E se ‘A Livella fosse stata scritta oggi ad Avellino?

E se 'A Livella fosse stata scritta oggi ad Avellino?

Il caso del centro per l’autismo di Valle è al centro della cronaca cittadina delle ultime settimane.

Da anni nessun politico, o presunto tale, è riuscito a dare ai cittadini e alle cittadine che ne hanno bisogno, una struttura necessaria e indispensabile pagata dai contribuenti.

E se 'A Livella fosse stata scritta oggi ad Avellino?
E se ‘A Livella fosse stata scritta oggi ad Avellino?

La parodia di Totò

Oggi è due novembre e il pensiero non può che non andare alla celebre opera di Totò, “‘A livella“.

Così ho provato a parodizzarla, con rispetto, e farla mia. Ho voluto ambientare la poesia del Principe della risata ad Avellino.

Ho scelto questa città, la mia, piena di disservizi e politici che non si prendono le proprie responsabilità…e il caso del centro per l’autismo è solo l’ultimo esempio.

‘A livella ‘e Avellino

Ogni anno, ad Avellino, c’é l’usanza
di sperare che finiscano i cantieri.
Ognuno l’adda fà sta crianza; 
ognuno 'o tene sempe sto pensier.

Ogni vota, puntualmente, a fine e l'anno, 
incomincia a piove tutti i pomeriggi.
Qua chiunque pigli'a machina, 
perché i bus non ci stann e i treni so miraggi.

Stavota m’é capitata l'ennesima avventura…
pur'oggi so rimasto ind o traffico pe n'ora. 
Maronna, si ce penzo e che rottura:
tra clacson, linee nderra e strisce strane.

‘O fatto è quisto, statemi a senti: 
m'avvicinavo a piazza Castello. 
Piano piano, stavo per uscir
dalla rotonda quando leggo:

“Qui strada bloccata.
Sono in corso i lavori di rifacimento 
di Corso Umberto I". 
Così prendo e mi rigiro.

Dal sogno di una strada bella e sistemata, 
torno indietro ed è di nuovo tutta scassata. 
Tra buche a destra e tombini a sinistra 
pare proprio e sta ngopp 'a na pista.

Proprio continuando verso Valle, 
azzeccati ai marciapiedi e via Colombo, 
vedo i pali della metro e penso:
ma 'a riattiveranno aropp tutte ste tarantelle?

P'evita o traffico 'e Torrette, 
passo pe dereto a scola Agraria...
che pena mi facevino quilli pini,
tutti muorti, senza che nisciuno se ne mporta!

Questa è Avellino! ‘ncapo a me penzavo…
c'è chi comanda e chi nun se ne fotte!
Chissà se sta città se l'aspettava, 
ca pur aropp o covid restava abbandonata?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era rifatta pure qua a fila e traffico,
e io rimanietti chiuso priggioniero: 
n'ata vota tra clacson e allucchi vari.

Avanzo chiano chiano e a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?
Una grossa struttura blu co' no canciello grigio.
Pensai: stu fatto a me mme pare strano…
ma che è sta cosa abbandonata?

Ato che abbandonata, era ‘o centro pe' l'autismo:                                                          co' 'e porte, 'e finestre e c'o' parcheggio; 
attuorno a isso tutto degradato; 
chien'erbacce e c'a munnezz o lato.

Ma quillo non era araprì tant'anni fa?
Mi chiesi sconsolato.
‘Ind'a sto fatto io non ce veco chiaro:
è pronto e ancora è tutto chiuso?

Potevano ra no servizio mmano a chi tene bisuogno,                                                              e invece tutto 'e botto s'è fermat,
l'adda aprì l'Asl o no privato?

Mo' da voi vorrei saper, cari signori, 
con qual coraggio e come avete osato
di non aprir ancor questa struttura.

Gli accordi so accordi e van sì rispettati, 
ma voi perdeste il senso e la misura. 
Per dei litigi, i diritti li avete calpestati 
e mo quel centro è abbandonato, e attorno c'è solo spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
questa vergognosa situazione.
È il caso quindi che vi attiviate
per trovar subito una soluzione.

Signori miei, nun è colpa loro.
Non ve l'avrebbero mai chiesto o' centro
se non ne avessero avuto bisogno.
È possibile che adda resta sulo no sogno?

Si fossi io 'o Prefetto subito lo attiverei:
riunisse l'Asl e 'o Comune, 
chiuresse a stanza e non e facesse escì, 
fino a che non trovino 'na soluzione.

E cosa aspettate, oh benedetti politici,
che la pazienza dei cittadini si esaurisca del tutto?
Se fossi stato io uno di loro
a tutti i tg avesse già chiamato.

Fatemi vedé come sapiti fa i politici…
‘A verità è che tengo vint anni e già me so’ scucciato
‘e senti promesse, su promesse
e mai niente e realizzato.

Ma che pensate r’esse…nu ddio?
Qua tutti quanti simmo uguali.
Cittadini simmo nui e cittadini siti vui;
ognuno comm a 'n'ato é tale e quale”.

Signor politico!…come ti permetti
a levar a 'sta gente i diritti,
eppure so vent'anni che governi.
Tu c'a fascia tricolore 
'e promesse, addo le metti?

Qua’ 'a Natale, a Pasca e 'a l'Eppifania
e parole so semp'e stesse.
T'o vuo' mette ‘ngapo che s'adda cagna' Avellino?
Che a gente è stanca e ave bisuogno e servizi? 
‘A vita ‘o ssaje che re?…è 'na livella.

'No sindaco, 'no consigliere, 'no politico...
arrivanno ngopp o comune, alla città hanno fatto 'e promesse.
Pensati che co 'na festa e 'no sorriso,
aviti chiuso o cunto?

Perciò, statem' a sentì…nun faciti i stordi,
mettitivi d'accordo e arapriti quillo centro.
Ste ppagliacciate ‘e ffanno sul'i pacci:
Facimmo i seri…araprimmo quelle porte!”

Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi: “non si può più vivere qui”

Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi

Ennesimo sciopero del trasporto pubblico locale. Lunedì 18 settembre l’AIR Campania, azienda di tpl che serve tra i vari comuni anche Avellino, ha aderito allo sciopero nazionale dei lavoratori dipendenti delle aziende del settore.

