alle “cacche degli amici a quattro zampe”? Pieno da una settimana. Chi interviene?

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In città gli altri cestini sono stati puliti con periodicità come è giusto che sia. Davanti la Solimena però qualcuno sembra essersi scordato di questo contenitore.

Padroni educati ma cestini pieni

In questo caso non è un problema di civiltà. A Viale Italia le buste con gli escrementi vengono lasciate a terra. Purtroppo, come detto, il cestino dedicato a contenere le deiezioni canine è pieno da oltre una settimana.

Prima di scrivere questo articolo ho monitorato di persona il problema. Ho anche raccolto delle testimonianze. Da oltre sette giorni, come vi dicevo, nessuno si occupa di svuotare quel cestino.

La Dog Toilette strapiena di Viale Italia
La Dog Toilette strapiena di Viale Italia

Cani e padroni civili

Il caso delle deiezioni canine sparse in città è sempre stato un problema per Avellino. Negli ultimi anni le amministrazioni comunali, l’ultimo intervento è proprio stato effettuato dalla giunta Festa, hanno provveduto a installare numerose dog toilette in città.

Nel capoluogo, tra centro e periferia, sono in totale 57 i contenitori dedicati ai nostri amici a quattro zampe.

È un dato di fatto che in alcune zone della città la situazione sia nettamente migliorata. Poi, però, ci sono aree dimenticate.

Anche la sensibilità dei cittadini è cambiata. L’iniziale problema degli altri rifiuti conferiti nelle dog toilette è stato infatti in parte risolto.

Le bustine dove sono?

Un altro problema però c’è. E questo è diffuso un po’ in tutte le zone della città.

Le nuove dog toilette installate lo scorso gennaio prevedono anche un apposito spazio per le bustine. Vanno usate, quando i padroni degli animali le dimenticano.

La Dog Toilette davanti la Scuola Solimena.
La Dog Toilette davanti la Scuola Solimena.

Purtroppo, però, una volta terminato lo stock, nessuno le ha rimpiazzate. Una dimenticanza che, aggiunta a quella più grave della pulizia dei cestini, crea ben più di un problema.

Giornata dell’albero: ad Avellino 24 piante con Legambiente

Giornata dell’albero: ad Avellino 24 piante con Legambiente

Sai il 21 novembre che giorno è? Oggi in tutta Italia si è celebrata la giornata nazionale degli alberi. Confucio diceva che «il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso».

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Filosofia a parte noi di Legambiente Avellino abbiamo preso alla lettera lo spirito del noto studioso cinese e, con zappe e vanghe alla mano, ci siamo dati da fare.

Festa dell’albero 2021: piantumazioni no stop

Questa è stata la prima festa dell’albero del circolo di Legambiente Avellino e devo dire che non ci siamo fatti trovare impreparati.

Non abbiamo voluto focalizzarci solo sulla giornata di oggi. Abbiamo infatti iniziato le nostre attività ieri, 20 novembre e ci siamo mossi in diversi luoghi della città piantando ben ventiquattro alberi in due giorni.

Festa dell’albero 2021: al lavoro con le scuole

Con alcune classi dell’istituto Alberghiero Ipseoa “Manlio Rossi Doria” di Avellino abbiamo organizzato un primo momento di formazione sull’importanza di piantare alberi e sul problema dell’emergenza climatica.

Poi sono entrate nel vivo le attività di piantumazione. Nella sede principale alle spalle di via Morelli e Silvati, abbiamo piantato circa quindici alberi.

Le piante, che ci sono state fornite dalla scuola, erano delle tipologie più diverse: da alberi di fico, a peschi, meli e ciliegi.

Alcuni degli alberi piantati con Legambiente Avellino
Alcuni degli alberi piantati con Legambiente Avellino

Stessa cosa abbiamo fatto per la sede di Valle. Qui, oltre a sistemare cinque alberi, abbiamo dato nuova vita a un filare di rosmarino e salvia nascosto da tempo dalle erbacce.

Gli studenti delle classi coinvolte hanno toccato con mano quanto è importante e faticosa la cura della natura preparando il terreno e scavando buchi.

Il filare di rosmarino restituito all'istituto Alberghiero.
Il filare di rosmarino restituito all’istituto Alberghiero.

Festa dell’albero 2021: il rione che respira

Oggi invece abbiamo deciso di dedicarci alla città e in particolare ai quartieri avellinesi.

In quattro zone del capoluogo, con l’aiuto di cittadini e gruppi scout, abbiamo piantato alberi e arbusti.