I disservizi si sono presentati per lo più negli orari serali (post ore 19 ndr) e hanno confermato la mancanza di una connessione tra il capoluogo irpino e altre realtà campane, simbolo di una terra sempre più abbandonata a sé stessa.

Sciopero dei bus: io bloccato la sera a Napoli

A subire i disservizi dello sciopero del trasporto pubblico locale di due giorni fa ci sono stato anche io.

Sono tornato da un viaggio di dieci giorni in Emilia Romagna. Lì ho avuto modo di partecipare a due importanti progetti e ho avuto la possibilità di confrontarmi con decine di giovani di diverse località d’Italia.

Ammetto che già in treno mi era salito un po’ di sconforto. Tutti parlano di trasporto pubblico che funziona, di fermate del bus segnalate correttamente, di pullman nuovi e non sgangerati, di treni regionali in orario (anche se vecchiotti).

Sceso a Napoli alle 20 e 36 mi dirigo al terminal bus del metropark. Sapevo dello sciopero ma a telefono con il centralino AIR mi avevano assicurato un’altissima probabilità che le corse ci fossero tutte.

Così attendo il bus delle 21 e 30, sì quello che costa ben 5,10 euro per fare Napoli-Avellino. Si fa orario ma non arriva nessun pullman diretto al capoluogo irpino.

Si ferma invece per qualche minuto un bus AIR diretto a Benevento, quello non aveva fatto sciopero. Chiediamo informazioni su quello per Avellino e l’autista non ci sa dare informazioni.

Sono circa le 22 quando, grazie a delle telefonate fatte ad amici e parenti, alcuni presenti confermano che un bus forse sarebbe partito alle 23 e 30…ripeto, forse.

Così il mio viaggio verso casa finisce in un’auto privata.

I motivi dello sciopero

Lo sciopero del trasporto pubblico locale è stato di livello nazionale. Gli operatori di questo settore chiedono aumenti salariali di 300 euro e una riduzione dell’orario lavorativo a 35 ore settimanali

Lo sciopero è stato indetto dalle sigle sindacali:

  • Cub trasporti;
  • Sgb;
  • Cobas lavoro privato;
  • Adl Cobas;
  • Faisa Confail

Lo sfogo: stanco di vivere in una terra così

Mentre aspettavo i miei familiari che mi venissero a prendere, avevo il biglietto del bus in mano. Il nervosismo era altissimo…ero stanco, mi avevano assicurato che i bus ci sarebbero stati, volevo tornare a casa.

Così, ho aperto le note del mio cellulare e, pensando a tutti i disservizi che coinvolgono il trasporto pubblico locale avellinese e irpino, ho deciso di sfogarmi (pardon per qualche parola un po’ colorita):

«È quando succedono queste cose che mi viene da pensare che l’essere nato qui sia una condanna. Sono con le lacrime agli occhi, sono stanco di questo mondo diviso a metà».

«Oggi nelle aree interne del Sud un abitante, pure per andare in bagno, deve sperare che uno Stato nordcentrico gli abbia lasciato i soldi per la carta igienica del discount oppure che l’incravattato di turno non venda i fondi alla camorra o, ancora, che l’ente di pertinenza non sia senza funzionari e che quei fondi per garantire i servizi base li perda».

«Quando succedono queste cose vorrei vivere lontano chilometri, studiare fuori, passare una carta vicino al lettore e avere il diritto di entrare in un bus pulito e moderno e non in uno senza aria condizionata, sporco e rovinato come quelli che passano qui».

«Quando succedono queste cose vorrei avere una bacchetta magica per cambiare le cose. Vorrei svegliarmi in un’Italia unita in cui se qualcosa va male va ovunque male e se il Paese vince, vince tutto insieme…non solo quando sta la Nazionale in tv contro la Francia».

«Quando succedono queste cose mi chiedo il perché, il cosa abbiamo fatto di male
Ed è quando succedono queste cose che poi mi fermo, mi guardo allo specchio e dico…mi sono rotto».

«E anche se con tutta la rabbia che ho addosso vorrei spaccare tutto e andare via, mi siedo, prendo carta e penna e inizio a progettare le idee che potrebbero cambiare in meglio questo territorio…se davvero un giorno qualcuno mi vorrà ascoltare o mi darà l’onore di amministrarlo».

«Ma alla fine che è successo? Hanno solo soppresso un bus, sto esagrando?…no, perché come diceva Totò che è la somma che fa il totale e io mi so rutt o cazz e continua a conta i problemi…»

«Sono del Sud, delle aree interne del Meridione e vorrei solo essere Italianocome quelli del Nord».

Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi
Irpinia, tra scioperi dei bus e problemi

Avellino…quel treno che non arriva più

Scrivendo questo sfogo sono entrato in stazione e mi sono reso conto di quanti treni regionali partissero da Napoli ogni pochi minuti.

Lo sciopero riguardava anche il trasporto ferroviario. Tuttavia le corse principali, se non tutte, erano attive. Guardando la tabella digitale scorrere ho pensato alla nostra Avellino, mai presente su quegli schermi.

Da noi il treno non passa più da anni. Siamo uno dei pochi capoluoghi di provincia a livello nazionale ad aveere una stazione e non il treno.

Benevento, Salerno, Napoli e addirittura Afragola hanno l’alta velocità…e noi? Nemmeno i vecchi treni della circumvesuviana.

Eppure siamo capoluogo…dovremmo avere una certa influenza a livello regionale e nazionale…ecco dovremmo. Peccato che chi ci amministra evidentemente non è capace di farsi valere.

Una buona fetta degli amministratori di questa provincia ha promesso l’arrivo del treno ad Avellino da anni e non c’è mai riuscito…sarà sfortuna o solo pura incapacità?

La mia lettera: vittimismo o dato di fatto?

Prima di pubblicare questa lettera ho ragionato tanto. L’ho inviata a un mio amico di Vercelli che studia a Milano, città dove le cose funzionano insomma.

Ho chiesto cosa ne pensasse e mi ha spinto a renderla pubblica.

Ci tengo a sottolineare: il mio non vuole essere vittimismo, questa terra non ha bisogno di compassione, pietà o assistenzialismo.

Il mio sfogo è un atto di denuncia. Un appello fatto da un 20enne che ha scelto, volontariamente e contro l’opinione di molti, di restare a studiare al Sud e di non abbandonare Avellino.

La mia lettera è una nota aperta a tutte le istituzioni. La stanchezza e le difficoltà di vivere in questo territorio sono sotto gli occhi di tutti.

I problemi aumentano di giorno in giorno. I giovani come me vanno via, i trasporti non ci sono, gli asili nido mancano, i servizi del Piano di Zona manco a pagarli, i consultori esistono solo sulla carta…

Potrei continuare per ore e ore, scrivere pagine e pagine ma i problemi di Avellino e dell’Irpinia li conosciamo tutti, amministratori compresi.

È arrivato il momento di una presa di coscienza. I “politici” che ci amministrano, se così li vogliamo definire, si devono svegliare. Devono iniziare a lavorare…sempre.

Ad Avellino, così come in tanti altri comuni dell’Irpinia ci saranno le amministrative a giugno 2024. Nel 2025 toccherà alle elezioni regionali.

Un consiglio a tutti coloro che si candideranno, che chiederanno voti casa casa, che sbandiereranno promesse ai quattro venti, che millanteranno di avere la ricetta giusta per salvare il territorio…ascoltate la popolazione e ricordate una delle frasi attribuite ad Alcide De Gasperi:

«Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione».

La storia di Chiara: da Volturara con gli occhi sul mondo

La storia di Chiara: da Volturara con gli occhi sul mondo

Chiara Spiezia è una ragazza di Volturara Irpina, un paese con meno di 3mila abitanti della provincia di Avellino.

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Chiara ha da poco affrontato l’esame di maturità e adesso, tra mille passioni e impegni, sogna un futuro in viaggio senza mai dimenticare la sua terra e le sue radici.

“Volturara, un paese piccolo ma bellissimo”

Il tempo dell’arrivo del caffè per iniziare l’intervista e a Chiara subito si illuminano gli occhi parlando della “sua” Volturara.

«Ho 18 anni, sono una ragazza molto estroversa e mi piace un sacco vivere in contatto con le persone. Sono molto legata al mio paese e a tutte le sue tradizioni e culture», ha esordito.

Parlandoci di Volturara, ha poi spiegato «è una realtà molto piccola ma è suggestiva per questo. Volturara è immersa nel verde con molti posti nascosti e caratteristici da visitare. In estate il paese diventa ancora più unico».

Tra le attrazioni più incantevoli del comune irpino c’è la via Ferrata di Volturara, la prima certificata sul territorio campano. Grazie a questa infrastruttura, in piena sintonia con la parete rocciosa dei monti irpini, è possibile arrivare in quattro ore a una quota di 850 metri di altezza e ammirare il panorama della Piana del Dragone.

La via ferrata di Volturara Irpina, nota anche come Ferrata di Maroia, si compone di tre percorsi con altrettanti livelli di difficoltà.

Sono varie le realtà a livello nazionale che organizzano tour in questa zona e coniugano così trekking e arrampicata.

Speciale – A Volturara Irpina la prima strada ferrata della Campania

Chiara e la maturità da 100 e lode

Chiara si è diplomata da poco all’Istituto tecnico economico “Amabile” di Avellino. Dopo un primo anno di studi al Liceo Scientifico ha sentito una sorta di vocazione per l’indirizzo turistico e ha puntato tutti i suoi studi lì.

«Ora mi piacerebbe continuare a studiare e poi a lavorare nell’ambito del turismo delle radici. Sogno un turismo che colleghi le persone che hanno lasciato il proprio posto d’origine alle proprie radici e ai propri antenati».

Parlando dell’esame di maturità ha poi detto: «Tutto il periodo degli esami sono stata in ansia. Ho dormito pochissimo. Il giorno della prova scritta ho letto le tracce e appena ho visto la parola “culturale” non ho avuto dubbi…ho scelto quella sul ministro Bianchi».

Sulla questa traccia ci sono state molte polemiche. C’è chi ha puntato il dito contro il Governo Meloni accusandolo di aver trasformato la maturità 2023 per scagliare un attacco politico all’ex capo del dicastero dell’Istruzione.

Riflettendo sulla questione Chiara ha detto la sua: «Penso che molti si siano focalizzati troppo sulla figura del ministro. Lo scopo della traccia per me era un altro, focalizzarsi sull’importanza delle prove scritte.
A questo proposito, credo che sia giusto che restino per non perdere la vera essenza dell’esame di maturità».

Nella seconda prova che verteva sull’economia, Chiara ha parlato del suo paese. In occasione della definizione di un business plan di un’impresa, l’ha infatti immaginata a Volturara Irpina.

«Dopo le prove scritte l’ansia è diminuita – ci ha svelato Chiara -. A me piace un sacco parlare e quindi ero abbastanza tranquilla. Una nostra prof ci ha invitato a vedere il film “Notte prima degli esami“».

Nell’opera diretta da Fausto Brizzi, il protagonista si era preparato solo un autore e al momento del colloquio le domande fatte dalla commissione riguardavano tutt’altro.

«Così mi è salita di nuovo un po’ di ansia e da mezzanotte ho ripetuto tutto da zero», ha spiegato Chiara. Alla fine però tutti gli sforzi sono stati ripagati. Il voto del suo esame è stato il massimo che uno studente o una studentessa avrebbe potuto ottenere: 100 e lode!

Futuro? La Valle d’Aosta e tanti altri viaggi

Chiara vede il suo futuro, o almeno quello prossimo, lontano dalla sua amata Irpinia. Vuole infatti continuare gli studi in Valle d’Aosta.

Proprio sul distacco dalle sue abitudini, da Volturara e dai suoi affetti ha detto: «So che all’inizio potrebbe essere triste ma non voglio arrivare a quarant’anni con i rimorsi. Voglio essere soddisfatta del mio percorso».

«Ho scelto una realtà molto tranquilla e non caotica. Voglio che questo sia un periodo anche per riscoprirmi».