Siamo stati per prima a Valle con il gruppo scout di Avellino 5 per poi continuare con Avellino 1 a via degli Imbimbo e Avellino 6 a Rione Parco.

Abbiamo chiuso la giornata a Bellizzi dove con un cittadino abbiamo sistemato una pianta di rosmarino e in dieci minuti abbiamo raccolto ben tre buste di spazzatura accumulata da tempo.

Alla fine di ogni tappa abbiamo srotolato uno striscione con il nostro motto e abbiamo urlato a gran voce «Liberi dai veleni», un auspicio che in Irpinia deve diventare quotidianità.

Legambiente Avellino: al via il tesseramento

Molti ci chiedono come aderire a Legambiente Avellino – Alveare. In primis puoi iniziare a seguirci sui social: siamo sia su Facebook che su Instagram.

In più è partita la nostra campagna di tesseramento ufficiale. Contattaci sui social o invia una mail a legambienteav@gmail.com per avere maggiori informazioni.

Ogni lunedì dalle 17 alle 19 saremo presso nostra sede di Avellino a via Marotta 12 per sottoscrivere le nuove tessere.

Avellino: su i muri all’Eliseo, segno di una città allo sbando

Avellino: su i muri all’Eliseo, segno di una città allo sbando

Vandali all’Eliseo. Vetri a terra e finestre distrutte. Il comune anziché riparare, ancora una volta le spalle alla città e mura gli accessi rotti dell’ex Gil. È la conferma, questa, di un’amministrazione che non sa nemmeno da dove partire per restituire il bene ad Avellino.

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I lavoratori di Palazzo di Città hanno ben pensato di usare un po’ di cemento per evitare che nuovi indiscriminati si infiltrassero nella struttura abbandonata di via Roma.

Avellino: su i muri contro i palazzi della Cultura

Fa discutere e non poco la scelta dell’amministrazione comunale di murare alcuni accessi dell’ex Cinema Eliseo di Avellino.

La struttura, da anni simbolo di degrado e abbandono, nelle ultime settimane è stata oggetto di alcuni atti vandalici da parte di adolescenti indiscriminati.

Il comune però, anziché dichiarare guerra agli incivili, decide la strada più semplice e vile per tutti: sotterrare l’ascia di guerra e murare gli accessi distrutti dell’Ex Gil.

Il servizio di Telenostra sugli ultimi atti vandalici all’Eliseo

Muri all’Eliseo: segno di un’amministrazione indifferente

Perché è da condannare il gesto di murare gli accessi dell’Eliseo? Beh i motivi sono diversi, ma andiamo con ordine.

Non è la prima volta che quei vetri sono andati in frantumi. Qualche anno fa non è stato possibile risalire ai responsabili visto che la telecamera non riprendeva proprio quel punto. Come mai col tempo nessuno ha pensato di potenziare la videosorveglianza nella piazza? Perché non si aumentano i controlli nella zona?

Finestre murate all'Eliseo di Avellino.
Finestre murate all’Eliseo di Avellino.

Con il gesto di murare le finestre di una struttura, non si fa altro che avallare la tesi secondo cui l’amministrazione Festa non sa che fare con l’Eliseo.

Una struttura che infatti sarebbe prossima ad aprire, non verrebbe murata per poi spendere altri soldi e rompere quei blocchi di cemento.

La teoria del “tu distruggi, io riparo”

Murare delle finestre rotte dagli incivili significa darla vinta a loro e arrendersi quindi davanti a quattro teppistelli che non hanno niente altro da fare che intrufolarsi in strutture abbandonate dalla città.

A dare ragione a questa affermazione è una delle teorie di criminologia più note al mondo conosciuta come “Teoria delle finestre rotte“, introdotta dagli studiosi Kelling e Wilson.

Secondo i due esperti di scienze sociali, più si reprimono e si cancellano i reati minori come atti di vandalismo e deturpazione dei luoghi, e più si previene la nascita di futuri crimini pericolosi tra la popolazione.

Questa teoria prevede quindi che al vandalismo si risponda in modo immediato e diretto punendo i reponsabili e riparando tutto ciò che è stato rotto.

Eliseo: luogo di spaccio e abbandono

Che l’ex cinema Eliseo sia un luogo dimenticato da tutti lo si sa da tempo. Eppure questa struttura, che dovrebbe rientrare tra i monumenti di attrazione di Avellino, si trova in quello che era il “salotto buono” della città.