Parlando del viaggio che affronterà di qui a poco ha poi rivelato che tra i suoi sogni c’è l’avere un camper e iniziare viaggiare.

Chiara Spiezia

Il sogno di dare lavoro e l’esempio del nonno

Chiara è una ragazza piena di sogni e, durante l’intervista, non dimentica di citare il percorso affrontato dal nonno in gioventù.

«Mio nonno è andato in Germania a 18 anni e ha aperto una gelateria. Poi però è tornato qui», ha spiegato.

«In futuro io vorrei svolgere un lavoro che sia molto dinamico ma sempre legato all’ambito del turismo. Vorrei puntare sui prodotti locali, svilupparli e farli crescere».

«Sogno di dare lavoro a tante altre persone competenti. Le opportunita ci sono, non serve sempre allontanarsi. Io voglio viaggiare, voglio girare il mondo. Sono un’appassionata delle culture orientali. Tornare in futuro in Irpinia? Non lo escludo».

Ritornando sulla storia del nonno ha poi spiegato che per lei bisogna puntare sulla conoscenza degli anziani.

«Pirandello, con la poetica dell’umorismo, rimette al centro la questione che, al di là dell’età, ognuno ha delle emozioni da raccontare – ha sottolineato Chiara-. Gli anziani spesso non riescono a esprimersi. Sono lasciati agli antipodi della società».

«Nel mio mondo ideale, vedo delle realtà che li riescano a mettere al centro delle proprie comunità e a farli socializzare e integrare appieno con la popolazione locale, giovani compresi», ha concluso.

Disabili Avellino, scandalo al cubo: ascensore mai attivo

Disabili Avellino, scandalo al cubo: ascensore mai attivo

Ascensore rotto e bagni inaccessibili ai diversamente abili. È questa la situazione delle toilette pubbliche di piazza della Libertà ad Avellino da anni.

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Altri problemi con le barriere architettoniche sono stati segnalati settimane fa all’ex cinema Eliseo dove, per accedere alla mostra di Andy Warhol, bisognava usare solo le scale.

Avellino: quel cubo maledetto e l’ascensore fermo da sempre

Quando è stato rifatto il look a Piazza della Libertà, tra le innovazioni più discusse introdotte nella nuova agorà, c’è stato il maxi cubo che dà accesso ai bagni pubblici.

L’opera, forse tra le più criticate degli ultimi decenni della storia amministrativa avellinese, dopo diversi anni non è ancora entrata del tutto in funzione.

L’accesso ai bagni pubblici infatti avviene tramite una lunga scalinata. Per i diversamente abili, famiglie con bimbi in passeggino o semplici persone anziane, anni fa era stato predisposto un ascensore dedicato.

Peccato però che, sin dall’inaugurazione, l’impianto non ha mai funzionato.

Avellino, per l’ascensore mancano solo tre batterie

Il vero paradosso riguarda però il motivo del mancato funzionamento dell’ascensore di piazza della Libertà.

Come si evince da un adesivo apposto dalla ditta di manutenzione pagata dal comune e dagli Avellinesi, il problema risederebbe in tre semplici batterie da sostituire.

Sapete a quando risale questa verifica? Al 29 settembre 2021…circa un anno e mezzo fa!

Sempre sull’avviso del mancato funzionamento dell’ascensore è scritto: “il componente da sostituire è oggetto di un preventivo”. Che fine ha fatto questo preventivo di spesa?

Come mai tutti se ne sono dimenticati? I consiglieri comunali, gli assessori e il sindaco non passano mai da piazza della Libertà? Eppure quel cubo è visibile da qualsiasi traversa che sporge sull’agorà!

Avellino, la storia del cubo: le critiche dell’assessore Genovese

La storia del cubo-gabinetto (per non dire altro) di piazza della Libertà è molto simile a un’Odissea contemporanea e riadattata. Le critiche sono state tante.

Gli Avellinesi infatti, nel 2017, si sono ritrovati l’opera dalla sera alla mattina con lo stupore di molti. L’allora presidente della Commissione Urbanistica e consigliere di maggioranza, Antonio Genovese (oggi assessore ai lavori pubblici della giunta Festa ndr), aveva aspramente criticato il cubo.

«È un pugno nell’occhio – aveva dichiarato l’assessore Genovese a Ottopagine -, un agglomerato di cemento impattante. Che copre buona parte della visuale della piazza. Non riesco a capire come abbia fatto la sovrintendenza a dare l’ok. Non ci sono dubbi, quel cubo deve essere demolito. Lo chiederò e con decisione già al prossimo consiglio comunale».

Le intenzioni di Genovese però non hanno portato a nessun risultato effettivo.

Piazza Libertà, «abbattete quell’orrido cubo di cemento»

Avellino, la storia del cubo: dalla porta in frantumi ai vandali

Alle critiche di cittadini, opposizione e maggioranza si sono aggiunti negli anni diversi episodi riportati sulle cronache locali.

Nel 2019, nel pieno di una calda giornata estiva, la porta scorrevole in vetro del cubo di Piazza Libertà è collassata su sé stessa andando in frantumi.

Il motivo? Non si é mai appurato con certezza. Molto probabilmente, secondo fonti amministrative, il troppo caldo ha vinto sulla tenuta del doppio vetro anche a causa dei forti riflessi dati dalla bianca pavimentazione dell’agorà.

Dopo un altro anno di attesa il bango è stato messo in funzione ma l’ascensore no.

Circa un anno fa poi, nel marzo del 2022, i bangi sono stati oggetto di un ennesimo atto vandalico. Il sindaco Gianluca Festa ha denunciato tutto sulla sua pagina Facebook. I mesi necessari per riaprire i bagni sono stati diversi anche in questo caso.

Purtroppo però, di nuovo, dell’ascensore per i disabili si sono dimenticati tutti.

Avellino e le spalle girate ai disabili

L’attenzione dell’amministrazione comunale di Avellino per i disabili è poco più che zero. Possono essere chiamati in causa le pessime situazioni di accesso dei diversamente abili alle case popolari, così come tante alte vicende.