Molti sanno, o meglio fanno finta di non sapere, che all’Eliseo la sera si fa una sola attività: si spaccia.

Il piazzale dell’Ex Gil è da anni luogo di incontro per spacciatori e consumatori di droga, così come i giardini di piazza Kennedy e non solo.

Nonostante le telecamere presenti in diversi punti della piazza, nessuno sa nulla.

Un lato dell'ex cinema Eliseo di Avellino.
Un lato dell’ex cinema Eliseo di Avellino.

Avellino, un comune che non sa quali pesci prendere

Che il comune di Avellino sia un po’ allo sbaraglio non è una novità. E dico un po’ perché voglio essere buono.

Il 31 ottobre in città si è chiusa una delle parantesi di attivismo giovanile più importanti degli ultimi anni.

L’amministrazione Festa ha deciso di chiudere il Casino del Principe e di lasciare per strada associazioni come Avionica che da anni stavano portando eventi, socialità e cultura ad Avellino (per sostenere il loro crowdfunding clicca qui).

Questo perché? Qual è l’idea di Festa? Beh sotto c’è la fondazione di partecipazione. Questo ente esterno al comune, annunciato già più volte in pompa magna, dovrà di fatto gestire tutti i luoghi della cultura di Avellino.

Quando inzierà a lavorare davvero? Quando si insedierà questa fondazione? Saranno coinvolti i cittadini e le associazioni o sarà tutto deciso nei palazzi istituzionali?

A queste domande speriamo che qualcuno dia presto risposta. Nel frattempo non ci aspetta che sperare nella provvidenza affinché illumini i soliti teppisti ed eviti ulteriori danni a una città troppo spesso umiliata dai suoi amministratori e cittadini.

Il sindaco più anziano degli Usa ha origini irpine ed è green

Il sindaco più anziano degli Usa ha origini irpine ed è green

Uno dei sindaci più anziani d’America ha origini irpine: è questa la storia di Vito Perillo, rieletto primo cittadino nel New Jersey.

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Nonostante i suoi 97 anni, Perillo ha un occhio molto attento all’ambiente che potrebbe tranquillamente essere preso d’esempio dai nostri amministratori.

Vito Perillo: a 97 anni sindaco negli Usa

Il 2 novembre scorso i 18mila abitanti di Tinton Falls, nel New Jersey, hanno deciso di confermare sindaco il 97enne Vito Perillo.

Dopo le polemiche sulla sua età che si erano create in campagna elettorale, il primo cittadino è stato confermato per il suo secondo mandato consecutivo.

Gli abitanti del piccolo comune americano hanno deciso di affidargli altri quattro anni (quando avrà spento 101 candeline) per cambiare la città.

«Mi hanno detto che sono diventato il sindaco più anziano del Paese. Mi sento abbastanza bene e penso che anche in molti nella nostra cittadina si sentano bene. Stamattina erano tutti contenti per me», ha dichiarato poco dopo la sua elezione Perillo al quotidiano NJ Advance Media.

Intervista a Vito Perillo

Vito Perillo: l’onda centenaria irpina negli Usa

In Italia, oltre alla notizia in sé, hanno fatto discutere molto le origini del primo cittadino di Tinton Falls.

Vito Perillo, nato nel Bronx, aveva due genitori italiani emigrati in America alla ricerca di un po’ di fortuna. Il fatto ancora più curioso è il comune di origine dei suoi genitori: Castelfranci, proprio in provincia di Avellino.

Irpinia: terra di politici centenari

Alla notizia di elezione di Vito Perillo subito sono partiti i primi accostamenti con un altro record man irpino: Ciriaco De Mita.

L’ex presidente del Consiglio e segretario della Democrazia Cristiana è stato infatti eletto lo scorso 2019 sindaco della “sua” Nusco.

Perillo alla domanda di un futuro terzo mandato ha subito risposto di no. Dopo questi quattro anni, a 101 primavere compiute, vuole godersi un po’ di tempo per sé.

De Mita invece cosa farà? Alla fine del secondo mandato come sindaco di Nusco continuerà la sua carriera politica?

Vito Perillo, sindaco di Tinton Falls
Vito Perillo, sindaco di Tinton Falls

Le buone azioni di Perillo che farebbero bene ad Avellino

Perillo è stato rieletto sindaco nonostante avesse due sfidanti più giovani e 97 anni. Com’è possibile? Avrà sicuro fatto qualcosa di buono per Tinton Falls.

Così sono andato a sbirciare sul sito ufficiale del comune americano e ho scoperto che il primo cittadino con i genitori di origini irpine, ha fatto davvero tanto per la sua comunità.

Nonostante i 97 anni negli ultimi quattro anni ha avuto un grande occhio di riguardo alla tutela ambientale nel suo territorio.

A Tinton Falls, per esempio, esiste una commissione che consiglia agli abitanti quali alberi usare nei pressi delle loro abitazioni e come curarli.

In più è stata creata una commissione ambientale di cittadini per tutelare le bellezze ambientali e i corsi d’acqua del comune del New Jersey. «La Commissione Ambientale – si legge sul sito governativo – lavora a stretto contatto con il Consiglio di Pianificazione in veste consultiva, valutando lo sviluppo proposto nel Comune e commentando i benefici o gli effetti dannosi delle proposte… ed è assistita dal consulente ambientale del distretto».

Questa commissione si riunisce ogni mese ed è aperta alla partecipazione di tutti i cittadini interessati.

Con Legambiente Avellino e altre associazioni abbiamo proposto mesi fa all’amministrazione Festa l’istituzione di una consulta ambientale. Peccato però che, oltre agli annunci, ancora nulla è stato fatto.

Chissà, forse se il comune di Avellino prendesse esempio dal 97enne sindaco di Tinton Falls male non sarebbe. Voi che dite?

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Comuni plastic free. Fondi dal Mite. Avellino e Napoli ci siete?

Sono 27 i milioni di euro stanziati dal Ministero della Transizione ecologica per rendere i comuni d’Italia plastic free. Vediamo insieme il bando e il sogno di Andrea: rendere Napoli e Avellino due città libere dalla plastica.

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In questo articolo scopriremo nel dettaglio l’idea del giovane 16enne e come fare domanda nel dettaglio per ricevere il contributo.

Macchine mangiaplastica in tutta Italia: ecco i fondi

Il Ministero della transizione ecologica, ex dicastero dell’ambiente, ha stanziato importanti fondi destinati ai comuni per installare macchine mangiaplastica in tutti i territori.

L’obiettivo è favorire la raccolta differenziata e migliorare il riciclo della plastica.

Il piano prevede l’erogazione dei 27 milioni di euro in quattro anni. La tranche più corposa sarà stanziata proprio entro il 2021.

Consulta il bando ufficiale a questo link.

Macchine mangiaplastica: cosa sono?

Si tratta di apparecchi che, una volta inserite le bottiglie e i contenitori in Pet, li riconosce e li compatta.

Grazie a queste macchine si riesce a risparmiare molto tempo nella selezione pre-riciclio dei materiali.

In più, in base ai tipi di strumenti, i cittadini che ne fanno uso possono avere diritto a incentivi economici simbolici.

Questa tecnica è stata adottata dal comune di Roma. Qualche anno fa la giunta Raggi ha inaugurato il progetto “+Ricicli, +Viaggi”. Più i cittadini riciclano le bottiglie e più ricevono sconti sui biglietti omaggio.

Macchine mangiaplastica: opportunità per Avellino e Napoli

Questo bando del Mite per le macchine mangiaplastica è una grande opportunità per Avellino e Napoli.

Ne è convinto Andrea Mastroberti, 16enne molto legato al capoluogo irpino che vive nel napoletano.

«Sono venuto a conoscenza di questo bando per caso. Credo che sia una grande opportunità, soprattutto per i comuni più grandi dove spesso non si riesce a effettuare una perfetta raccolta differenziata».

«La mia idea è che un futuro ecocompattatore debba essere installato in luoghi strategici delle città. Ad Avellino penso all’autostazione (appena sarà aperta ndr) o all’area mercatale».

«Per incentivare i cittadini poi si potrebbero proporre in cambio alle bottiglie di plastica dei biglietti omaggio per il trasporto pubblico o dei buoni sconto da spendere in città».

Andrea, giovane volenteroso pieno di idee

Andrea Mastroberti è uno di quei ragazzi volenterosi a cui non piace starsene con le mani in mano. Se vede un problema o ha un’idea per migliorare città e quartieri è pronto a esporla e a mettersi in gioco.

Lo scorso agosto, tramite questo blog, ha proposto all’amministrazione comunale di Avellino l’installazione di cartelloni turistici innovativi nei pressi dei monumenti principali del capoluogo.

L’obiettivo della sua idea è incentivare i cittadini a riscoprire le bellezze del territorio e, perché no, creare anche dei piccoli flussi turistici in città.