L’ultima, in ordine di tempo, è quella che ha riguardato Roberta, una signora che voleva visitare nelle scorse settimane la mostra di Andy Warhol organizzata all’ex cinema Eliseo di Avellino.

Lei vive in carrozzina e la mostra è situata a piano terra e al primo piano. L’ascensore però era rotto. «Tra qualche giorno sarà sistemato», avevano garantito i responsabili presenti all’Eliseo.

Peccato però che nulla è stato fatto. La mostra è terminata e Roberta non l’ha potuta visitare.

La sua denuncia, diffusa a mezzo stampa è stata chiara e inequvocabile: «Sono Roberta, una disabile in carrozzina che ama la cultura in generale e a cui piace, nel tempo libero, andare in giro per musei anche fuori città e fuori Regione. Quindi ho appreso con piacere che all’ex Eliseo c’era la mostra dedicata ad Andy Warhol visitabile fino al 5 febbraio».

«Sabato 4 febbraio sono andata all’ex Eliseo con mio marito per vedere la mostra sita al primo piano. Mio marito è sceso e per mero scrupolo ha chiesto se funzionava l’ascensore, gli è stato detto che da qualche giorno era rotto e doveva essere aggiustato. A malincuore siamo ritornati a casa», continua Roberta.

«Successivamente ho appreso che la mostra era stata prolungata anche in occasione della notte bianca del 14 febbraio e con entusiasmo sono ritornata con mio marito all’ex Eliseo pensando che l’ascensore fosse stato aggiustato dopo nove giorni…speranza vana: l’ascensore era ancora rotto… – spiega concludendo Roberta -. Denuncio questa esperienza personale negativa anche in qualità di collaboratrice del M.I.D, Movimento Italiano Disabili, coordinato da Esposito Giovanni che da tempo è la voce delle persone con disabilità di tutta la Regione».

Nelle prossime settimane sarà inaugurata la mostra dedicata al celebre writer britannico Banksy. Per questa occasione l’ascensore funzionerà?

L’amministrazione Festa potrebbe sistemare sia quello dell’Eliseo sia quello di Piazza Libertà e prendere, come si suol dire, due piccioni con una fava. Succederà? Speriamo!

Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?

Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?

Un palo di qua … un palo di là. Eppure la metro leggera per l’autostazione non passerà. I lavori di elettrificazione nella traversa del nuovo terminal bus di Avellino non sono mai stati portati a termine.

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Tra via Pini, via Moccia e via Colombo ci sono numerosi pali senza cavi che probabilmente non saranno mai utilizzati.

Avellino, metropolitana leggera: i pali sono troppi

Ci sono voluti oltre venti anni per scoprire che, per il progetto della metropolitana leggera, il comune di Avellino ha montato dei pali di troppo.

Con l’ultimazione dei lavori infatti alcuni tratti del percorso originario dei bus ibridi sono stati stralciati dal progetto.

Per scoprirlo basta farsi una passeggiata nei pressi dell’autostazione di via Fariello. Se fate un po’ di attenzione, vi salteranno subito all’occhio i numerosi pali che sono stati installati e non messi in funzione.

Nella traversa di accesso del nuovo capolinea infatti ci sono diversi piloni destinati alla metropolitana leggera. Il problema? Non sono mai stati predisposti per l’utilizzo e i lavori oggi sono finiti.

Avellino e la metropolitana leggera: il parodosso dell’autostazione

Se i lavori per la metro sono finiti, questi pali a cosa servono? Sono di troppo? Proprio all’entrata dell’autostazione non potevano essere strategici?

Questo dei pali sembra essere l’ennesimo paradosso di uno dei progetti più discutibili degli ultimi decenni.

Eh sì perché, seguendo il tracciato di questi giganti d’acciaio, la metropolitana leggera non stazionerà nei locali della nuova autostazione.

In sostanza il nuovo sistema di trasporto pubblico non farà capolinea al nuovo terminal principale della città ma terminerà la sua corsa nei depositi Air fuori città. Chi ha avuto questa idea dovrà essere stato parente del noto filosofo Zenone, altrimenti non si spiega.

Eppure, nel lontano 2006, il progetto originario questo prevedeva. Quasi venti anni fa infatti l’allora assessore ai trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta, aveva dichiarato che erano «previsti ben tre interscambi con la nuova autostazione, la stazione FS e i bus urbani dell’ATI in Piazza Libertà».

Se Piazza Libertà è stata fatta a nuovo, l’autostazione è ancora lì. Stesso discorso vale per i pali che però sembra proprio non avranno alcun futuro.

Metro leggera: il caso dei pali non finisce qui

Il problema purtroppo non riguarda solo la traversa dell’autostazione dei bus. Altri pali non messi in funzione sono stati installati a via Colombo (in questo caso sono quattro).

Stesso trattamento coi guanti bianchi, pardon coi pali grigi, lo ha avuto via Salvatore Moccia, l’altra arteria di accesso all’autostazione.

Anche qui ci sono numerosi piloni che sono stati installati e non sono mai stati predisposti per l’utilizzo.

È evidente. Il progetto originario prevedeva che la metro entrasse a via Pini, stazionasse nell’autostazione e uscisse da via Moccia per poi imboccare le arterie principali.

Adesso però non sarà più così. E di questi pali che ce ne facciamo?

I pali non utilizzati della metropolitana leggera a via Moccia
I pali non utilizzati della metropolitana leggera a via Moccia

Metropolitana leggera: mannaggia sti pali

I pali della metropolitana e gli Avellinesi non sono mai andati d’accordo. Le polemiche sono nate pochi giorno dopo le prime installazioni a causa della loro grandezza e vicinanza ai palazzi privati.

Nel 2016 poi la questione arrivò sugli schermi di Canale 5 dopo il servizio dell’inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete.

Il noto giornalista irpino aveva fatto notare al comune di Avellino come numerosi piloni erano stati montati sulle rampe dei disabili e davanti a segnali stradali e semafori.

Abete aveva anche segnalato l’eccessiva vicinanza dei pali a balconi e finestre ascoltando il dissenso dei cittadini.