Il 16enne Andrea Mastroberti.
Il 16enne Andrea Mastroberti.

Andrea, a 16 anni le prime vittorie

Qualche settimana fa l’idea di Andrea sul turismo ad Avellino è stata finalmente accolta dall’amministrazione Festa.

Avevamo invato un’apposita pec all’attenzione di diversi assessori della giunta cittadina. La risposta non ci è mai arrivata.

Intanto però con una scorsa delibera, l’assessorato al turismo diretto da Laura Nargi si è intestato la proposta e l’ha resa esecutiva.

Purtroppo il merito ai giovani di quell’idea non è stato dato. Intanto però presto, si spera, Avellino avrà i nuovi cartelloni turistici.

E per le macchinette mangiaplastica? Accadrà lo stesso? Ci ascolteranno?

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino, nuovi cartelloni turistici in arrivo e la Pec della discordia

Avellino finalmente decide di puntare sul turismo o, almeno, ci prova. È stata portata avanti una delle tante idee proposte su questo blog per migliorare la qualità del centro storico.

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Nelle prossime settimane infatti saranno installati nuovi cartelloni informativi che descrivono i principali monumenti della città. Si punterà anche sul digitale.

Avellino e il turismo smart

Lo avevamo proposto lo scorso 17 agosto e il Comune ci ha dato ascolto. Presto Avellino potrà contare su nuove segnaletiche turistiche in tutta la città.

Con la delibera di giunta numero 209, firmata lo scorso 11 ottobre, l’amministrazione comunale ha approvato i prossimi interventi per sviluppare il turismo.

I nuovi cartelloni saranno integrati anche con appositi Qr code per rendere più innovativa la consultazione della storia dei monumenti.

Una proposta che parte da qui

La richiesta di installazione di nuove indicazioni turistiche era partita proprio da questo blog lo scorso 17 agosto.

Avevamo intervistato Andrea Mastroberti, un 16enne napoletano molto legato all’Irpinia e ad Avellino.

Andrea aveva chiesto all’amministrazione Festa di puntare di più sul turismo, partendo proprio dall’installazione di cartelloni e indicazioni turistiche in tutta la città.

Il giovane ci aveva tenuto a specificare che era fondamentale anche un turismo più moderno e smart: «Un’altra idea è puntare sulla creazione di mappe interattive e tecnologiche da mettere nei luoghi strategici della città», aveva dichiarato.

Turismo, avevamo chiesto noi al comune di intervenire

Dopo questo articolo, abbiamo inviato una Pec al comune di Avellino. (potete vedere lo screen in basso)

Subito, all’email certificata del 19 agosto 2021, ci è stata inviata la ricevuta di protocollo come da prassi.

Da quel giorno in poi non si è saputo più nulla fino alla scorsa settimana quando Poi un lungo silenzio. Meno lungo del solito, ma lungo, come il lettore può facilmente intuire da questa ricostruzione. Fino alla scorsa settimana quando magicamente (e per fortuna) la giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta.

Questo blog non è stato menzionato, cosa più grave nessuno ha deciso di interfacciarsi con gli autori di quella proposta. Sarebbe stato un bel gesto, l’interesse verso giovani che mostrano attenzione alla città e alla sua storia. Un’occasione per coinvolgere altri cittadini attivi. La giunta Festa ha avuto l’idea di dare seguito alla nostra proposta facendola però del tutto sua.

L’amarezza di una politica con gli occhi chiusi

Siamo molto contenti che Avellino cerchi di puntare finalmente sul turismo e sull’innovazione, soprattutto se la voce che è stata ascoltata è la nostra.

Tuttavia non posso nascondervi un po’ di amarezza. Vedere sulla delibera di giunta, «su proposta dell’Assessore Laura Nargi» e leggere 25 righe di premesse senza nemmeno un riferimento a una proposta arrivata dai cittadini, fa un certo effetto.

L’importante è migliorare Avellino e non di chi sia l’idea, lo sappiamo.

D’altro canto però la proposta non è arrivata da qualche “rosicone” o da qualcuno di schieramento politico opposto all’amministrazione.

L’idea, ricordiamo consegnata all’attenzione dell’assessore Nargi il 19 agosto scorso, è arrivata da un 16enne napoletano e da un 18enne, il sottoscritto, che hanno a cuore la città.

Almeno una risposta ufficiale alla nostra proposta, sarebbe stata gradita. Ma non fa nulla. L’importante è il bene di Avellino.

E anche se la celebre frase del Vangelo, «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», è sconosciuta agli amministratori avellinesi, speriamo che la città possa tornare a risplendere come merita. Ad maiora, per restare in tema di latino e cultura classica. Speriamo porti bene alla città.

“Un lavoro per dire ci sono”, il sogno normale di un ragazzo speciale

"Un lavoro per dire ci sono", il sogno normale di un ragazzo speciale

«Ripartiamo». È questo lo slogan scelto per celebrare oggi la giornata nazionale delle persone con sindrome di Down del 2021.

Nelle piazze di tutta Italia si stanno organizzando eventi per sensibilizzare cittadini e istituzioni sui tanti diritti negati. Uno su tutti, il più importante: quello al lavoro.

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Proprio sul tema abbiamo ascoltato la famiglia di Antonio Mele di Lapio, 19enne affetto da sindrome di down. Un ragazzo dai tanti sogni che vuole solo realizzare in fretta.

Antonio e il problema di tanti

Antonio si è diplomato da meno di un anno all’Istituto Alberghiero di Avellino. Il problema di quasi tutti i ragazzi della sua età è uno: riuscire a trovare lavoro.

Negli anni, grazie all’aiuto di compagni, docenti e dirigente, Antonio è riuscito a fare tante esperienze in ristoranti, bar e locali.
È un ragazzo pieno di forza di volontà e soprattutto di capacità. Va solo aiutato le prime volte.

La famiglia ci ha detto: «Questi ragazzi finito il percorso scolastico con il diploma, sono lasciati da soli. Si fa tanto a parlare di integrazione, anche se non ci sono possibilità reali. Non c’è nessuno che li faccia sperimentare e mettere davvero in gioco».

Le tante capacità dei ragazzi down

«I ragazzi con sindrome di down sono molto metodici, precisi e ordinati», ci ha spiegato la cugina psicologa di Antonio, Giusy. Potrebbero affacciarsi a molti mondi lavorativi.

«Sono autonomi, assolutamente, ma devono essere sostenuti e indirizzati». In caso di assunzione infatti sarebbe necessaria la presenza costante di un tutor che li aiuti nel comprendere come svolgere al meglio le proprie mansioni.

La necessità di farli sentire “parte della società”

Dare un lavoro a questi ragazzi non è una questione puramente economica. È importante che i ragazzi come Antonio siano impegnati, che si sentano utili.
Le tante ore della giornata non possono e non devono passarli in casa in quattro mura.

Per fortuna Antonio riesce a tenersi impegnato. La mamma ci ha raccontato del grande aiuto che fornisce in famiglia.

«È bello vedere la sera quando va a letto leggere sul volto di Antonio la soddisfazione di essere stato utile a qualcuno. È solo questo che conta per lui».

Antonio Mele e la mamma Maria Grazia
Antonio Mele e la mamma Maria Grazia

La voglia di un lavoro per crearsi una vita

Antonio è uno di quei ragazzi che vuole a tutti costi una propria indipendenza. Desidera trovare lavoro e non perde mai occasione per ribadirlo.

«Ogni volta che si apre una discussione, Antonio ci ricorda sempre che vuole lavorare. È il prerequisito per sviluppare il resto della vita e trovare una ragazza», ci ha confessato la mamma.

A Lapio il 19enne è ben voluto. A scuola è stato fortunato. Adesso la famiglia sta iniziando a presentare le carte all’ufficio di collocamento. La burocrazia è tanta.

«Oggi voglio fare un appello a tutti – ha affermato la mamma di Antonio -. Ci sono tanti ragazzi affetti dalla sindrome di down nelle nostre comunità che cercano riscatto. Vogliono solo entrare a far parte della società».

«Non lo dico solo da madre, ma da donna che vuole sentirsi parte di una società più giusta. Un posto dove nessuno sia lasciato indietro per davvero. Slogan simili sono abusati, ma credo che la loro essenza sia genuina. I tanti Antonio che ci sono nei nostri paesi, spesso silenziosi in attesa di un’opportunità, meritano di non essere lasciati soli».

Antonio ha anche un’aspirazione politica.

«In un futuro il suo sogno è diventare sindaco di Lapio. Lo dice sempre – ci ha rivelato la mamma -. È poi un grande appassionato di tecnologie».

«Noi non pretendiamo un lavoro a tempo pieno per Antonio – continua – ma almeno la possibilità di occupare la giornata e fare nuove esperienze».