L’allora responsabile unico del procedimento del comune capoluogo, l’ingegnere Giovanni Valentino, intervistato da Abete aveva spiegato come si trattava di una mera svista dell’impresa e che si sarebbe intervenuti immediatamente

Sulla questione della vicinanza dei piloni agli appartamenti invece, l’ingegnere aveva dichiarato che le normativa non imponeva delle distanze di sicurezza.

Abete però non aveva fatto mancare la consegna della solita pigna con l’ironico appello: “Spuntano pali come fiori a primavera. Vedremo mai in funzione la metro leggera?”.

Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?
Avellino, troppi pali per la metro: ora che ne facciamo?

Metropolitana leggera: che fine faranno questi pali?

Conoscendo l’oculatezza nelle scelte del comune di Avellino in tema di mobilità (vedi pista ciclabile a viale Italia) sicuro ci sarà una spiegazione ai tanti pali non utilizzati.

Pensare il contrario significherebbe essere in malafede o essere rosiconi. Siamo certi quindi che una risposta chiara arriverà presto. Nel frattempo abbiamo avanzato alcune ipotesi.

Serviranno forse per rendere omogenee tutte le arterie cittadine? Si tratta di installazioni di arte moderna? O saranno sfruttati per le prossime fantasmagoriche luminarie di ferragosto?

Chissà…nel frattempo ci auspichiamo che quei poveri bus elettrici almeno inizino a fare il proprio lavoro sperando che la pensione, per i mezzi ormai vecchi di quasi venti anni, non sia già dietro l’angolo.

Concorso comune di Avellino: ecco cos’è successo davvero

Concorso comune di Avellino: ecco cos'è successo davvero

Sono passate circa ventiquattro ore dalla figuraccia dello pseudoconcorso indetto dal comune di Avellino per le nuove assunzioni.

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Anche io sono stato tra le vittime dei presunti brogli che hanno portato all’annullamento di tutto…ecco cosa è accaduto.

Concorso comune di Avellino: orari sballati

Veniamo convocati alle 8 di mattina per le procedure di accettazione che dovevano finire entro le 10, ora di inizio previsto del concorso.

Prima delle 11 e 30 passate però non entriamo tutti nella sala che avrebbe dovuto ospitare il test.

Tra lamentele varie e microfoni che non si sentono veniamo invitati a posare i cellulari che sono stati fatti entrare in aula concorsuale e di predisporci all’inizio del test.

Presunti brogli e caos organizzativo al concorso del comune di Avellino: annullata la prova

Concorso al comune di Avellino: l’ambiente shock

A sorprendere quasi tutti era l’ambiente in cui si doveva svolgere il concorso.

In primis i riscaldamenti non erano per niente accesi e faceva freddo. Tutti eravamo con i cappotti addosso…e avevamo pagato ben 20 euro.

In più i banchi non erano per niente distanziati tra loro e su qualche tavolo addirittura pioveva acqua dal tetto.

I bagni erano quasi inaccessibili. O meglio ce n’erano circa tre o quattro a disposizione di 1500 persone e, nell’attesa della prova, si era creato una via vai continuo tanto da non riuscire a iniziare la lettura del regolamento.

Concorso al comune di Avellino: caos tra cellulari e mascherine

Durante il via vai generale dei candidati ci viene chiesto di spegnere i telefoni cellulari e i dispositivi elettronici e di riporli sopra al banco, nonostante all’esterno della struttura era evidente il divieto di ingresso di questi dispositivi.

“Il concorrente avrà già lasciato all’esterno della sede concorsuale ogni bagaglio, libro, codice, dispensa o altro documento cartaceo di qualsiasi tipo ed i propri effetti personali ed in particolare eventuali apparecchiature elettriche (telefono, PC portatile, Tablet, orologio digitale, ecc.) e, in caso contrario verrà invitato nuovamente a farlo”.

Questo era scritto nell’avviso sullo svolgimento della prova concorsuale pubblicato sul sito del comune.

Peccato che di questi passaggi non ne è stato rispettato uno. Come si può evincere dai video infatti nemmeno il punto in merito all’obbligo di indossare le mascherine è stato adempiuto.

«Gli operatori di vigilanza e gli addetti all’organizzazione e all’identificazione dei candidati nonché i componenti della commissione esaminatrice saranno muniti di facciali filtranti FFP2/FFP3 privi di valvola di espirazione».

Bene, non tutti i membri della commissione avevano la mascherina come previsto dal regolamento e così potremmo procedere anche per altri punti dell’avviso comunale.

Concorso al comune di Avellino: scatta la protesta

Nel momento in cui la commissione stava cercando di spiegare lo svolgimento del concorso, inizia la protesta.

Il presidente, attuale segretario generale del comune di Avellino Vincenzo Lissa, inizia la lettura delle indicazioni di svolgimento della prova intorno alle 12 con le proteste di alcuni che lamentavano la voce bassa e il microfono poco funzionante.

All’improvviso poi scatta la protesta. Nel momento in cui si stava andando a sorteggiare la prova da somministrare, sembrerebbe che già si stava fotocopiando una delle quattro…come se tutto fosse stato scelto già.

In più c’è chi ha dichiarato che avrebbe visto gente con le domande e le risposte del concorso sul cellulare.

Usare il condizionale purtroppo è d’obbligo in quanto non è stata data alcuna spiegazione ufficiale a noi candidati. Sia la commissione sia un poliziotto con un microfono in mano, hanno provato a calmare i presenti senza però dare una motivazione ufficiale di quanto accaduto.

Intorno alle 13 poi la commissione, dopo aver “sentito” i testimoni su quanto accaduto ha deciso di rinviare il concorso a data da destinarsi.

Concorso comune di Avellino: ecco cos'è successo davvero
Concorso comune di Avellino: ecco cos’è successo davvero

Concorso al comune di Avellino: una figuraccia tra lacrime e nervi tesi

Il dato più preoccupante è la vera figuraccia che il comune di Avellino e l’amministrazione Festa hanno fatto nei confronti dei cittadini.

Vedere gente venuta da fuori regione con le lacrime agli occhi per il rinvio del concorso è stato straziante.