La necessità di un piano ad hoc

La famiglia di Antonio ha sperimentato tutte le difficoltà che i ragazzi affetti da sindrome di down trovano sul loro cammino.

Per risolvere questa problematica si potrebbero creare dei progetti dedicati a loro. Aziende ed enti locali potrebbero portare avanti questa battaglia e, perché no, trarne beneficio sia sotto l’aspetto economico che umano.

La cugina di Antonio ci ha detto che a Roma sono state assunte delle persone down alla Stazione Termini. Fanno da segretari e svolgono molto bene le loro mansioni.

Grazie all’aiuto di un tutor i ragazzi sono riusciti a muoversi in giro per la città da soli e si sono aperti alle relazioni e alla società.
Questa è la prova che, con un po’ di impegno da parte di tutti, anche loro possono davvero riscattarsi e dare un senso alla loro vita.

«Io li chiamo ragazzi sorriso – ha spiegato la mamma del 19enne -. Sono pieni di sogni e voglia di fare. Antonio è stato un dono per me e per tutti quelli che lo conoscono».

«Il messaggio che voglio lanciare è sensibilizzare il contesto pubblico ad aprirsi a offrire queste esperienze a persone come loro. Sono ragazzi validi che hanno solo bisogno di opportunità. Dimenticarsi di loro, significa cancellarli per sempre».

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

Avellino, tac per scoprire gli alberi malati. Sindaco, ci sei?

«Il comune di Avellino ignora le nuove tecnologie applicate alla botanica che possono salvare gli alberi della città». Così un cittadino mi ha segnalato una delle grandi problematiche del capoluogo: la mancata tutela del verde urbano.

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In questo articolo vedremo insieme una delle ultime tecnologie che già da anni viene adottata in tutta Italia per preservare gli alberi dei centri urbani da abbattimenti inutili e pericolosi crolli.

L’albero: è vita non un oggetto

Prima di entrare nel dettaglio su quali sono le tecnologie di ultima generazione utili per monitorare lo stato degli alberi, ci tengo a sottolineare un importante concetto.

Dobbiamo iniziare noi tutti a vedere gli alberi in un’ottica diversa. Non sono infatti semplici oggetti ornamentali. Tutte le piante sono esseri viventi, proprio come noi.

Hanno tutto, gli manca solo la parola e la possibilità di scappare…e se ce l’avessero non credo ci penserebbero due volte.

Come ogni essere vivente quindi, anche gli alberi si ammalano e hanno bisogno di periodici controlli, soprattutto con l’avanzare dell’età. È quindi fondamentale un piano dettagliato del verde che preveda anche un sistema di monitoraggio e manutenzione delle piante.

Detto ciò, analizziamo nel dettaglio di cosa vi sto parlando.

Alberi a rischio? Ecco la Tac

Sembra strano ma anche gli alberi possono essere sottoposti ad apposite tac. Si tratta di esami ad hoc che servono a valutare la salute della pianta e in particolare del suo tronco.

Come si fa? Beh molto semplice. Sul fusto dell’albero vengono impiantati dei sensori che, attraverso dei colpi di martello, rilevano come il rumore passa attraverso il tronco.

Il legno infatti è un ottimo conduttore sonoro. Se all’interno è cavo, il suono non si propagherà alla stessa velocità.

I sensori hanno proprio questo compito: comprendere come il suono si diffonde nel tronco e stilare un’immagine verosimile della condizione della pianta.

Se sul monitor collegato ai sensori, appare una macchia blu, vuol dire che l’albero è cavo. Più grande è il vuoto e più la chiazza sarà larga. Un colore bruno invece identifica la parte sana.

Tac agli alberi: la fanno tutti

Questi esami strumentali vengono fatti in Italia già da molti anni. La tomografia sonica, è solo uno dei tanti interventi che si possono adottare per monitorare lo stato di un albero.

È del 2018 il servizio del noto programma Rai “Linea Verde life” che spiega proprio l’importanza di questa tecnica, adottata all’epoca sul lungomare di Reggio Calabria. (Scopri il servizio qui)

Negli ultimi anni poi, molti comuni come Padova, Livorno, Conselve e Albano Terme, hanno avviato collaborazioni con atenei di tutta Italia proprio per monitorare gli alberi e mappare il verde cittadino.

I sensori utili all'esame Tac sull'albero.
I sensori utili all’esame Tac sull’albero.

Avellino, perché noi no?

La domanda è d’obbligo e la risposta anche (se fosse valida). Non si può nemmeno parlare di un problema economico. Siglando qualche accordo con gli atenei vicini i costi del monitoraggio si ridurrebbero sensibilmente.

In più il comune di Avellino potrebbe chiedere aiuto alle associazioni in città. Con il circolo Alveare di Legambiente e altre realtà, abbiamo presentato da tempo la richiesta di istituzione di una consulta del verde proprio per collaborare con l’amministrazione.

Purtroppo però, nonostante bisogna solo adeguare un vecchio regolamento, la giunta Festa non è ancora intervenuta.

Eppure la questione degli alberi dovrebbe interessare al comune capoluogo che, anziché spendere migliaia di euro per abbattimenti vari, potrebbe avviare un serio piano di gestione, monitoraggio, tutela e cura del verde urbano. Proprio come fanno le vere città smart, green ed europee.

Calisthenics ad Avellino. L’idea del 19enne Adrian per la città

Calisthenics ad Avellino. L'idea del 19enne Adrian per la città

Fare sport gratuitamente ad Avellino è possibile? Torniamo sulla questione della mancanza delle apposite strutture in città.

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Dopo l’inchiesta sui campi da calcio dei giorni scorsi, oggi parleremo della proposta di un giovane, Adrian Cambareri. Il 19enne vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale cittadina. Vediamola insieme.

Calisthenics: sport all’aria aperta

Adrian è un adolescente che, come tanti, ama fare sport all’aria aperta. La passione del 19enne però non è il calcetto o altri “classici” sport, ma il calisthenics.

Si tratta di una disciplina emergente nell’ultimo periodo che prevede molti esercizi a corpo libero e l’uso di qualche attrezzatura basica come sbarre, anelli e parallele.

Calisthenics: la proposta di Adrian

Adrian, da giovane sportivo con un occhio attento alla sua città, vuole lanciare un appello all’amministrazione comunale.

L’idea è quella di chiedere l’installazione di attrezzi adatti allo svolgimento degli esercizi di calisthenics all’aperto.

Adrian ha già individuato un’area apposita dove potrebbe nascere la nuova piattaforma per gli amanti dello sport a corpo libero: il Campo Coni di via Tagliamento.

Un esempio di struttura per fare calisthenics.
Un esempio di struttura per fare calisthenics.

Calisthenics ad Avellino: come nasce questa passione

«Ho inziato in quarantena a casa visto che il calisthenics non richiede attrezzature molto particolari», ha esordito Adrian spiegando come è nata la sua passione per questo sport.

«Nei miei allenamenti che ho fatto al Campo Coni, ho incontrato diversi appassionati di questo sport».

Come ha giustamente sottolineato Adrian, la struttura di via Tagliamento è l’unico posto pubblico dove gli sportivi possono dedicarsi liberamente alla cura del proprio corpo anche se sono costretti ad adattare sbarre, spalti e sedute per svolgere gli esercizi principali.

Calisthenics ad Avellino: l’idea della palestra all’aperto

L’idea di Adrian è quella di creare un palestra all’aperto per tutti gli appassionati di calisthenics.

Lo spazio per installare una piattaforma per questi esercizi al Campo Coni c’è. Si tratta infatti di semplici attrezzi come sbarre e parallele.

«Sarebbero utili sia ai giovani che vogliono fare sport, sia a chi vuole approcciarsi al mondo militare per esempio, o a chiunque voglia curare la propria forma fisica», ha detto Adrian.

«Io da giovane avellinese sento questa necessità perché il calisthenics è uno sport come gli altri ed è giusto che anche noi abbiamo le strutture adatte per svolgerlo».

«È assurdo che io mi debba arrangiare con attrezzature che non sono tali pur di fare lo sport che desidero», ha concluso con amarezza.

Il Campo Coni di Avellino.
Il Campo Coni di Avellino.

Compito a casa per l’amministrazione

L’idea c’è e lo spazio per le attrezzature anche. Adesso sono da intercettare solo i fondi per realizzare il progetto di Adrian.

È giusto però sottolineare che si tratterebbe davvero di cifre ridicole per un comune come Avellino. Le piattaforme per il calisthenics si aggirano intorno a qualche migliaio di euro.

I benefici che questo sport potrebbe portare alla città sono tanti. Da nuove opportunità per gli appasionati, alla possibiltà per i ragazzi di approcciarsi al mondo dello sport gratuitamente e facendo nuove amicizie.