In più mi sono sentito molto umiliato da cittadino e da candidato. Non è stata dimostrata la minima vicinanza per quanto accaduto da parte dell’amministrazione comunale che, con una nota, ha spiegato di essere alla ricerca dei “sabotatori”.

Dall’inizio del comunicato, nemmeno per una volta, è stata citata una parola: “scusa”. Ecco a questa città non serve il sindaco Sherlock Holmes ma un amministratore che ammette gli errori fatti e le brutte figure.

Sì perché per Avellino questa è stata davvero una brutta figura. A capo della commissione di concorso c’erano due dirigenti comunali e questo ha aggravato ancor di più il danno d’immagine per l’ente.

A questo punto dopo oltre ventiquattro ore, da umile e semplice avellinese di 19 anni chiedo io scusa a tutti. Chiedo scusa a tutti coloro che hanno speso soldi per venire ad Ariano Irpino a svolgere un concorso.

Chiedo scusa a coloro che sono venuti dalle altre parti dell’Irpinia, dal napoletano, dalla Puglia e da tutti gli altri territori.

Avellino non merita la brutta figura che ha fatto davanti a tutti ieri mattina. Avellino è altro. Saranno davvero puniti i responsabili di tutto ciò?Chissà…ma questa è un’altra storia, enjoy!

Avellino, colata d’asfalto sfregia il centro: 4 mesi di vergogna

Avellino, colata d’asfalto sfregia il centro: 4 mesi di vergogna

«Un mese e sarà tutto come prima», era questa la promessa dell’amministrazione comunale dopo aver fatto una colata di asfalto sui basoli antichi nel centro storico cittadino lo scorso maggio.

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Intanto sono passati diversi mesi e nulla è stato sistemato. Una delle vie storiche di Avellino è stata rovinata e nessuno è corso ai ripari.

Avellino, quella colata di asfalto che fa male al centro storico

Ripercorriamo un attimo la vicenda. Siamo a ridosso del 22 maggio 2022 e fervono i preparativi per la processione di Santa Rita. Finalmente dopo l’emergenza Coronavirus, uno degli eventi più sentito dagli avellinesi, torna in strada.

In quei giorni in diverse arterie della città (piazza kennedy, via guarini, piazza macello…) sono in corso dei lavori di rifacimento a tratti del manto stradale.

Sotto la voce della “tutela all’incolumità pubblica” il comune di Avellino ben pensa di incaricare la ditta di sistemare un po’ la strada anche davanti la chiesa di San Francesco Saverio da dove uscirà la processione.

Peccato però che lì non c’era asfalto ma degli antichi basoli che, al di là del valore storico o meno, contraddistinguono il centro storico cittadino (gli stessi che sono presenti a corso Umberto I per intenderci).

E così, in poche ore e senza preavviso con un’apposita ordinanza comunale, i vecchi basoli sono stati ricoperti da una bella coltre di catrame nero.

Asfalto al centro storico: l’indignazione

Saputa la notizia si sono subito levate molte polemiche di indignazione per la scelta dell’amministrazione Festa.

Arrivato sul posto durante i lavori, l’assessore al ramo Antonio Genovese, ha cercato di mettere una toppa al buco ma oramai il latte era stato versato.

L’esponente della giunta Festa ha così ben pensato di promettere, entro un mese, la rimozione della nuova colata di asfalto per far riaffiorire i basoli storici.

A chi invece chiedeva il motivo di questa spesa inutile di denaro pubblico, Genovese ha risposto che si trattava di un intervento urgente in vista della processione di Santa Rita poiché i basoli erano dissestati e c’era un rischio per la pubblica incolumità.

Insomma, visto che il comune non era stato capace di fare manutenzione alla pavimentazione storica, l’assessore ha ben pensato di coprire tutto con un po’ di catrame fresco fresco di produzione.

Asfalto al centro storico: e ora?

Intanto sono passati oltre quattro mesi e nessuno è intervenuto. I residenti e alcuni cittadini (me compreso) sono anche scesi in piazza contro questo intervento ma né il sindaco né l’assessore li hanno ascoltati.

La colata di asfalto è ancora lì e nessuno si è degnato di rimuoverla e di mantenere le promesse…un compito davvero arduo per chi fa politica qui.

Speriamo adesso che con questo articolo si possa rinfrescare la memoria dell’amministrazione comunale. Dopotutto sarà stata solo una dimenticanza…l’ennesima.

Avellino, vietati prodotti in plastica: multe fino a 25mila euro

Avellino: stop alla vendita di prodotti in plastica. Multe fino a 25mila euro

Avellino è ufficialmente un comune plastic free. Arriva il pugno duro dell’amministrazione Festa: divieto di vendita di tutti i prodotti plastici monouso non biodegradabili.

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L’ordinanza entrerà in vigore dal prossimo 8 agosto. Per vendere le scorte c’è tempo fino al 30 settembre poi multe fino a 25mila euro.

Avellino comune plastic free: stretta sui commercianti

Dal prossimo 8 agosto in tutto il territorio comunale vigerà il divieto di “utilizzo di qualsiasi materiale monouso in plastica e altro materiale non biodegradabile come piatti, bicchieri, cannucce, posate, palloncini e aste per gli stessi, bastoncini fioccati, mescolatori di bevande e di buste in plastica”.

In particolare ai commercianti sarà vietata la vendita dei seguenti prodotti:

  • bastoncini cotonati;
  • posate, piatti, cannucce, agitatori per bevande (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette) in plastica monouso;
  • aste da attaccare a sostegno dei palloncini;
  • contenitori per alimenti in polistirene espanso (es. scatole con o senza coperchio, compresi i contenitori tipo fast food);
  • contenitori, tazze o bicchieri per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi;
  • prodotti in plastica oxo-degradabile;
  • buste e contenitori di plastica.

I commercianti avranno tempo fino al 30 settembre 2022 per consumare le scorte dei prodotti già acquistati.

Il divieto riguarderà anche eventi e manifestazioni varie, oltre che i distributori automatici, compresi quelli negli uffici pubblici.

Il provvedimento segue le già varie disposizioni nazionali ed europee in materia di commercializzazione di prodotti in plastica.

Avellino plastic free: multe salate per i trasgressori

Multe salatissime per i trasgressori. Coloro che non rispetteranno quest’ordinanza infatti andranno incontro a sanzioni amministrative fino a 500 euro.

I cittadini che, nello specifico, continueranno a commercializzare i prodotti vietati, saranno passabili di una sanzione dai 2.500 ai 25mila euro aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda “ingenti quantitativi di borse di plastica”).

Avellino plastic free: scarica l’ordinanza

Avellino plastic free: un’altra vittoria

Il 24 settembre 2021, durante lo sciopero globale per il clima, Legambiente Avellino e Fridays for future avevano presentato cinque punti al sindaco Festa.

Tra questi c’era “l’eliminazione della plastica monouso dal comune, come già richiesto e previsto all’interno della dichiarazione di emergenza climatica ed ambientale firmata dal comune di Avellino quasi due anni fa”.

Finalmente, dopo le promesse fatte, sono arrivati i fatti. Avellino si potrà presto ritenere una città plastic free.

Avellino, l’arte per strada: mostra itinerante di Dorotea Virtuoso in città

Avellino, l'arte per strada: mostra itinerante di Dorotea Virtuoso in città

Torna l’arte tra le strade di Avellino. È pronta a partire la mostra itinerante dell’artista Dorotea Virtuoso.

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Le sue opere, nell’ambito del cartellone dell’Avellino Summer Fest 2022, saranno esposte in vari punti della città.

Chi è Dorotea Virtuoso?

Dorotea Virtuoso è un’artista graphic web nata e cresciuta a Napoli. Avellinese di adozione, è considerata da tutti un’artista irpina.

È proprio nella terra dei lupi, circa dal 2012, che Dorotea sviluppa la sua dote artistica e fa conoscere a tutti le sue opere d’arte.

Arte e sociale hanno sempre camminato insieme nelle sue composizioni. Dorotea è infatti da sempre impegnata nel sostegno all’associazione di promozione sociale “Missione sorriso“, tramite la donazione di una parte del ricavato della vendita delle sue opere.

Dove trovare i suoi quadri

Quest’anno Dorotea Virtuoso sarà impegnata con una mostra itinerante in diverse zone della città per tutto il mese di agosto.

I suoi quadri, alcuni realizzati anche con supporti di legno riciclato saranno esposti il 5 agosto su Corso Vittorio Emanuele, accanto alla Prefettura.

Il 19 agosto poi la mostra si sposterà alla Dogana mentre il 26 di questo mese toccherà a Corso Umberto I.

La mostra itinerante di Dorotea Virtuoso

Dorotea e l’impegno civico

Come dicevamo, l’impegno civico di Dorotea Virtuoso è sempre stata una sua caratteristica unica e imprescindibile.

Nel 2020, insieme ad alcuni cittadini del quartiere, ha adottato la piazzetta di via Trieste e Trento ad Avellino.

Con l’installazione di una sua opera d’arte, oggi la zona è conosciuta da tutti come “piazzetta del bacio” e finalmente è tornata a risplendere di colori, fiori e piante.

Prima dell’intervento di Dorotea, l’area era nel pieno degrado ed era stata abbandonata da tutte le amministrazioni comunali che se ne erano totalmente dimenticate.

Avellino, che fine ha fatto l’anagrafe degli artisti?

C’era una volta ad Avellino l’anagrafe degli artisti. Qualcuno la ricorda? Beh probabilmente no. Si tratta dell’ennesimo progetto partito e mai portato a termine dell’amministrazione comunale.

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Ripercorriamo insieme di cosa si tratta con la speranza di rinfrescare la memoria all’assessore Luongo, promotore dell’iniziativa, e di far sì che dopo due anni entri in vigore per il bene della cultura e degli artisti cittadini.

Cos’è l’anagrafe degli artisti

Annunciata dal sindaco Gianluca Festa prima e accolta con soddisfazione dall’assessore alle politiche giovanili Stefano Luongo poi, l’anagrafe degli artisti è un progetto che nasce con l’obiettivo di valorizzare la cultura e gli artisti avellinesi.

L’idea dell’amministrazione comunale era quella di creare un albo, con aggiornamenti semestrali, dove i cittadini potessero consultare chi sono gli artisti locali nei vari settori culturali.

L’iscrizione avviene online mentre la pubblicazione dell’albo spetta al comune di Avellino che sembra però essersene totalmente dimenticato.

Quelle promesse mai mantenute

Eh sì, avete capito bene. Siamo davanti l’ennesimo caso di amministrazione smemorina. Come si legge sull’avviso pubblico diffuso dal’ente di Piazza del Popolo, l’anagrafe è consultabile sul sito del comune di Avellino nell’apposita sezione.

Peccato però che cliccando la voce “ Visualizza l’anagrafe degli artisti” sul portale di Palazzo di Città, non si apra nessuna finestra.

Eppure il bando prevedeva che l’anagrafe venisse aggiornata periodicamente in corrispondenza di ogni semestre. Intanto ne sono passati già quattro, sin ben due anni, e dell’albo non se ne vede neanche l’ombra.

Alcuni dettagli dell'avviso pubblico sull'Anagrafe degli artisti
Alcuni dettagli dell’avviso pubblico sull’Anagrafe degli artisti

Proprio in occasione della pubblicizzazione della meritevole iniziativa, l’assessore Stefano Luongo sui social diceva: «Una semplice azione, da tempo richiesta, volta ad intensificare il processo di valorizzazione delle capacità e abilità delle risorse locali e a contribuire alla crescita culturale e artistica della nostra città».

Peccato però che, al momento, sono rimaste tutte parole al vento…pardon su Facebook.

Anagrafe degli artisti: perché non è partita?

Come mai l’Anagrafe degli artisti non è partita? Perché nessuno al comune si è ricordato che l’albo, da statuto, va pubblicato online?

Non si è iscritto nessuno? O si sono tutti dimenticati dell’esistenza degli artisti in città, snobbando così un progetto che potrebbe mettere in mostra i tanti talenti del capoluogo?

Chissà, dopo l’articolo è probabile che questo progetto partirà…semmai insieme alla metropolitana leggera e al tunnel.